Reddito di cittadinanza più alto d’estate? L’idea di Draghi

7' di lettura

È polemica per la mancanza di lavoratori stagionali. Il Governo starebbe pensando a una soluzione che prevede un reddito di cittadinanza più alto, ma la situazione non è ancora definita.

L’arrivo dell’estate porta con sé il problema della mancanza di lavoratori stagionali e la causa, a quanto sembra, sarebbe che tale “categoria” – se così possiamo definirla – preferirebbe «restare a casa» e percepire il Reddito di cittadinanza. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Quanto pesa il Reddito di cittadinanza su un lavoratore stagionale

Oggi lo stipendio percepito pesa per l’80 % sul reddito familiare, portando una graduale riduzione del Rdc fino ad arrivare alla completa estinzione, dovuta alla perdita del beneficio, l’anno successivo.

Ad esempio, se il reddito da lavoro di un beneficiario aumenta di 100 euro, l’ammontare dell’assegno di cittadinanza diminuisce di 80: il guadagno è di 20 euro, nessuno accetta di lavorare per quella cifra. Il sito Invaliditaediritti.it ha spiegato perché si continuano ad applicare i tagli dell’Rdc alle persona con disabilità. Intanto dal 15 giugno 2022 è previsto il primo pagamento del sussidio riferito a questo mese.

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Reddito di cittadinanza più alto d’estate: l’idea del governo Draghi

A ideare una possibile via d’uscita ci stanno pensando il ministro del Lavoro Andrea Orlando, il ministro leghista del Turismo Massimo Garavaglia e il ministro dell’Economia Daniele Franco apportando una modifica alla misura. Sarebbe un intervento d’emergenza per coprire la falla dei 300mila posti vacanti in questi mesi.

È del tutto ancora poco chiara però la natura della modifica. Si tratterebbe comunque di una novità importante in quanto renderebbe il Reddito di cittadinanza più alto e maggiormente cumulabile con lo stipendio rispetto a quanto già avviene oggi.

Oggi esiste un’integrazione sul reddito di cittadinanza, garantita dall’assegno unico, in questo approfondimento abbiamo spietato quando dovrebbe essere pagata.

Reddito di cittadinanza più alto e lavoratori stagionali: dibattito aperto da mesi

Difatti il problema sul rapporto tra percettori di Reddito di cittadinanza e lavoratori stagionali è stato affrontato già alcuni mesi fa. L’autunno scorso per la precisione. Infatti, la presidente del Comitato scientifico per la valutazione del Reddito di cittadinanza, la sociologa Chiara Saraceno, ha proposto così di tagliare l’assegno di cittadinanza del 60% senza limiti di tempo se si ha un reddito da lavoro, ma fino alla soglia di incapienza, cioè di esenzione fiscale: 8.174 euro per i redditi da lavoro dipendente e 4.800 euro per quelli da lavoro autonomo (approfondisci da questo articolo). E poi considerando al 100% la parte eccedente tale soglia.

Dunque consentire il cumulo tra reddito e una percentuale significativa dell’eventuale nuova retribuzione, elemento che renderebbe conveniente la ricerca di un lavoro.

Leggi chi sarà escluso dal bonus 200 euro riconosciuto sul reddito di cittadinanza. In questo approfondimento, invece, ci sono tutti i bonus del 2022 che scadono in estate.

REDDITO DI CITTADINANZA PIU ALTO DRAGHI ESTATE STAGIONALI

Reddito di cittadinanza più alto e stagionali: una correlazione poco chiara

Tuttavia è poco chiara la correlazione che esisterebbe tra lavoratori stagionali e percettori di Rdc e soprattutto sull’ipotesi di immaginare un Reddito di cittadinanza più alto in occasione della stagione estiva.

In poche parole non sarebbe del tutto vero che i classici lavoratori stagionali – e, magari, gli stessi che durante i mesi invernali dell’anno non riuscirebbero a trovare un’occupazione stabile – preferirebbero “a questo giro” restare «a casa sul divano».

Infatti, analizzando i dati Inps sulle assunzioni stagionali, emerge come siano sempre cresciute negli ultimi cinque anni, soprattutto negli ultimi tre di coabitazione con il Reddito di cittadinanza, e anche nei settori del commercio, alloggio e ristorazione.

L’anno scorso, quando già si lamentavano posti vacanti “per colpa” del Reddito di cittadinanza, abbiamo battuto in Italia il record di contratti stagionali: 920.685 assunzioni stagionali, ossia 26.940 in più del 2020, 187.702 in più del 2019 e 260.100 in più del 2018, quando il Reddito di cittadinanza ancora doveva essere introdotto.

Ancora, le assunzioni hanno seguito lo stesso trend anche nei primi due mesi del 2022 rispetto al 2021. Parliamo di 19.521 assunti in più per la precisione (per saperne di più leggi il seguente articolo). Insomma, come appare chiaro, il reddito di cittadinanza più alto rischia di essere un “provvedimento slogan” che non va a risolvere la difficoltà la mancanza di personale fra gli stagionali.

Reddito di cittadinanza più alto: una soluzione non risolutiva

Tuttavia l’ipotesi pensata dal Governo potrebbe rivelarsi un buco nell’acqua.

Per esempio: le classiche casistiche verificatesi nel settore sono che da una parte Tizio preferisce prendere il Reddito di cittadinanza piuttosto che lavorare e dall’altra parte ci ritroviamo un’azienda che per un lavoro part-time come cameriere offre uno stipendio di appena 400 euro (nella migliore delle ipotesi).

Con la soluzione pensata dal Governo si farebbe un regalo sia all’uno – che lavorando potrebbe comunque continuare a percepire il Reddito di cittadinanza (snaturando la misura in sé) – sia all’altro, in quanto le aziende potrebbero continuare a offrire stipendi fuori mercato potendo contare sull’appoggio del Reddito di cittadinanza.

La soluzione per i percettori di Reddito di cittadinanza e stagionali

Una soluzione potrebbe essere quella di agire in maniera strutturale focalizzandosi sul far funzionare quanto già previsto dalla legge, o punendoli entrambi o mettendoli in condizioni di poter raggiungere gli standard europei sia per quanto riguarda le regole contrattualistiche sia per quanto riguarda la soglia di povertà, anziché pensare a interventi periodici e riparativi.

Intanto bisognerebbe accertarsi del fatto che l’offerta di lavoro rispetti i parametri indicati dai contratti nazionali, con uno stipendio congruo alla mansione che verrà ricoperta.

In questo modo l’offerta di lavoro verrebbe definita come congrua e come noto per chi prende il Reddito di cittadinanza c’è un meccanismo che penalizza i beneficiari in caso di rifiuto. Meccanismo che si applica per tutte le offerte che hanno una durata di almeno tre mesi, come stabilito dall’ultima legge di Bilancio, e sia per i rapporti di lavoro full-time che per quelli part-time (quando l’orario di lavoro non è inferiore al 60% dell’orario a tempo pieno previsto dai contratti collettivi).

L’altro problema è che oggi le Regioni non sanno chi punire perché i rifiuti delle offerte di lavoro non vengono tracciati. In effetti, non esistono dati su offerte di lavoro a percettori di «reddito» e su quelle rifiutate. Di conseguenza non esistono sanzioni, le quali – ricordiamo – vanno da una decurtazione di 5 euro ogni mese alla decadenza della prestazione.

Una possibile soluzione, quindi, potrebbe essere quella di intervenire su questi due fronti – ossia controllo degli stipendi offerti e tracciamento delle opportunità di lavoro presentate ai beneficiari dell’Rdc – per risolvere il problema della mancanza di personale per la stagione estiva.

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