Reddito di cittadinanza più ricco per le famiglie numerose

Reddito di cittadinanza più ricco per le famiglie numerose: è una delle 10 proposte formulate dagli esperti per migliorare il sostegno economico. Si devono equiparare i minori agli adulti. Ma non solo: la decadenza per l'errore di un componente della famiglia non può coinvolgere tutto il nucleo familiare, nuove regole per il cumulo tra lavoro e Reddito di Cittadinanza e la riduzione degli anni di residenza per gli stranieri.

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Sono state pubblicate le proposte di correzione del Reddito di Cittadinanza. L’obiettivo è quello di riequilibrare il beneficio in favore delle famiglie con figli minorenni o numerose. Che oggi sono penalizzate.

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Reddito di cittadinanza: lavoro e flessibilità

Tra le proposte di correzione ci sono anche:

  • una maggiore flessibilità nel considerare il patrimonio;
  • la parziale cumulabilità dei redditi da lavoro con il beneficio per incentivare l’offerta di occupazione.

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Reddito di cittadinanza: dieci proposte

Il documento è stato redatto dal Comitato Tecnico Scientifico nato per la valutazione del Reddito di Cittadinanza. In tutto sono dieci le proposte di correzione al sussidio economico.

La relazione è stata presentata questa mattina alla stampa dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando. Insieme a lui la presidente del Comitato, la professoressa Chiara Saraceno.

Reddito di cittadinanza: minorenni penalizzati

Per gli esperti del Comitato tecnico scientifico è un errore che per calcolare la misura del Reddito di Cittadinanza i minorenni contino meno degli adulti. Questa valutazione comporta che le famiglie più numerose abbiano maggiori difficoltà ad accedere al beneficio.

Una evidente ingiustizia, ancora più grave perché è completamente a svantaggio dei minorenni.

Il dossier del Comitato tecnico scientifico per la valutazione del Reddito di Cittadinanza ha quindi proposto di «equiparare adulti e minorenni», assegnando a ognuno il valore comune di 0,4, in modo da poter arrivare a un massimo di 2,8 (2,9 se tra i congiunti c’è un disabile), dal 2,1 attuale (2,2 in caso di disabilità grave o non autosufficienza). E nello stesso tempo abbassando l’importo base dell’assegno mensile.

Reddito di cittadinanza: la decadenza del singolo

C’è anche altro tra le proposte formulate dal Comitato tecnico scientifico. In particolare riguardo alla decadenza del beneficio se non vengono rispettati gli obblighi da parte di un componente della famiglia.

Nella relazione si suggerisce di sospendere la misura solo per il singolo e per la sua quota, lasciando invece invariate le quote per gli altri componenti del nucleo familiare.

Reddito di cittadinanza: perché non conviene lavorare

Il dossier si occupa anche di un altro aspetto, quello che riguarda il lavoro. Oggi, si legge nella relazione, a un beneficiario del Reddito di Cittadinanza non conviene lavorare, per un semplice motivo: l’incremento delle entrate da lavoro concorre per l’80% alla definizione dell’importo del beneficio.

Reddito di cittadinanza: consentire il cumulo

Il Cts ha proposto di consentire un cumulo tra l’agevolazione e una percentuale significativa dei guadagni intascati con la nuova occupazione.

Nel calcolo bisognerebbe considerare per chi inizia a lavorare (o è già impiegato), «il reddito da lavoro solo per il 60% e senza limiti di tempo». Naturalmente fino a quando viene raggiunta la soglia che esclude l’imposizione fiscale.

Reddito di cittadinanza: rivedere l’offerta congrua

Sempre sul fronte lavoro. I beneficiari del Reddito di Cittadinanza non hanno avuto spesso la possibilità di trovare un lavoro adeguato, pagano in tanti casi il possesso di qualifiche molto basse. Per questo motivo il Comitato ha proposto il governo a rivedere i criteri che definiscono l’offerta congrua (in pratica quella che non si può rifiutare).

Sarebbe meglio utilizzare dei parametri diversi che mettano in primo piano anche la «dignità delle persone e il diritto a un equo compenso». Ma anche che l’offerta congrua sia più coerente con le caratteristiche dei beneficiari e consentano «la costruzione di una esperienza lavorativa».

Reddito di cittadinanza: stranieri e obbligo di spendere tutto

Tra le altre proposte sollecitate dal Comitato tecnico scientifico per la valutazione del Reddito di Cittadinanza riguardano:

  • l’abolizione dell’obbligo di spendere tutto il sostegno economico percepito entro il mese successivo alla sua erogazione:
  • la riduzione da 10 a 5 anni del periodo di residenza in Italia indispensabile per gli stranieri per poter essere beneficio del Reddito di Cittadinanza.

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