Reddito di cittadinanza: a ottobre tornano i tagli Inps

Reddito di cittadinanza: tornano i tagli dell'Inps da ottobre per chi non ha speso tutti i soldi che derivano dal sussidio. Ecco come funzionano i controlli.

4' di lettura

Reddito di cittadinanza: da ottobre ripartono i controlli dell’Inps e i tagli per chi non spenderà tutto l’importo del beneficio. A settembre l’ente nazionale di previdenza sociale ci aveva già provato, commettendo dei gravi errori. Facciamo il punto della situazione. (Consulta anche la nostra pagina speciale sull’RdC).

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Reddito di cittadinanza: l’errore dell’Inps

Da luglio dovrebbero essere operativi i tagli dell’Inps all’importo di chi non spende tutte le mensilità che derivano dal reddito di cittadinanza. Il condizionale è azzeccato perché, in realtà, come detto, le verifiche dovevano partire a settembre. L’Inps, però, aveva finito per “colpire” anche chi i soldi dell’Rdc li aveva spesi. Quando ci si è resi contro dell’errore, c’è stato un clamoroso dietrofront, con rimborso per gli utenti danneggiati.

Reddito di cittadinanza. Come richiederlo. La schermata del sito dove inoltrare domanda.
Reddito di cittadinanza. La schermata del sito dove inoltrare domanda.

Come funzionano i tagli

Il regolamento del sussidio prevede che, chi non spede tutta la cifra dell’Rdc nel mese previsto, può ricevere tagli sull’importo fino al 20% per sulla mensilità successiva. Inoltre, ogni sei mesi, scatta l’azzeramento totale dell’importo per chi non è in regola. La decurtazione non scatta se l’importo è inferiore al 20% del beneficio minimo, pari a 8 euro. Le verifiche avvengono in automatico da parte del sistema informatico dell’Inps.

Reddito di cittadinanza: requisiti

Chi vuole ricevere l’Rdc si impegna ad accettare la prima proposta di lavoro congrua. Di seguito i requisiti che bisogna possedere per chiedere il sussidio:

  1. ISEE inferiore a 9.360 euro

  2. Patrimonio immobiliare diverso dalla casa di abitazione non superiore ai 30.000 euro

  3. Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro. La soglia è aumentata di duemila euro per ogni persona nel nucleo familiare fino a 10.000 euro e cresce di altri 1.000 per ogni figlio successivo al secondo e di altri 5.000 euro per ogni persona disabile della famiglia.

  4. Reddito familiare inferiore a 6.000 euro moltiplicato per i valori della scala di equivalenza che trovi in questo elenco:

  • Pari a 1 per il primo componente del nucleo

  • Aumentato di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di 18 anni

  • Aumentato di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino a un massimo di 2,1.

Calcolare reddito di cittadinanza: cosa devi sapere

Sulla pagina ufficiale dedicata al sussidio, scopriamo che una prima divisione da fare, riguarda l’importo (i soldi che vi spettano).

Il reddito di cittadinanza, infatti, è composto da due parti importanti: una prevede che i soldi vadano a integrare il reddito familiare, fino al tetto stabilito per legge (per un massimo 6mila euro, valore da moltiplicare poi per la scala di equivalenza della quale parleremo). L’altra spetta a chi ha un fitto da pagare e stabilisce un ammontare annuo pari al canone di locazione (fitto) fino a 3.360 euro (1.800 euro per la Pensione di cittadinanza). Un’ulteriore integrazione è riservata a chi ha acceso un mutuo e può ricevere al massimo l’equivalente di una rata, non più alta di 1800 euro.

Le due componenti del reddito familiare (integrazione Isee e soldi per il fitto) non possono superare i 9360 euro annui (780 euro mensili), cifra da moltiplicare per la scala di equivalenza. Il risultato va poi ridotto per il valore del reddito familiare.

Calcolare reddito di cittadinanza. La guida
Calcolare reddito di cittadinanza. La guida

Come si calcola l’integrazione del reddito familiare

Per sapere quanto vi spetta, rispetto all’integrazione del reddito familiare, dovete avere una lista delle misure di assistenza che già ricevete in famiglia e dei redditi percepiti.

La scala di equivalenza prevede il valore “1” per il primo componente del nucleo familiare ed è aumentato di 0,4 per ogni altro membro della famiglia che ha più di 18 anni e di 0,2 per ogni altro componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1, elevato a 2,2 se ci sono persone disabili o, comunque, non autosufficienti.

E’ facile intuire, alla luce di questi valori, che spettano più soldi alle famiglie numerose, con ulteriori incrementi per chi ha minori e persone disabili a carico. La logica, che guida il legislatore, è abbastanza semplice: per questi nuclei familiari ci saranno più spese e, quindi, hanno bisogno di maggiore sostegno.

Tabella: Integrazione reddituale massima in base alla composizione familiare

Composizione nucleo familiareScala di equivalenzaBeneficio massimo annuale
1 adulto16.000,00 €
1 adulto e 1 minore1,27.200,00 €
2 adulti1,48.400,00 €
2 adulti e 1 minore1,69.600,00 €
2 adulti e 2 minore1,810.800,00 €
2 adulti e 3 minore212.000,00 €
3 adulti e 2 minore2,112.600,00 €
4 adulti2,112.600,00 €
4 adulti (o 3 adulti e 2 minori) tra cui una persona in condizione di disabilità grave o non autosufficiente2,213.200,00 €

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