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Reddito di cittadinanza, offerta congrua: solo territoriale

Reddito di cittadinanza, emendamento sbagliato sull’offerta congrua per il lavoro e marcia indietro del governo. Il sottosegretario Durigon aggiusta il tiro, ma poi sostiene che “i laureati possono fare i camerieri”, cosa che già accade, ma che un politico dovrebbe vivere come un fallimento dello Stato. Cosa è accaduto e qual è il destino di chi riceve il Reddito.

di The Wam

Dicembre 2022

Reddito di cittadinanza, che caos sull’offerta congrua di lavoro: un emendamento sbagliato, la marcia indietro e le “spiegazioni” del sottosegretario Durigon. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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Dopo una giornata di silenzio, il governo è stato costretto a precisare che per i percettori  del Reddito di cittadinanza  il criterio di territorialità resta, «perché una persona di Napoli non può andare a lavorare a Trieste per qualche giorno».

Tutto nasce da un emendamento sbagliato: l’esecutivo ha pensato fosse sufficiente cancellare una parola dalla norma (congrua) per imporre l’obbligo ai percettori di accettare qualsiasi impiego e in qualsiasi posto.

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

Non è andata così. Vediamo cosa è successo.

Su questo argomento può interessarti un post che spiega i motivi che spingono il governo a togliere il Reddito di cittadinanza a migliaia di famiglie; c’è un altro post che spiega perché le banche difendono il Reddito di Cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: emendamento sbagliato

Il pasticcio sul Reddito di cittadinanza nasce dunque da un emendamento alla legge di bilancio. È stato presentato dall’esponente della maggioranza, Maurizio Lupi. Cosa è successo? Il governo ha cancellato la parola congrua rispetto all’offerta di lavoro. Lo stesso emendamento ha rinviato alla norma del decreto legislativo che ha istituito il Reddito di cittadinanza. Quello che definisce tutte le caratteristiche che deve avere un’offerta per essere accettata:

Insomma, non bastava cancellare la parola congrua. L’emendamento ha innescato un corto circuito.

Ora è troppo tardi per correggere (entro il 31 dicembre la legge di bilancio deve essere approvata). Quindi la congruità rimane.

Ad accorgersi del pacchiano errore è stata una deputata del Partito democratico, Cecilia Maria Guerra.

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Reddito di cittadinanza: com’è ora la norma

Eliminando solo la parola “congrua”, la nuova disposizione si legge così: «Il percettore del Rdc deve accettare la prima offerta definita ai sensi della norma che ne definisce la congruità». 

In pratica si rinvia alla norma che abbiamo citato sopra. Di fatto quindi non cambia nulla.

Per l’opposizione la foga ideologica del governo contro il Reddito di cittadinanza e le incapacità tecniche hanno causato l’errore.

Entriamo un attimo nell’aspetto tecnico: la norma che è stata modificata costringe il lavoratore ad accettare la prima proposta di lavoro ai sensi dell’articolo 4, comma 8, lettera b, numero 5 del decreto che regola il Reddito di cittadinanza.

Ebbene quella norma a sua volta rimanda al decreto di attuazione del Jobs act, che a sua volta prevede invece l’offerta congrua.

Come detto, un pasticcio.

Reddito di cittadinanza: norma sbagliata, la conferma

Questa interpretazione che evidenzia il grossolano errore è stata confermata anche dal Servizio Bilancio della Camera.

La maggioranza non ha commentato. Ma ha confermato che in qualsiasi caso le modifiche al Reddito di cittadinanza saranno imposte da gennaio. Nelle previsioni dell’esecutivo a partire dalla metà del mese, quando sarà corretto il tiro.

Lo spiega il sottosegretario al Lavoro, Carlo Durigon, esponente della Lega: «L’offerta congrua che abbiamo in mente prevede che qualsiasi persona, anche laureata, se gli offrono un posto anche di cameriere, casomai vicino casa, è giusto che la accetti».

Anche in questo caso, comunque, per la congruità resta il criterio della territorialità. Lo conferma lo stesso Durigon, che poi precisa: «Perché una persona non può andare a Trieste per due giorni se è di Napoli».

Beh, diciamolo: non era così difficile capirlo.

Reddito di cittadinanza: l’offerta che non si può rifiutare

Lo stesso Durigon, che nel primo governo Conte ha votato per l’approvazione del Reddito di cittadinanza, ha anche aggiunto per delineare il tipo di proposta «che non si può rifiutare»: «Se l’offerta è compatibile, sia nei limiti temporali sia nella vicinanza a casa, il percettore dovrà accettare qualsiasi tipologia di offerta di lavoro, questo sarà sicuramente un tema che entrerà nel nostro decreto. Dopodiché tante cose entreranno, dalla formazione al matching per poter dare ai percettori delle risposte ed una funzionalità diversa».

«Chi percepisce soldi pubblici – ha aggiunto Durigon – non può permettersi di rifiutare qualsiasi lavoro, deve mettersi in gioco».

Reddito di cittadinanza: la frase e le polemiche

Le parole di Durigon (il laureato faccia il cameriere) hanno suscitato molte polemiche. Non certo perché un laureato non possa fare il cameriere, già accade, al Sud come al Nord. Ma perché pronunciate in quel modo da un rappresentante del governo sminuisce in modo ancora più evidente il valore della laurea (che già è ai minimi termini).

Ma non solo: lo Stato promuove la formazione dei giovani, mettendo a disposizione risorse e mezzi. Per i più meritevoli anche borse di studio. Mandare di fatto i laureati a fare i camerieri (rispettabilissima professione, ma per la quale non serve la laurea) rappresenta un fallimento per lo Stato.

E non solo: disincentiva i giovani che studiano. Ricordiamo che l’Italia è agli ultimi posti nell’Unione europea come percentuale di giovani laureati.

Nell’immagine un uomo con la valigia

Reddito di cittadinanza: riduzione dei beneficiari incoerente

L’opposizione al governo, e in particolare Pd e Movimento 5 Stelle, ha anche fatto notare che il taglio dei beneficiari del Rdc è incoerente. L’esecutivo ha dichiarato che sarà tolto tra sette mesi solo da chi è occupabile. In realtà non è così. Rischiano infatti di perderlo anche i nuclei familiari che non hanno al loro interno una persona con più di 60 anni, un disabile o un minore.

Gli altri, quelli che non rientrano in quelle condizioni, lo perderanno. Anche se lavorano e guadagnano molto poco.

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