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Reddito di cittadinanza sospeso: ruolo dei servizi sociali

Reddito di cittadinanza sospeso e presa in carico dei servizi sociali, vediamo come sbloccare i pagamenti.

di Alda Moleti

Agosto 2023

Nell’articolo di oggi parleremo di Reddito di cittadinanza sospeso e presa in carico dei servizi sociali, per vedere come si fa a sbloccare i pagamenti (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Reddito di cittadinanza sospeso ad agosto 2023: per chi?

Sono in molti i beneficiari di Reddito di cittadinanza avvisati con un SMS dall’INPS che per loro il Rdc veniva sospeso dopo la ricarica di luglio 2023.

Purtroppo, non ci sono errori e la notifica è corretta, a perdere il Rdc saranno infatti alcuni nuclei per i quali quella di luglio rappresenta la settima mensilità del 2023.

Nello specifico, come stabilito dalla legge di bilancio 2023 e dal Decreto Lavoro, i nuclei composti solo da persone tra i 18 e i 59 anni, non affette da disabilità, avranno diritto al Rdc per un massimo di 7 mesi nel corso del 2023.

Di conseguenza a perdere il Rdc ad agosto sono i nuclei che trovano in queste condizioni, cioè che hanno ricevuto il Rdc senza interruzione, da gennaio a luglio, e dove luglio rappresenta la settima ricarica dell’anno.

Tuttavia, tra i nuclei che hanno subito la sospensione del Rdc ad agosto ve ne sono alcuni che non perderanno il beneficio definitivamente e per cui si tratta solo di una sospensione temporanea.

Si tratta dei nuclei composti da soli occupabili, ma che hanno firmato il Patto di inclusione e per cui le nuove disposizioni stabiliscono il diritto al Rdc fino a dicembre 2023.

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Reddito di cittadinanza sospeso e presa in carico dei servizi sociali

Quali “nuclei occupabili” hanno diritto al Rdc fino a dicembre 2023?

La legge di bilancio 2023 ad inizio anno ha stabilito che il Rdc dovesse durare quest’anno solo 7 mesi per i nuclei composti da soli membri tra 18 e 59 anni e non affetti da disabilità.

Diversamente, la stessa legge stabiliva che il Reddito di cittadinanza fosse assegnato per un periodo di 12 mesi nell’anno 2023 ai nuclei familiari che includono almeno un componente “non occupabile”, cioè disabile, ultrasessantenne o minorenne.

Di conseguenza, per quest’ultimo gruppo di beneficiari, l’ultima erogazione del Reddito di cittadinanza avverrà nel mese di dicembre 2023.

In seguito, il Decreto Lavoro (n. 48/2023, art. 13) ha ampliato il gruppo di beneficiari che hanno diritto al Rdc fino a dicembre 2023. Sono inclusi ora anche i nuclei che, seppur composti da persone tra 18 e 59 anni e non affette da disabilità, hanno firmato il Patto di inclusione sociale.

Che cos’è il Patto di inclusione sociale e che ruolo hanno i servizi sociali?

Il Patto di inclusione sociale comporta la presa in carico del nucleo familiare da parte dei servizi sociali territoriali, al fine di eliminare le limitazioni che impediscono ai componenti l’inserimento nel mondo del lavoro.

Di conseguenza, quando un nucleo percettore di Rdc sottoscrive il Patto di inclusione, seppur tecnicamente composto da soli membri adulti e non disabili, viene identificato comunque come non attivabile al lavoro nell’immediato.

Motivo per cui il Decreto Lavoro ha stabilito che i nuclei che hanno firmato il Patto di inclusione, entro la fine della settima rata di Rdc, abbiano diritto alla prestazione per 12 mesi nel 2023, cioè fino a dicembre.

L’INPS ha spiegato chi potrà riavere il Reddito di cittadinanza dopo la sospensione.

Perché il Rdc ad agosto 2023 è stato sospeso anche a chi ha firmato il Patto di inclusione?

Attualmente l’INPS ha sospeso automaticamente il Reddito di cittadinanza a tutti i nuclei composti da soli membri adulti, con meno di 60 anni e non disabili, per i quali la ricarica di luglio 2023 ha rappresentato la settima erogazione dell’anno.

Tuttavia, l’INPS procederà ora a revocare in via definitiva il Rdc a coloro che non ne hanno più diritto e, allo stesso tempo, riattiverà il beneficio per i nuclei familiari composti da membri “occupabili” che però hanno firmato il Patto di inclusione sociale.

I servizi sociali hanno infatti tempo fino al 31 ottobre per fornire all’INPS le comunicazioni riguardanti la presa in carico degli individui che hanno firmato il Patto di inclusione sociale e sono stati inseriti nel programma. Di conseguenza, tali nuclei avranno diritto al Rdc fino a dicembre 2023.

Come sbloccare i pagamenti del Rdc dopo la sottoscrizione del Patto di inclusione?

I nuclei che hanno firmato il Patto di inclusione sociale, se hanno ricevuto l’SMS dall’INPS che li avvisa che il Rdc è stato sospeso, non devono far altro che aspettare.

Entro il 31 ottobre i servizi sociali comunicheranno all’INPS la presa in carico del nucleo e le erogazioni del Rdc riprenderanno regolarmente, con tanto di arretrati.

In sintesi, l’INPS in modo automatico revoca il beneficio a chi non ne ha più diritto, ma riattiva il Rdc per i nuclei familiari “occupabili” che hanno aderito al Patto di inclusione sociale e sono stati presi in carico dai servizi sociali.

Ricordiamo comunque che per aver diritto al beneficio fino a dicembre è necessario firmare il Patto entro la scadenza della settima mensilità di Rdc del 2023. Quindi, se il Rdc è stato sospeso ad agosto il Patto andava firmato entro la fine di luglio 2023.

Cosa fare se il Rdc ad agosto 2023 è stato revocato definitivamente?

I nuclei percettori di Rdc composti da persone tra 18 e 59 e anni e che non sono stati presi in carico ai servizi sociali, hanno diritto alla prestazione per 7 mesi nel 2023. Se uno di questi nuclei ha ricevuto il Rdc senza interruzioni da gennaio a luglio, ad agosto 2023 non ha più diritto al beneficio.

Tuttavia, il Decreto Lavoro (art. 12) ha anche introdotto una misura alternativa al Rdc proprio per quei nuclei che nel 2023 perderanno il Reddito di cittadinanza.

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In foto, lo screen dell’articolo 12 del Decreto Lavoro.

Che cos’è il Supporto per la formazione e il lavoro?

A partire dal 1° settembre 2023, verrà attivato il Supporto per la formazione e il lavoro, destinato a coloro che hanno diritto al Reddito di cittadinanza per 7 mesi quest’anno.

Le persone che rispettano i seguenti requisiti avranno diritto alla prestazione:

Il Supporto per la formazione e il lavoro avrà un importo fisso di 350 euro mensili e verrà erogato per un periodo massimo di 12 mesi.

Abbiamo dedicato un articolo specifico ad esaminare più approfonditamente il funzionamento del Supporto per la formazione e il lavoro, dove è possibile trovare ulteriori dettagli sulla misura e le modalità per effettuare la richiesta.

FAQ: domande frequenti sul Reddito di cittadinanza

Quali sono i requisiti per mantenere il Reddito di cittadinanza?

Per mantenere il Reddito di cittadinanza è necessario rispettare alcuni requisiti. Questi includono la partecipazione a percorsi di inclusione sociale e lavorativa, la ricerca attiva di lavoro e la comunicazione tempestiva di eventuali cambiamenti nella situazione familiare o economica.

Reddito di cittadinanza requisiti per i single: cosa cambia?

I single dovranno rispettare gli stessi requisiti applicati agli altri nuclei familiari per ricevere l’Rdc. Leggi come funziona l’Rdc per i single.

Reddito di cittadinanza requisiti ISEE: quale soglia non superare?

Il tetto ISEE delle famiglie beneficiarie del Reddito di cittadinanza è fissato a 9.360 euro all’anno.

Reddito di cittadinanza spese ammesse 2023: quali sono?

Con i soldi del Reddito di cittadinanza si possono comprare beni di prima necessità, pagare bollette e servizi che non rientrano fra le spese vietate con l’Rdc: per esempio alcolici, tabacco, gioco d’azzardo, articoli di pellicceria e gioielleria, armi, materiale pornografico, servizi assicurativi e di trasferimento di denaro, noleggio, acquisto o leasing di navi e imbarcazioni da di porto nonché servizi portuali.

Posso verificare il saldo della carta Rdc sul sito dell’INPS?

No, sul sito dell’INPS non è possibile controllare il saldo del Redito di cittadinanza, ma solo lo storico dei pagamenti e lo stato della domanda.

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