Reddito di cittadinanza: chi lavora può riceverlo? La guida

Reddito di cittadinanza compatibile con una attività lavorativa? Facciamo chiarezza su Rdc e attività da dipendente o da autonomo. Vediamo che documenti servono.

Reddito di cittadinanza modulo e lavoro. La guida
Reddito di cittadinanza modulo e lavoro. La guida
4' di lettura

Il reddito di cittadinanza è compatibile con un’attività lavorativa? Se solo uno in famiglia lavora, si può comunque richiedere il sussidio? Facciamo chiarezza. (Qui la pagina con le news sul reddito di cittadinanza)

Indice:

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Il reddito di cittadinanza compatibile con un lavoro?

Il reddito di cittadinanza può essere compatibile con un lavoro dipendente o autonomo. E’ anche possibile che tutte le persone, di una famiglia, lavorino e riescano a chiedere e ottenere il sussidio, purché rispettino gli altri requisiti imposti dalla norma.

Parliamo, in particolar modo, delle soglie di reddito che non devono essere superate. Ce ne occuperemo in un capitolo dedicato in questo articolo.

Reddito di Cittadinanza e lavoro autonomo: gli obblighi

L’obbligo principale, come avrete intuito, è dimostrare che, nonostante abbiate una partita Iva o dirigiate un’attività di impresa, non finite per sforare il reddito familiare (i 6mila euro da moltiplicare per i parametri previsti dalla scala d’equivalenza) e i 9360 euro di ISEE.

Una persona sola, con un reddito autonomo da 1800 euro, avrà diritto a 4200 euro (6mila – 1800 euro) annui di Rdc, ossia circa 350 euro mensili.

In caso di lavoro autonomo o d’impresa, l’importo del reddito di cittadinanza è individuato come differenza tra ricavi e compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio dell’attività relativi al trimestre solare in cui è stata avviata l’attività. Di seguito i requisiti per il reddito di cittadinanza:

  1. ISEE inferiore a 9.360 euro

  2. Patrimonio immobiliare diverso dalla casa di abitazione non superiore ai 30.000 euro

  3. Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro. La soglia è aumentata di duemila euro per ogni persona nel nucleo familiare fino a 10.000 euro e cresce di altri 1.000 per ogni figlio successivo al secondo e di altri 5.000 euro per ogni persona disabile della famiglia (8.000 euro per i nuclei composti da due componenti; − 10.000 euro per i nuclei composti da tre o più componenti (soglia aumentata di 1.000 euro per ogni figlio a partire dal terzo)

  4. Reddito familiare inferiore a 6.000 euro moltiplicato per i valori della scala di equivalenza che trovi in questo elenco:


Reddito di cittadinanza modulo e lavoro. La guida
Reddito di cittadinanza modulo e lavoro. La guida

Modulo reddito di cittadinanza

Per le attività da lavoro autonomo o d’impresa va comunicato il reddito previsto per l’anno solare di avvio dell’attività utilizzando il modello SR181. Modello da usare anche per rinnovare, ogni tre mesi, il reddito percepito entro il quindicesimo giorno successivo a ciascun trimestre.

Chi non adempie a quest’obbligo, può perdere il reddito di cittadinanza. Nello specifico:

  • Il modulo Sr181 serve ai già beneficiari di RdC/PdC per comunicare:
    • avvio di un’attività lavorativa

    • prosecuzione dell’attività lavorativa nell’anno solare successivo se già precedente comunicata

    • variazione del patrimonio mobiliare

    • sopravvenienza e cessazione di stato detentivo

Il modulo Sr182 serve nel momento in cui si presenta domanda (bisognerà allegarlo al modulo Sr180 o farlo allegare allo stesso entro 30 giorni dalla consegna) per comunicare la presenza di componenti del nucleo familiare abbiano iniziato un’attività lavorativa che però non risulta dalla certificazione Isee.

Obbligo Patto del Lavoro

Chi decide di usufruire del reddito di cittadinanza, deve sottoscrivere il Patto per il Lavoro, con il quale si impegna a rispondere alla chiamata del centro dell’impiego, se l’attività lavorativa proposta verrà ritenuta congrua rispetto ai parametri stabiliti per legge.

Questo obbligo non c’è, invece, per chi ha un lavoro autonomo. Chi, però, percepisce un reddito di impresa inferiore ai 4800 euro, di fatto mantenendo lo stato di disoccupazione, può decidere di firmare l’accordo. Scegliere se rendersi disponibile alle politiche orientate alla ricerca di un nuovo impiego.

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