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Home / Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie / Nuovo Rdc, strumento attivazione per più persone in famiglia

Nuovo Rdc, strumento attivazione per più persone in famiglia

Scopri come funziona lo Strumento di attivazione al lavoro e quante persone possono riceverlo in una famiglia.

di Chiara Del Monaco

Maggio 2023

Lo Strumento di attivazione al lavoro è una misura introdotta dal Decreto lavoro per chi non ha i requisiti per accedere all’Assegno di inclusione. In questo approfondimento vediamo come funziona e se può riceverlo più di un componente del nucleo familiare (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Mentre per i non occupabili arriverà l’Assegno di inclusione al posto del Reddito di cittadinanza, i cittadini occupabili risultano penalizzati dall’abolizione del Rdc.

Per questa categoria di persone, il Decreto lavoro ha introdotto lo Strumento di attivazione, cioè una misura che ha lo scopo di aiutare i cittadini a inserirsi nel mondo lavorativo tramite percorsi personalizzati.

A differenza dell’Assegno di inclusione, lo Strumento di attivazione al lavoro può essere percepito anche da più persone nello stesso nucleo familiare. Nei prossimi paragrafi, vediamo i dettagli di questa nuova prestazione.

Indice

Strumento di attivazione al lavoro: per più persone?

Lo Strumento di attivazione al lavoro è destinato alle persone considerate occupabili, cioè chi ha un’età compresa tra i 18 e i 59 anni e non ha carichi di cura o una disabilità.

Questa misura è stata introdotta per chi non può richiedere l’Assegno di inclusione e può essere inserito più facilmente nel mercato lavorativo attraverso specifici corsi di formazione e riqualificazione professionale.

A differenza dell’Assegno di inclusione, lo Strumento di attivazione è personale: ciò vuol dire che non spetta all’interno nucleo familiare, ma solo ai singoli componenti.

Di conseguenza, possono richiederlo sia le persone single (penalizzate dall’Assegno di inclusione), sia le coppie sia i nuclei con più componenti, di cui alcuni occupabili. Tuttavia, per ogni famiglia viene riconosciuto a un massimo di due persone, se si rispettano i requisiti previsti dalla legge.

Inoltre, possono fare richiesta anche i componenti che percepiscono l’Assegno di inclusione, ma sono stati esclusi dalla scala di equivalenza. Si tratta cioè dei membri del nucleo familiare maggiorenni e occupabili. Quindi, se un nucleo è composto da due genitori di 40 e 43 anni e un figlio minorenne, uno dei due genitori ha diritto allo Strumento di attivazione al lavoro.

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Strumento di attivazione al lavoro: requisiti

Lo Strumento di attivazione al lavoro può essere riconosciuto sia ai cittadini che non ricevono l’Assegno di inclusione sia a chi lo riceve ma non è incluso nella scala di equivalenza.

In entrambi i casi, per fare domanda per lo Strumento di attivazione bisogna essere in possesso di alcuni requisiti definiti dal Decreto lavoro, e cioè:

Per quanto riguarda i requisiti economici, la persona richiedente deve avere un reddito complessivo ISEE non superiore a 6.000 euro all’anno. Tuttavia, nel calcolo del reddito non sono incluse queste misure:

Leggi anche come funziona lo Strumento di attivazione senza affitto.

Strumento di attivazione al lavoro: in foto, una giovane coppia.

Strumento di attivazione al lavoro: come funziona

Ora che abbiamo visto a chi spetta, è bene ricordare gli altri dettagli sullo Strumento di attivazione al lavoro. Come l’Assegno di inclusione, anche questo strumento va richiesto in modalità telematica all’INPS, secondo la procedura che sarà comunicata appositamente dall’Istituto.

Dopo aver fatto domanda, il richiedente viene convocato entro 120 giorni dal Centro per l’Impiego della zona di appartenenza per sottoscrivere il patto di attivazione digitale e avviare il percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa. Per farlo, bisogna prima iscriversi al Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) che garantisce l’interazione tra diverse banche dati e aiuti INPS e forze dell’ordine nei controlli.

A questo punto, entro 60 giorni dalla convocazione il Centro per l’Impiego individua e fa sottoscrivere un percorso personalizzato, chiamato patto di servizio. Il percorso viene definito in base ai bisogni del nucleo familiare nel suo complesso e dei singoli componenti. Il patto di servizio personalizzato può essere coordinato con i percorsi formativi previsti dal Programma Nazionale per la Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (Programma GOL).

Per tutta la durata dei percorsi di formazione o dei progetti utili alla collettività, i percettori dello Strumento di attivazione ricevono un contributo economico pari a 350 euro al mese. Infine, la misura può essere erogata per un massimo di 12 mensilità e non è rinnovabile.

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