Reddito di emergenza: domanda, requisiti, pagamenti (2021)

Come fare domanda per il reddito di emergenza 2021: scopri la guida completa con requisiti, incompatibilità, riferimenti e focus sui pagamenti.

18' di lettura

Quando fare domanda online per il Reddito di emergenza 2021? A chi spettano i pagamenti del Rem e quando arrivano? Quali requisiti sono richiesti?

Quando dura il beneficio? Ho sentito dell’accredito in automatico: è stato confermato nel Decreto Sostegno? Quante rate mi spettano? Ho ricevuto il bonus 1000 euro, il Rem mi toccherà lo stesso?

In questa guida rispondo a queste e altre domande.

Reddito di emergenza 2021: guida in 8 passi

Dopo che il Consiglio dei ministri ha approvato il Decreto Sostegno, ieri (24 marzo 2021) convertito in legge, c’è stata una corsa per scoprire tutte le ultime notizie sul reddito di emergenza e sulle indicazioni dell’Inps.

Ho letto con molta attenzione l’articolo 11, contenuto nella bozza del Decreto Sostegno, che regola il pagamento delle tre nuove rate del reddito di emergenza.

Sono otto le domande che tornano sempre e alle quali risponderò in questa guida:

Per rendere l’articolo più ricco e chiaro, ho inserito delle facili info-grafiche, dei video di chiarimento e una scheda riassuntiva finale.

Reddito di emergenza 2021: a chi spetta?

Il reddito di emergenza è una misura di sostegno che spetta a famiglie e disoccupati che non hanno altri ammortizzatori sociali e che rispettano i requisiti previsti dal Decreto Sostegno.

Il Rem è stato introdotto dal Decreto Rilancio per rispondere ai danni economici, creati dalla pandemia Covid, e si è rivelato fondamentale per centinaia di migliaia di famiglie italiane.

Requisiti reddito di emergenza

Per poter chiedere il beneficio è necessario soddisfare questi requisiti:

  • reddito familiare nel mese di febbraio 2021 inferiore ad una soglia pari all’ammontare di cui all’articolo 82, comma 5, del decreto-legge n. 34 del 2020 (reddito inferiore a una soglia pari all’ammontare del Rem);

  • residenza in Italia;

  • patrimonio mobiliare inferiore a 10.000 euro riferito all’anno precedente. Questa soglia è aumentata di ulteriori 5.000 euro persona nel nucleo familiare, fino a un massimo comunque di 20.000 euro;

  • ISEE non superiore a 15.000 euro.

Reddito di emergenza 2021: quando fare domanda online?

La domanda per il reddito di emergenza 2021 dovrà essere presentata in via telematica, quindi online, sul portale dell’Inps dal 7 aprile 2021 e non oltre il 30 aprile 2021. Chi fa domanda dovrà essere in possesso di una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) valida al momento della presentazione della domanda.

Dove fare domanda per il Reddito di emergenza 2021?

La domanda per il reddito di emergenza 2021 (Rem 2021), come detto, dovrà essere presentata sul portale dell’Inps entro il 30 aprile 2021 con un modello predisposto dall’istituto e seguendo la procedura che verrà indicata sul portale.

Come fare domanda

La domanda per il Reddito di emergenza 2021 (Rem 2021) può essere presentata attraverso questi due canali:

  • online con il servizio dedicato sul sito Inps, quando sarà arrivo, accedendo all’area utente con le credenziali che hai usato per registrarti (Pin, Spid, Carta Nazionale dei servizi

  • Caf e Patronati

Domanda per chi ha già avuto il reddito di emergenza?

Sì, il il reddito di emergenza 2021 (Rem 2021) sarà riconosciuto previa domanda da presentare entro il 30 aprile 2021.

Incompatibilità col Rem 2021

Inoltre il Il Rem ai sensi dell’articolo 12, comma 1, lettere b) e c), del decreto–legge n. 41/2021 non è compatibile:

a) con le indennità COVID-19 di cui all’articolo 10 del decreto–legge n. 41/2021 (“i vecchi bonus 1000 euro” oggi “bonus 2400 euro”;

b) con le prestazioni pensionistiche, dirette o indirette, a eccezione dell’assegno ordinario di invalidità e dei trattamenti di invalidità civile;

c) con i redditi da lavoro dipendente, la cui retribuzione lorda complessiva sia superiore alla soglia massima di reddito familiare, individuata in relazione alla composizione del nucleo;

d) con il Reddito e la Pensione di cittadinanza percepito al momento della domanda.

Reddito di emergenza importo: quanto mi spetta?

L’importo del reddito di emergenza va da 400 a 800 euro mensili che, con il Decreto Sostegno, saranno garantiti per tre rate. Per conoscere a quanto ammonta il tuo reddito di emergenza devi moltiplicare “400” per il valore associato al numero di persone che sono presenti nella tua famiglia. Un meccanismo, che si chiama scala di equivalenza, e che viene applicato anche per il calcolo dell’importo del reddito di cittadinanza.

Esempi di calcolo del Rem

Composizione nucleo familiareScala di equivalenzaImporto Rem
Un adulto1400 euro
Due adulti1,4560 euro (400×1,4)
Due adulti e un minore1,6640 euro (400×1,6)
Tre adulti e due minori2 (invece di 2,2)800 euro (400×2)
Tre adulti e due minori con un disabile grave2,1 (invece di 2,2)840 euro (400×2,1)

Reddito di emergenza e affitto: cosa cambia col Decreto Sostegno?

Il Decreto Sostegno ha introdotto una novità importante per il Rem: la soglia di reddito è aumentata di un dodicesimo dell’affitto annuale, se le famiglie che chiedono il beneficio stanno pagando un canone di locazione. Quel costo deve essere inserito nella dichiarazione Isee.

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Reddito di emergenza e Naspi: cosa cambia per i disoccupati

Il Rem previsto dal Decreto Sostegno sarà esteso anche a chi ha terminato la Naspi fra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021, senza che siano considerati i requisiti e per il solo importo relativo a una persona del nucleo familiare.

Il governo ha deciso così di ampliare la platea dei beneficiari del sussidio e ha consentito ai disoccupati, che non ricevono altri aiuti, di non essere lasciati soli.

Reddito di emergenza e incompatibilità: chi non può riceverlo

Il reddito di emergenza 2021 non può essere richiesto se, una delle persone in famiglia, percepisce:

  • il reddito di cittadinanza o la pensione di cittadinanza

  • una delle indennità previste per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 (lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata, lavoratori stagionali, lavoratori marittimi, lavoratori domestici ecc.).

  • pensione diretta o indiretta,

  • retribuzione lorda superiore all’importo del Rem, garantita da un contratto di lavoro

Il Rem è invece compatibile con assegno ordinario di invalidità, assegno di invalidità civile e accompagnamento. In questa guida rapida approfondiamo il tema delle incompatibilità con il Rem.

Reddito di emergenza pagamenti: quando arriva?

Le date per i pagamenti del Rem non sono ancora state indicate. Se si rispetteranno i tempi della domanda, comunque, è verosimile che il primo accredito del sussidio arrivi a maggio 2021.

Guida al reddito di emergenza 2021: scheda riassuntiva

  1. A chi spetta? Il Rem spetta a famiglie e disoccupati che non hanno altri ammortizzatori sociali e rispettano i requisiti previsti dalla norma.

  2. Quali sono i requisiti? Il sussidio spetta a chi è residente in Italia, ha un Isee inferiore ai 15 mila euro, un reddito familiare riferito a febbraio inferiore alla soglia del beneficio e un patrimonio mobiliare di 10mila euro aumentato di 5mila euro per ogni componente della famiglia e fino a un massimo di 20mila euro. Altri 5mila euro sono previsti in presenza di persone affette da disabilità.

  3. Come fare domanda? Il beneficio può essere richiesto attraverso il sistema online che sarà attrezzato dall’Inps sul portale dell’istituto. Accessibile con Pin, spid e carta dei servizi. C’è tempo dal 7 al 30 aprile 2021.

  4. Importo: L’importo del Rem varia da 400 a 800 euro e varia a seconda del numero di persone in famiglia. Un principio simile alla scala di equivalenza del reddito di cittadinanza. Per ottenere l’importo si moltiplica 400 per il fattore dato dal numero di persone in famiglia. Aumentato di 0,4 per ogni maggiorenne e 0,2 per ogni minorenne. In presenza di persone disabili l’importo può salire fino a 840 euro.

  5. Cosa cambia per chi è in affitto: La soglia Isee è aumentata di un dodicesimo rispetto al canone di locazione annuale.

  6. Cosa cambia per i disoccupati: Chi era in Naspi o in Dis Coll fra luglio del 2020 e febbraio del 2021 può accedere al Rem senza rispettare i requisiti patrimoniali

  7. Incompatibilità: Il beneficio è incompatibile con il reddito e la pensione di cittadinanza, le indennità covid, i bonus per badanti, pensione diretta e indiretta, retribuzione lorda superiore al reddito familiare. E’ invece compatibile con l’assegno ordinario di invalidità, l’accompagnamento e l’assegno di invalidità civile.

Art. 12. del Decreto Sostegni: ulteriori disposizioni in materia di Reddito di emergenza

Di seguito il testo completo dell’articolo 12 del Decreto Sostegno dedicato proprio alla proroga del Reddito di emergenza 2021.

1. Nell’anno 2021, il reddito di emergenza di seguito «Rem» di cui all’articolo 82 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, è riconosciuto per tre quote, ciascuna pari all’ammontare di cui all’articolo 82, comma 5, del medesimo decreto-legge n. 34 del 2020, relative alle mensilità di marzo, aprile e maggio 2021, ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 che siano in possesso cumulativamente dei seguenti requisiti:

a) un valore del reddito familiare nel mese di febbraio 2021 inferiore ad una soglia pari all’ammontare di cui all’articolo 82, comma 5, del decreto-legge n. 34 del 2020; per i nuclei familiari che risiedono in abitazione in locazione, fermo restando l’ammontare del beneficio, la soglia è incrementata di un dodicesimo del valore annuo del canone di locazione come dichiarato ai fini ISEE ai sensi dell’articolo 4, comma 4, lettera a), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 5 dicembre 2013;

b) assenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità di cui all’articolo 10 del presente decreto-legge;

c) possesso dei requisiti di cui ai commi 2, lettere a), c) e d), 2-bis e 3, lettere a), b) e c), dell’articolo 82 del decreto-legge n. 34 del 2020. Il requisito di cui al comma 2, lettera c), dell’articolo 82 del decreto-legge n. 34 del 2020 è riferito all’anno 2020.

2. Le quote di Rem di cui al comma 1 sono altresì riconosciute, indipendentemente dal possesso dei requisiti di cui al medesimo comma, ferma restando in ogni caso l’incompatibilità di cui all’articolo 82, comma 3, lettera c) del decreto-legge n. 34 del 2020, e nella misura prevista per nuclei composti da un unico componente, ai soggetti con ISEE in corso di validità, ordinario o corrente, ai sensi dell’articolo 9 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore ad euro 30.000, che hanno terminato tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 le prestazioni previste dagli articoli 1 e 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22. Resta ferma l’incompatibilità con la fruizione da parte del medesimo soggetto delle indennità di cui al comma 1, lettera b), nonché l’incompatibilità con la titolarità, alla data di entrata in vigore del presente decreto, di un contratto di lavoro subordinato, con esclusione del contratto di lavoro intermittente senza diritto all’indennità di disponibilità ai sensi dell’articolo 13, comma 4, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, ovvero di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, ovvero di una pensione diretta o indiretta, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità. La corresponsione del reddito di emergenza di cui al presente articolo è incompatibile con l’intervenuta riscossione, in relazione allo stesso periodo, del reddito di cittadinanza, di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26 e con le misure di sostegno di cui all’articolo 10 del presente decreto-legge.

3. La domanda per le quote di Rem di cui al comma 1 è presentata all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) entro il 30 aprile 2021 tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso.

4. Il riconoscimento delle quote del reddito di emergenza di cui al comma 1 è effettuato nel limite di spesa di 663,3 milioni di euro per l’anno 2021 e quello relative alle quote di cui al comma 2 è effettuato nel limite di spesa di 856,8 milioni di euro per l’anno 2021 e a tali fini l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 82, comma 10, primo periodo del decretolegge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 è incrementata di 1.520,1 milioni di euro per l’anno 2021. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto dei limiti di spesa di cui al primo periodo del presente comma e comunica i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. Qualora dal predetto monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto ai predetti limiti di spesa, non sono adottati altri provvedimenti concessori.

5. Per tutto quanto non previsto dal presente articolo si applica la disciplina di cui all’articolo 82 del decreto-legge n. 34 del 2020, ove compatibile.

6. Agli oneri derivanti dal comma 4 del presente articolo, pari a 1.520,1 milioni di euro per l’anno 2021, si provvede ai sensi dell’articolo 42.

Reddito di emergenza 2021 messaggio Inps niente Rem 2021

Testo completo del messaggio 1378 dell’Inps del 1 aprile 2021 sul reddito di emergenza (Rem 2021)

Premessa

L’articolo 12, commi 1 e 2, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 (c.d. decreto Sostegni) ha previsto il riconoscimento di tre quote di Reddito di emergenza (Rem 2021) per i mesi di marzo, aprile e maggio 2021.

Il beneficio, il cui importo è determinato ai sensi del comma 5 dell’articolo 82 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, sarà riconosciuto – a domanda – ai nuclei familiari in condizioni di difficoltà, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, e in possesso cumulativamente dei requisiti di residenza ed economici, patrimoniali e reddituali, previsti dalla normativa vigente.

L’articolo 12 del decreto-legge n. 41/2021, innovando parzialmente la normativa che ha regolamentato il Rem nel corso del 2020, prevede la possibilità di erogare il beneficio:

– ai nuclei familiari in condizione di difficoltà economica e in possesso dei requisiti previsti (comma 1); 

– a coloro che hanno terminato tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 di percepire le prestazioni previste dagli articoli 1 e 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, ossia la NASpI e la DIS-COLL, e hanno un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) in corso di validità, ordinario o corrente, non superiore a 30.000 euro (comma 2). La misura in questo caso, erogata nell’importo fisso di 400 euro mensili e sempre per le mensilità di marzo, aprile e maggio 2021, spetta in assenza del diritto al beneficio di cui al comma 1 e in alternativa ad esso.

In attesa della pubblicazione della circolare con la quale verrà illustrata nel dettaglio la misura in argomento, con il presente messaggio si forniscono le prime indicazioni applicative.

1. Termini e modalità di presentazione delle domande del reddito di emergenza 

Ai sensi dell’articolo 12, comma 3, del decreto-legge n. 41/2021, il Rem può essere richiesto all’Inps entro il termine perentorio del 30 aprile 2021.

La domanda deve essere presentata esclusivamente on line attraverso i seguenti canali:

  • il sito internet dell’Inps (www.inps.it), autenticandosi con PIN (si ricorda che l’INPS non rilascia più nuovi PIN a decorrere dal 1° ottobre 2020), SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica;
  • gli Istituti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152.

La domanda potrà essere trasmessa con le suddette modalità esclusivamente dal 7 al 30 aprile 2021.

Il richiedente dovrà essere in possesso di una DSU valida al momento della presentazione della domanda.

2. I requisiti per il Rem 2021 di cui al comma 1

In base a quanto previsto dall’articolo 12, comma 1, del decreto-legge n. 41/2021, il Rem è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso congiuntamente, al momento della presentazione della domanda, dei requisiti di seguito indicati:

a) il richiedente il Rem deve essere regolarmente residente in Italia al momento di presentazione della domanda. Si rappresenta che la norma non prevede una durata minima di permanenza e che tale requisito è verificato con riferimento al solo componente richiedente il beneficio;

b) un valore del reddito familiare, determinato secondo il principio di cassa, con riferimento al mese di febbraio 2021, inferiore alla soglia corrispondente all’ammontare del beneficio, di cui all’articolo 82, comma 5, del decreto-legge n. 34/2020, incrementata in caso di canone di locazione dichiarato in DSU, nella misura di un dodicesimo dell’ammontare annuo dello stesso;

c) un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2020 (verificato al 31 dicembre 2020) inferiore a 10.000 euro. Tale soglia è elevata di 5.000 euro per ogni componente successivo al primo e fino a un massimo di 20.000 euro. La soglia e il massimale sono incrementati di 5.000 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza come definite ai fini ISEE di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159;

d) un valore ISEE, attestato dalla DSU valida al momento della presentazione della domanda, inferiore a 15.000 euro.

Il requisito relativo al valore ISEE viene verificato, in fase istruttoria, dall’Inps nell’ultima DSU, valida alla data di presentazione della domanda. In caso di nuclei con presenza di minorenni, rileva l’ISEE minorenni, in luogo di quello ordinario.

2.1 I requisiti di compatibilità

Il Reddito di emergenza ai sensi dell’articolo 12, comma 1, lettere b) e c), del decreto–legge n. 41/2021 non è compatibile:

a) con le indennità COVID-19 di cui all’articolo 10 del decreto–legge n. 41/2021;

b) con le prestazioni pensionistiche, dirette o indirette, a eccezione dell’assegno ordinario di invalidità e dei trattamenti di invalidità civile;

c) con i redditi da lavoro dipendente, la cui retribuzione lorda complessiva sia superiore alla soglia massima di reddito familiare, individuata in relazione alla composizione del nucleo;

d) con il Reddito e la Pensione di cittadinanza percepito al momento della domanda.

3. I requisiti per il Rem 2021 di cui al comma 2

Solo in caso di mancato soddisfacimento dei requisiti di cui al comma 1 dell’articolo 12, la norma prevede la possibilità di riconoscere il beneficio a coloro che siano in possesso dei requisiti di cui al comma 2, ossia aver terminato tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 le prestazioni previste dagli articoli 1 e 15 del decreto legislativo n. 22/2015 (NASpI e DIS-COLL) e avere un ISEE in corso di validità, ordinario o corrente, inferiore a una determinata soglia.

Si tratta, in sostanza, di una prosecuzione dei benefici NASpI e DIS-COLL, in misura fissa, condizionata alla verifica dello stato di bisogno del richiedente (valutata tramite l’indicatore ISEE) e al rispetto di una serie di requisiti di compatibilità, di seguito dettagliati:

a) il membro del nucleo familiare che ha terminato di beneficiare della NASpI o della DIS-COLL nel periodo di riferimento deve essere residente in Italia al momento di presentazione della domanda;

b) al momento della presentazione della domanda, deve essere presente una DSU in corso di validità, con valore dell’indicatore ISEE, ordinario o corrente, non superiore a 30.000 euro.

3.1 I requisiti di compatibilità

Per il diritto al Rem ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del decreto–legge n. 41/2021, è necessario che il membro del nucleo familiare che ha terminato tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 le prestazioni previste dagli articoli 1 e 15 del decreto legislativo n. 22/2015 e ha un ISEE non superiore ai 30.000 euro, non sia titolare:

a) di una delle indennità COVID-19 di cui all’articolo 10 del decreto–legge n. 41/2021;

b) alla data del 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto Sostegni) di una prestazione pensionistica diretta o indiretta, a eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;

c) alla data del 23 marzo 2021 di un contratto di lavoro subordinato, con esclusione del contratto di lavoro intermittente senza diritto all’indennità di disponibilità ai sensi dell’articolo 13, comma 4, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, ovvero di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.

Inoltre, la corresponsione del Rem è incompatibile con l’intervenuta riscossione, in relazione allo stesso periodo, del Reddito o della pensione di cittadinanza.

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