Rdc 2023, arriva il Patto digitale? Come funziona

Ci sarà il patto digitale per il il Reddito di cittadinanza al centro della nuova Misura di inclusione attiva (Mia). In quest’articolo spieghiamo come funziona.

Valerio Pisaniello è un saggista esperto di welfare.
Conoscilo meglio

7' di lettura

La nuova Misura di inclusione attiva avrà al centro il patto digitale per il Reddito di cittadinanza (che sparirà nel 2024) (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

L’annuncio arriva dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone, che ha parlato in apertura delle celebrazioni per i 125 anni di INPS.

Indice

Patto digitale per il Reddito di cittadinanza: le parole della ministra Calderone 

«Abbiamo iniziato a lavorare il 22 di ottobre, non ieri. Stiamo mettendo a punto sia il programma Gol (Programma garanzia occupazione lavoro) che le altre iniziative – ha puntualizzato la ministra – Abbiamo ereditato 600 mila percettori di reddito di cittadinanza mai passati da un centro per l’impiego. La nuova misura, invece, vedrà come primo passaggio il patto di attivazione digitale e da lì partiranno tutte le misure».

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Chi viene esonerato al Patto di lavoro nel reddito di cittadinanza?

L’esonero ti spetta in uno dei seguenti casi: 

  • Devi occuparti di un bambino minore di tre anni.
  • Il componente della famiglia che si occupa del bambino, ha diritto di percepire il RdC e non ha l’obbligo di aderire al Patto per il Lavoro.
  • Devi occuparti di un disabile grave o comunque un soggetto non autosufficiente.

Patto digitale per il Reddito di cittadinanza: Rdc e programma Gol

Patto digitale per il Reddito di cittadinanza. Sono 198mila i percettori di Reddito di cittadinanza che nell’ambito del Programma Garanzia Occupazione Lavoro (Gol) sono stati instradati verso percorsi di inserimento lavorativo e di aggiornamento o riqualificazione delle competenze.

Si tratta di circa due terzi del totale dei percettori convocati e che hanno aderito al programma Gol. Sono oltre 47mila invece, i fruitori del reddito per cui è stata individuata e concordata un’attività formativa da svolgere.

Patto digitale per il Reddito di cittadinanza: la manovra 

La legge di bilancio 2023 ha modificato le norme su Rdc, a cominciare dal fatto che ai percettori che sono in grado di lavorare, il sussidio sarà riconosciuto per un massimo di sette mesi. Fanno eccezione – in questo casi la durata massima resta di 18 mesi – i nuclei familiari con minori e con persone disabili o anziani a carico.

I percettori considerati occupabili devono essere inseriti, per un periodo di sei mesi, in un corso di formazione e di riqualificazione professionale In caso di mancata frequenza al programma assegnato il nucleo del beneficiario del reddito di cittadinanza decade dal diritto alla prestazione. Le Regioni devono trasmettere all’Anpal gli elenchi dei soggetti che non rispettano l’obbligo di frequenza.

Per le persone tra i 18 e i 29 anni, l’erogazione di Rdc è subordinata all’iscrizione e alla frequenza di percorsi di istruzione di primo livello mentre tutti i beneficiari devono essere impiegati in progetti di utilità sociale nel Comune di residenza.

L’erogazione cessa nel caso in cui la persona non accetta la prima offerta di lavoro.

Per quanto riguarda i lavoratori stagionali o intermittenti, se il reddito percepito no supera i 3mila euro non ifluisce su Rdc: sono da comunicare all’Inps esclusivamente  i redditi eccedenti tale limite massimo.

I numeri li ha resi noti il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a proposito della previsione della Legge Finanziaria per il 2023 che prevede per i beneficiari del Reddito il coinvolgimento obbligatorio in iniziative di aggiornamento o di riqualificazione formative.

“Queste ultime cresceranno rapidamente grazie a una spinta che il Governo ha voluto dare alla previsione della Legge 4 del 2019 – fa sapere il ministero – Oltre 161mila beneficiari, cioè l’81%, infatti potranno iniziare l’attività formativa nelle prossime settimane perché sono stati aggiudicati o sono in via di aggiudicazione, gli avvisi per l’attività di formazione che le Regioni hanno pubblicato a valere sulle risorse Gol”.

Nelle prossime settimane inoltre, il ministero provvederà a estendere l’attività obbligatoria prevista per i percettori a tutti gli interventi di inclusione lavorativa e di rafforzamento dell’occupabilità stabiliti dalla legge e proseguirà il lavoro di un tavolo di monitoraggio e valutazione con le Regioni per raggiungere il target previsto dal Pnrr, dando la prevalenza ai beneficiari del reddito di cittadinanza nella presa in carico e nell’avvio a formazione o a percorsi di occupabilità.

Patto digitale per il Reddito di cittadinanza: programma Gol, cos’è e come funziona

Patto digitale per il Reddito di cittadinanza. Il programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) è un’azione di riforma prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza dell’Italia (Missione 5, Componente 1) per riqualificare i servizi di politica attiva del lavoro.

Il programma dispone di risorse pari a 4,4 miliardi di euro. Entro il 2025 coinvolgerà 3 milioni di beneficiari, di cui 800.000 in attività formative, 300.000 delle quali relative alle competenze digitali.

L’obiettivo è quello di ridisegnare i servizi per il lavoro per migliorare l’inserimento lavorativo delle persone e si rivolge a lavoratori con ammortizzatori sociali o altri sostegni al reddito, lavoratori fragili (giovani, donne con particolari situazioni di svantaggio, persone con disabilità, over 55), working poor, persone disoccupate senza sostegni al reddito.

Gol è attuato dalle Regioni e Province autonome sulla base dei Piani regionali (Par) approvati da Anpal e la sua attuazione è connessa al Piano di potenziamento dei centri per l’impiego e al Piano nazionale nuove competenze.

Anpal svolge un ruolo di coordinamento di Gol, di cui è titolare il Ministero del lavoro, e monitora il programma e l’attuazione degli interventi da parte delle Regioni.

Inoltre l’Agenzia presiede il Comitato direttivo di Gol, cabina di regia del programma, che riunisce il livello centrale e quello regionale.

Patto digitale per il Reddito di cittadinanza: nella foto delle forme colorate a forma di essere umano.

Patto digitale per il Reddito di cittadinanza: come funziona la piattaforma

Patto digitale per il Reddito di cittadinanza. La Piattaforma traduce in formato elettronico gli strumenti per la valutazione e progettazione personalizzata approvati in Conferenza Unificata per la definizione dei Patti per l’inclusione sociale.

La Piattaforma, messa a disposizione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è pensata e sviluppata per semplificare il lavoro degli assistenti sociali nell’accompagnare i beneficiari del Reddito di cittadinanza convocati dai servizi sociali dei Comuni, per semplificare le procedure, rendere più agevoli i controlli e lo scambio delle informazioni e consentire a Municipi e Ambiti Territoriali un immediato accesso ai dati rilevanti.

La Piattaforma GePI, oltre a facilitare la gestione e il monitoraggio dei progetti di attivazione dei beneficiari del Reddito di cittadinanza, consente anche l’alimentazione del Sistema informativo dei servizi sociali, necessario a migliorare la capacità di programmazione degli interventi e dei servizi sociali.

Patto digitale per il Reddito di cittadinanza: il patto per l’inclusione sociale

Patto digitale per il Reddito di cittadinanza. Nel caso in cui il bisogno sia complesso, i servizi dei Comuni competenti per il contrasto alla povertà procedono ad una valutazione multidimensionale del nucleo familiare al fine di avviare il percorso di attivazione sociale e lavorativa coinvolgendo, oltre ai servizi per l’impiego, altri enti territoriali competenti.

La valutazione multidimensionale è composta da un’analisi preliminare e da un quadro di analisi approfondito che mettono in luce bisogni e punti di forza della famiglia al fine di condividere con la famiglia gli interventi e gli impegni necessari a garantire il percorso di fuoriuscita dalla povertà che verranno sottoscritti con il Patto per l’inclusione sociale.

Fonti e materiale di approfondimento

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