Rdc, il governo: tagli e sospensioni funzioneranno così

Quando e come cambierà il Reddito di cittadinanza? Scopri le novità in arrivo annunciate dal nuovo esecutivo.

7' di lettura

Il Reddito di cittadinanza non può essere erogato in eterno: questa è l’idea ribadita più volte dalle coalizioni di centrodestra e che si fa sempre più forte con l’introduzione del nuovo governo. Sul tavolo ci sono varie modifiche che saranno applicate al sussidio. Vediamo come cambierà in futuro (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Che il Reddito di cittadinanza non possa essere abolito è ormai un dato di fatto, almeno per il momento. Ma il governo ha già in mente una serie di modifiche, in materia di tagli e sospensioni del contributo, per ridurre la percentuale di percettori e aumentare le risorse a disposizione dello Stato.

Nei prossimi paragrafi analizziamo le ultime novità annunciate dal sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali della Lega, Claudio Durigon, sulla base di alcuni cambiamenti necessari per rendere il sussidio più funzionale.

Leggi quali sono le somme previste con l’Rdc, i limiti di prelievo in contanti e le spese vietate con i contributi economici, i motivi che causano la sospensione del reddito di cittadinanza e i reati che fanno perdere l’Rdc.

Indice

Reddito di cittadinanza: le novità in arrivo

Le perplessità del governo sul Reddito di cittadinanza erano chiare anche prima della vittoria alle elezioni della coalizione di centrodestra, che ha visto Giorgia Meloni alla Presidenza del Consiglio. In effeti, uno delle attività presenti nel piano del nuovo governo è apportare delle modifiche alla misura anti-povertà varata dal governo Conte e disciplinata dal dl/2019.

Secondo gli ultimi dati dell’INPS, a fine ottobre sono stati spesi oltre sei miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno per il Reddito e la Pensione di cittadinanza. Dall’introduzione del reddito, nell’aprile 2019, in totale sono stati erogati circa 25,9 miliardi. In media l’importo percepito è di 550 euro al mese e il 64,7% dei nuclei beneficiari risiede nel Sud e Isole.

L’obiettivo, secondo l’esecutivo, è di “snellire” uno strumento troppo costoso e poco funzionale per indirizzarlo solo alle persone che ne hanno davvero bisogno, quindi a chi non può lavorare. In questo modo le risorse risparmiate dai tagli sul Rdc sarebbero destinate ad altre priorità, per esempio il caro energia.

Visto che un’abolizione della misura è impensabile, poiché porterebbe a un’inevitabile frattura sociale, oltre a mettere in difficoltà milioni di italiani indigenti, si sta pernsando a una serie di modifiche da inserire all’interno della prossima legge di bilancio, e quindi da attivare nel 2023. A tal proposito si è pronunciato più volte Claudio Durigon, senatore della Lega e sottosgretario al Lavoro, il quale ha elencato alcuni punti su cui si andrà sicuramente a intervenire.

Tra le modifiche presenti sul tavolo vi sono in particolare:

  • ridurre la durata del Reddito di cittadinanza;
  • allungare il periodo di sospensione del Rdc prima del rinnovo;
  • tagliare l’importo in modo progressivo;
  • stabilire nuove regole sul rifiuto delle offerte congrue;
  • spostare la gestione dei controlli nelle mani dei Comuni.

Continua a leggere per avere maggiori dettagli sulle novità elencate sopra.

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Reddito di cittadinanza: le dichiarazioni di Durigon

Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, si è espresso più di una volta sulla riforma del Reddito di cittadinanza, condividendo le intenzioni del governo sia con Radio24 sia con il Corriere della Sera. La sua proposta è più moderata rispetto a quella di altre coalizioni, ma ha comunque lo scopo di rendere il Rdc una misura funzionale e soprattutto non a tempo indeterminato.

Uno dei punti su cui il sottosegretario leghista ha insistito maggiormente è proprio la durata della misura anti-povertà. Considerando che il nostro ordinamento prevevde un’indennità di disoccupazione che dura un massimo di due anni (Naspi), Durigon trova assurdo che il Rdc sia erogato a vita a chi ha la possibilità di lavorare. Al momento, la legge prevede che il sussidio può essere erogato per 18 mesi consecutivi e dopo un mese di sospensione, può essere rinnovato per altri 18 mesi, e così via per tutta la vita in presenza dei requisiti.

L’idea di Durigon, in linea con lo schema proposto dal vicepremier Matteo Salvini, è di cambiare la durata del Rdc in questo modo: dopo i primi 18 mesi di erogazione del contributo, il cittadino interessato sarebbe sospeso dal sussidio per sei mesi, durante i quali verrebbe inserito in un percorso di politiche attive del lavoro, per esempio attraverso attività di formazione e indirizzamento al lavoro da parte dei centro per l’impiego e delle agenzie private del lavoro.

A detta di Meloni, durante questi mesi il cittadino riceverebbe comunque un compenso per la partecipazione ai corsi di formazione. Poi, se dopo sei mesi il cittadino in questione non ha ancora trovato lavoro, allora potrà fare di nuovo domanda del Reddito di cittadinanza.

Tuttavia, la possibilità di rinnovo non sarà eterna. Durigon, infatti, ha spiegato che dopo i sei mesi senza aver trovato lavoro, il sussidio potrà essere erogato con un importo tagliato del 25% e per una durata ridotta a 12 mesi, durante i quali si continuerebbe con i percorsi di formazione. Passati i 12 mesi, in mancanza di uno sbocco lavorativo il sussidio sarebbe sospeso di nuovo per sei mesi, per poi essere erogato ancora una volta, ma con un’ulteriore decurtazione del 25% e una durata ridotta a 6 mesi.

Accanto a questi tagli e modifiche sulla sospensione del Reddito di cittadinanza, la riforma del Rdc prevede la decadenza della misura se si rifiuta la prima offerta congrua, anziché due, come prevede la legge attualmente.

Infine, per dare un’ulteriore stretta ai controlli ed evitare il rischio di abusi del Rdc, Durigon ha confermato l’idea di spostare la gestione dei controlli dall’INPS ai Comuni. In particolare, ha spiegato che la gestione centralizzata dell’INPS non ha un grande rilievo sul territorio e non riesce sempre a impedire la presenza di truffe da parte dei cittadini. Ecco perché è necessario rendere più centrali i ruoli dei Comuni, affidando a loro l’attività di controllo sui destinatari del Rdc.

Rdc: tagli e sospensioni secondo il governo

Reddito di cittadinanza: quando cambierà

Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, per ora non è prevista un’abolizione del Reddito di cittadinanza, ma sono in atto alcune modifiche rilevanti che interessano la durata del sussidio anti-povertà, la quantità di destinatari del contributo e la gestione dei controlli per ridurre al minimo le truffe. Ma quando saranno applicati questi cambiamenti?

L’idea del governo è di delineare al più presto i vari interventi sul Rdc per inserirli nella nuova Legge di bilancio che sarà pubblicata a dicembre. Insomma, i tempi sono piuttosto stretti, ma l’esecutivo sembra determinato a far sì che tutte le modifiche entrino in vigore già da gennaio 2023.

In attesa di ulteriori aggiornamenti, che riceveremo senza dubbio nelle prossime settimane, chi temeva che il Rdc sarebbe stato abolito può fare sogni tranquilli, poiché il sussidio continuerà a esistere ancora per un po’.

Come sempre, tutte le novità saranno condivise sulle nostre pagine social e tramite i video di YouTube al canale Redazione The Wam.

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