Reddito di emergenza 2021: requisiti, domande, importo, date

Reddito di emergenza 2021: scopriamo requisiti, domande, importo e date probabili per la proroga Rem attesa nel Decreto Sostegno.

6' di lettura

Vediamo quali saranno i requisiti per chiedere il reddito di emergenza 2021, come funzionerà la domanda, quanto spetterà a ogni famiglia e quando scatteranno le cause di incompatibilità, con la proroga Rem attesa nel Decreto Sostegno.

Prima, solo una doverosa premessa, perché sappiamo quanto il sussidio sia importante per tante famiglie italiane. Questo articolo offre delle anticipazioni verosimili, non ancora ufficiali. Lo aggiorneremo quando si avrà la bozza definitiva del Decreto Sostegno. In questa pagina, scopri tutte le ultime novità sui bonus.


Reddito di emergenza: cos’è?

Il Decreto “Rilancio” ha introdotto il reddito di emergenza: un sussidio per le famiglie economicamente danneggiate dall’emergenza Covid-19. Il contributo, previsto all’articolo 82 del Decreto n. 34 del 19 maggio, e le sue proroghe successive, andavano richieste sulla piattaforma telematica messa a disposizione dall’INPS.

Requisiti reddito di emergenza: a chi spetta?

Secondo gli ultimi requisiti, per chiedere il Rem era necessario:

  • residenza in Italia;

  • un valore dell’ISEE o dell’ISEE corrente inferiore a €15.000, in presenza di minori nel nucleo familiare l’Indicatore da utilizzare è l’ISEE MINORI (*l’ultimo periodo preso come riferimento era settembre 2020).

  • reddito familiare di importo inferiore all’ammontare mensile della rata (da €400 a €800 come indicato in tabella);

  • patrimonio mobiliare riferito all’anno 2019 di importo inferiore a €10.000 per nucleo composto da una persona, tale soglia è incrementata di €5.000 per ogni componente successivo al primo fino ad un massimo di €20.000. Se nel nucleo è presente un disabile grave o non autosufficiente  la soglia è incrementata di €5.000;

ATTENZIONE: Bisognerà vedere se questi requisiti saranno confermati.

Quando arriva il pagamento del reddito di emergenza?

Il pagamento della proroga del Reddito di emergenza è legato alla pubblicazione del Decreto Sostegno, attesa per metà marzo (entro il 15, salvo rinvii), e poi alla realizzazione dei decreti attuativi. Il versamento delle prime rate di Rem, perciò, difficilmente arriverà prima di aprile 2021.

Come funzionerà la proroga Rem?

Le ultime anticipazioni della stampa specializzata, come IlSole24Ore, fanno riferimento a quattro nuove rate del reddito di emergenza, per coprire i mesi da gennaio ad aprile 2021. Comunque, saranno almeno due le mensilità garantite dal nuovo Decreto Sostegno.

Domande per il reddito di emergenza: come si richiede?

Le domande per il reddito di emergenza, da fare sul sito dell’Inps, dovrebbero essere necessarie per chi non ha mai ricevuto il Rem. Per tutti gli altri è atteso l’accredito automatico. Significa che chi lo ha già ricevuto, di fatto, dovrebbe solo aspettare i nuovi versamenti.

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Calcolo Reddito di emergenza: quanto mi spetta?

Le rate del Reddito di emergenza sono calcolate moltiplicando l’importo base di 400 euro per il coefficiente della scala di equivalenza. Si tratta di un numero legato alle persone presenti in famiglia. Il  primo componente del nucleo familiare ha valore “1” aumentato di:

  • 0,4 per ogni altro familiare maggiorenne;

  • 0,2 per ogni altro familiare minorenne.

Il tetto massimo della scala di equivalenza è fissato in 2, elevato a 2,1 se nel nucleo familiare ci sono familiari in condizioni di disabilità grave o non autosufficienti. 

Questo significa che l’importo del sussidio non può superare gli 800 euro se in famiglia non ci sono persone disabili e gli 840 euro qualora fossero presenti.

Un esempio di calcolo

Il signor Giuseppe Bianchi abita con la moglie e il figlio di dieci anni. Il suo reddito di emergenza ammonterà a 400 euro (importo base) x 1,6 (1 Giuseppe Bianchi + 0,4 per la moglie + 0,2 per il figlio minorenne) = 640 euro mensili.

Reddito di emergenza: come funziona il pagamento

Il pagamento del Rem viene effettuato dall’INPS secondo le modalità indicate al momento della domanda. Quattro sono le opzioni previste:

  • bonifico bancario;

  • bonifico postale;

  • accredito su Libretto postale;

  • bonifico domiciliato (pagamento in contanti presso gli sportelli di Posta Italiane S.p.A.).

Nella circolare Inps numero 69 del 3 giugno 2020 si legge:

“Si precisa che, nelle ipotesi in cui l’Iban indicato in domanda non sia corretto perché il codice fiscale del beneficiario della prestazione non corrisponde a quello del titolare del conto corrente, oppure quando le coordinate bancarie sono formulate in modo errato, il Rem verrà pagato, con bonifico domiciliato, presso gli sportelli di Poste Italiane S.p.A.”

In questo caso beneficiario riceve un SMS di notifica e dal sistema POSTEL la comunicazione di liquidazione all’indirizzo di residenza o domicilio.

A questo punto, si può riscuotere il reddito di emergenza andando personalmente in qualsiasi ufficio postale e presentando la documentazione richiesta:

  • comunicazione ricevuta;

  • documento di identità valido;

  • documento che attesti il codice fiscale.

Reddito di emergenza e incompatibilità

Nei precedenti Decreti il reddito di emergenza era incompatibile con:

  • pensione diretta o indiretta, escluso l’assegno ordinario di invalidità;

  • rapporto di lavoro dipendente da cui deriva una retribuzione lorda superiore alla soglia massima di reddito familiare;

  • Reddito di cittadinanza (Scopri se conviene rinunciare all’Rdc per il Rem)
  • indennità previste per i lavoratori danneggiati dall’emergenza COVID-19, in particolare:
    • Autonomi iscritti all’INPS;

    • Liberi professionisti titolari di partita IVA e collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione separata INPS;
    • Lavoratori stagionali;

    • Lavoratori dello spettacolo;

    • Lavoratori agricoli;

    • Intermittenti;

    • Lavoratori autonomi occasionali;

    • Incaricati alle vendite a domicilio;

    • Lavoratori domestici.

Reddito di emergenza soggetto a Irpef?

Il Reddito di emergenza non viene conteggiato nel reddito complessivo dei familiari ai fini IRPEF e non è soggetto a trattenuta fiscale o per contributi INPS. La somma lorda è pertanto uguale a quella netta.

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