Reddito di cittadinanza: non si perde col lavoro stagionale

Il Reddito di cittadinanza non si perde se si accetta un lavoro stagionale, la misura introdotta dal governo. Basta non superare il limite di reddito di 3mila euro. L’esecutivo è comunque deciso a tagliare il sussidio e a sostituirlo nel 2024. Il tema degli occupabili: chi sono?

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Il Reddito di cittadinanza non si perde con il lavoro stagionale: la novità è stata introdotta nella manovra di bilancio. Sarà dunque possibile lavorare per alcuni periodi dell’anno, ma non si dovranno superare i 3mila euro di reddito. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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La misura è stata introdotta dopo che questa estate in tanti, soprattutto albergatori e ristoratori, si sono lamentati perché non sono riusciti a trovare lavoratori. «In tanti – questo era il ritornello della scorsa estate – dicono di no a una occupazione stagionale perché temono di perdere il Reddito di cittadinanza».

Con questa piccola innovazione sarà più difficile dire di no, o meglio: non si correrà il rischio di perdere il sussidio per un lavoro che dura pochi mesi.

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Reddito di cittadinanza nel mirino del governo

L’esecutivo Meloni ha comunque inquadrato come obiettivo a breve o medio termine il Reddito di cittadinanza. Anche nelle ultime ore la presidente del Consiglio ha ribadito: «Si tutela chi non può lavorare, comprese le donne in gravidanza, ma per chi può lavorare il reddito sarà abolito alla fine del 2024 e comunque non sarà possibile riceverlo per più di 8 mesi. C’è chi può lavorare ma lo prende da tre anni, il sistema non ha funzionato».

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Il Reddito di cittadinanza e i nuovi limiti

A ritrovarsi fuori dal Reddito di cittadinanza potrebbero essere 404mila famiglie, la metà dei nuclei beneficiari. La questione riguarda proprio i cosiddetti occupabili. Per loro l’esecutivo di centrodestra non prevede un rinnovo del sussidio. Dal 2024 il Reddito di cittadinanza cambierà nome e diventerà una misura di sostegno del tutto diversa, destinata solo alle persone fragili e agli over 60.

Chi non perderà il Reddito di cittadinanza?

Nei prossimi mesi non sarà più possibile presentare la domanda per ricevere il sussidio. Le persone che ne beneficiano e che non sono in condizione di lavorare continueranno ad averlo per tutto il 2023. Dall’anno successivo le loro posizioni saranno trasferite sul nuovo strumento che sarà approntato dal governo (una sorta di reddito di inclusione).

Reddito di cittadinanza, chi sono gli occupabili?

La questione si sposta dunque sugli occupabili. Ovvero quelle persone che sono beneficiarie del sussidio ma che sarebbero nelle condizioni di cercarsi il sussidio. Parliamo di 660mila beneficiari del reddito di cittadinanza. Ovvero tutti quelli che hanno dovuto sottoscrivere il patto per il lavoro nei centri per l’impiego.

A questa cifra bisogna aggiungere altri 173mila percettori che sono stati assunti per un lavoro, ma ricevono ancora il sussidio perché rientrano nei requisiti di reddito che sono stati imposti dalla legge.

Sì, ma chi sono gli occupabili? Il governo li ha conteggiati in base all’età e ai carichi familiari.

Nella categoria di chi dovrebbe cercarsi un lavoro rientrano le persone che hanno tra i 18 e i 59 anni e in famiglia non ha disabili, minori o anziani.

C’è dunque il rischio che a perdere il sussidio siano 800mila persone.

Reddito di cittadinanza, quando si perderà il sussidio?

Quando si perderà il sussidio? La questione è più delicata di quanto il governo e buona parte dell’informazione vogliono far credere. Si dice: gli occupabili saranno coperti solo per otto mesi nel 2023, ma dovranno seguire un corso di formazione o riqualificazione professionale per almeno 6 mesi. Ovviamente non dovranno rifiutare nessuna offerta di lavoro (come ha ribadito Meloni: al primo no basta reddito.

Ok, ma chi ha già avuto il reddito (o l’eventuale rinnovo) per 18 mesi? Non si tratta di un diritto acquisito e che quindi non può essere toccato? Avranno la possibilità di beneficiare fino a scadenza del contributo che è stato loro assegnato?

Molti pensano di sì, ma la questione dovrà essere verificata e potrebbe diventare materia per i giudici della Corte Costituzionale che sui diritti acquisiti sono stati in passato inflessibili.

Di certo aumenteranno i controlli sui percettori e in particolare sulle offerte di lavoro e gli eventuali rifiuti. Per molti mesi non c’è stato alcun tracciamento. In pratica nessuno ha verificato se e quante volte un beneficiario ha rifiutato un posto di lavoro.

Reddito di Cittadinanza e i mancati controlli

Si ritiene che il Reddito di Cittadinanza abbia scontato due problemi in particolare:

  • il mancato o saltuario collegamento tra beneficiari e l’inserimento al lavoro. Lo strumento navigator non è stato sufficiente, non si è creato un vero asse con il sistema imprenditoriale;
  • l’assenza di controlli su chi aveva diritto o meno al sussidio, oltre all’inesistenza di una rete che potesse concretamente monitorare chi e quante volte avesse davvero rifiutato un posto di lavoro (ed eventualmente capire anche il perché).

L’attuale governo ha scelto di intraprendere il percorso che porta prima a un ridimensionamento, poi al taglio della misura. Evidentemente anche per rispettare un tema che era emerso come cavallo di battaglia in campagna elettorale, soprattutto per Fratelli d’Italia (la Lega non si è potuta mobilitare perché in fondo era stato il partito che ha approvato e votato la proposta del Movimento 5 Stelle).

L’altra strada possibile sarebbe stata una riforma del Reddito di Cittadinanza (che in fondo è solo un sussidio di disoccupazione, previsto in quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea). Con regole precise e controlli adeguati. Avrebbe potuto essere una risposta più adeguata, soprattutto ora, in piena crisi economica e con una recessione che bussa alle porte (dovrebbe concretizzarsi nel 2023).

Reddito di cittadinanza: non si perde col lavoro stagionale

Quanto si risparmia con i tagli all’Rdc?

Il governo conta di risparmiare con i tagli all’Rdc 734 milioni nel 2023. Quei soldi sono stati dirottati su Quota 103 e la Flat Tax fino a 85mila euro per le partite Iva. Due provvedimenti anche importanti, ma che non sono certo  riservati a chi vive un disagio economico.

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