Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Reddito di cittadinanza / Reddito di cittadinanza, dai servizi sociali entro novembre

Reddito di cittadinanza, dai servizi sociali entro novembre

Reddito di cittadinanza e presa in carico dei servizi sociali entro il 30 novembre 2023: buone notizie per chi ha fatto richiesta di supporto ai servizi sociali. Il termine per comunicare l'avvenuta presa in carico è stato prorogato dal 31 ottobre al 30 novembre 2023. Ecco cosa devi fare.

di Romina Cardia

Novembre 2023

In questo approfondimento parliamo di Reddito di cittadinanza e presa in carico dei servizi sociali entro il 30 novembre 2023 (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Reddito di cittadinanza e presa in carico dei servizi sociali entro il 30 novembre 2023

Se sei un beneficiario del Reddito di cittadinanza e pensi di richiedere supporto dai servizi sociali, questa notizia è per te.

Grazie al recente decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2024, è stato prorogato il Reddito di cittadinanza e presa in carico dei servizi sociali entro il 30 novembre 2023

La proroga è stata introdotta con il DL n. 145/2023, articolo 19, per consentirti di continuare a ricevere il Reddito di cittadinanza fino al 31 dicembre 2023.

Quindi, se sei coinvolto in questo processo, assicurati di effettuare la tua comunicazione entro il nuovo termine.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=n7LMqXutWbY?si=5hPotXgBGOFA17mg&w=560&h=315]

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Erogazione del Rdc anche dopo 7 mensilità: quando è possibile

Un punto importante da ricordare è che la Legge di Bilancio 2023 ha stabilito l’abolizione del Reddito di cittadinanza a partire dal 2024 e ha introdotto un limite massimo di fruizione di 7 mensilità per l’anno in corso.

Tuttavia, ci sono eccezioni per le famiglie con minori, persone disabili o con più di 60 anni.

Lo stesso vale per le persone tra i 18 e i 59 anni che sono prese in carico dai servizi sociali e non possono essere indirizzate ai centri per l’impiego.

Il termine per la comunicazione è stato spostato al 30 novembre 2023 soprattutto per queste ultime, permettendo loro di continuare a ricevere il Reddito di cittadinanza fino alla fine dell’anno.

Questa decisione è stata presa considerando le difficoltà di inserimento sociale o lavorativo di coloro che non possono essere indirizzati ai servizi per l’impiego.

Per gli altri ex percettori del reddito di cittadinanza, a partire dal 1° settembre, è attiva la procedura per richiedere supporto per formazione e lavoro.

Questa offre un’indennità di 350 euro per la partecipazione a progetti di formazione, qualificazione e riqualificazione professionale, orientamento e accompagnamento al lavoro attraverso la piattaforma SIISL.

Bonus 350 euro: l’incentivo previsto dal governo in sostituzione del Reddito di Cittadinanza per il Supporto per la formazione e il lavoro ha avuto una buona partenza: in poche ore hanno aderito 8.000 persone. I posti disponibili nei corsi sono circa 600.000 e nella piattaforma Siisl sono già 60.000 le offerte di lavoro disponibili. Vediamo come funziona.

Chi viene preso in carico dai servizi sociali

La presa in carico dei servizi sociali è una misura transitoria riservata a cittadini con bisogni complessi e difficoltà di inserimento sociale o lavorativo, noti come nuclei non attivabili al lavoro.

Chi invece è considerato attivabile al lavoro e ha un reddito inferiore a 6mila euro, può beneficiare del Supporto per la formazione e il lavoro.

Ecco una tabella riepilogativa:

CittadiniCondizioniMisure
Nuclei non attivabili al lavoroBisogni complessi, difficoltà inserimentoPresa in carico
Avviabili al lavoroNon presi in carico dai servizi socialiSupporto per la Formazione e per il Lavoro (SFL) con ISEE ≤ 6mila euro
Tabella riepilogativa di chi ha diritto alla presa in carico dei servizi sociali e chi del SFL

Queste nuove opportunità rispondono alle esigenze dei cittadini, garantendo supporto personalizzato per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro.

Cambia la percentuale di invalidità per continuare a ricevere il Reddito di cittadinanza 2023 per le persone invalide. Ecco chi viene considerato persona invalida non occupabile e continuerà a ricevere il sussidio anti povertà.

Come funziona la presa in carico dei servizi sociali

Dopo lo stop al Reddito di cittadinanza, la presa in carico non avviene automaticamente. ma segue alcuni passaggi importanti.

Il Comune di residenza gestisce questo processo dopo una valutazione dei servizi sociali. Se la persona non è considerata attivabile al lavoro, i dati del nucleo familiare vengono inseriti nella piattaforma GePI, utilizzata per i Patti per l’inclusione sociale.

I servizi sociali del Comune devono comunicare all’INPS entro il 31 ottobre 2023 l’avvenuta presa in carico attraverso GePI.

Se non lo fanno entro questa data, si perde l’opportunità di ottenere la proroga del Reddito di cittadinanza fino a dicembre. Se invece la presa in carico arriva entro il 31 ottobre, il beneficio viene riattivato e esteso fino a dicembre 2023, comprensivo degli arretrati.

È importante notare che l’obbligo di presa in carico per la proroga del Reddito di cittadinanza non si applica a tutti i nuclei familiari.

Alcuni mantengono il diritto al Reddito di cittadinanza fino a dicembre 2023 senza dover essere presi in carico dai servizi sociali.

Questi nuclei includono quelli con persone disabili, minorenni o con almeno 60 anni di età. Inoltre, non c’è alcun obbligo per i nuclei con minori o persone di almeno 60 anni.

Questi beneficiari sono automaticamente inclusi e riceveranno il Reddito per tutte e 12 le mensilità fino a dicembre 2023.

Fine del Reddito di cittadinanza: Benvenuto Assegno di Inclusione (ADI) dal 2024

Dal 1° gennaio 2024, i nuclei con persone disabili, minori o di almeno sessant’anni, inclusi in programmi di cura e assistenza certificati dalla pubblica amministrazione, diranno addio al Reddito di cittadinanza.

Al suo posto, potrebbero beneficiare dell’Assegno di Inclusione (ADI), una nuova misura per contrastare la povertà, la fragilità e l’esclusione sociale.

Reddito di cittadinanza e presa in carico dei servizi sociali entro il 30 novembre 2023
Reddito di cittadinanza e presa in carico dei servizi sociali entro il 30 novembre 2023. Nella foto: un post it con la scritta “30 novembre”

FAQ sull’Assegno di inclusione al posto del Rdc

Che cos’è l’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione sarà riconosciuto a decorrere dal primo gennaio 2024 quale misura di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale, condizionata al possesso di requisiti di residenza, cittadinanza e soggiorno, alla prova dei mezzi sulla base dell’ISEE, alla situazione reddituale del beneficiario e del suo nucleo familiare e all’adesione a un percorso personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa.

A chi è destinato l’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione è riconosciuto ai nuclei familiari che abbiano almeno un componente in una delle seguenti condizioni:

Ai fini della determinazione del beneficio spettante, attraverso una scala di equivalenza si tiene conto dei componenti in una delle condizioni sopra indicate, nonché del componente che svolge funzioni di cura con riferimento alla presenza di minori di 3 anni di età, di 3 o più figli minorenni ovvero di componenti con disabilità o non autosufficienti.

Quale sarà l’importo dell’Assegno di inclusione?

L’importo dell’Assegno di inclusione è composto da una integrazione del reddito familiare fino a euro 6.000 annui, ovvero euro 7.560 annui se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza. 

A tale importo, può essere aggiunto un contributo per l’affitto dell’immobile dove risiede il nucleo per un importo pari all’ammontare del canone annuo previsto nel contratto in locazione (ove regolarmente registrato) fino ad un massimo di euro 3.360 annui, ovvero 1.800 euro annui se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza. Tale integrazione non rileva ai fini del calcolo della soglia di reddito familiare. Il beneficio economico non può essere, comunque, inferiore a 480 euro.

Il beneficio è erogato mensilmente per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e può essere rinnovato, previa sospensione di un mese, per ulteriori 12 mesi. Allo scadere dei periodi di rinnovo è sempre prevista la sospensione di un mese.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul Reddito di cittadinanza:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp