Reddito di fragilità per disabili e caregiver: come funziona

Reddito di fragilità per disabili e caregiver: di cosa parliamo e come funziona questa misura proposta dalla Fimp? Scopriamolo in questo articolo.

9' di lettura

Reddito di fragilità: oggi vi parliamo del supporto economico destinato alle famiglie con bambini ad elevata complessità assistenziale proposto dalla Fimp (scopri le ultime notizie sui diritti e le agevolazioni per le persone con disabilità. Leggi su Telegram e WhatsApp tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook e la pagina Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Il reddito di fragilità per disabili e caregiver è una misura che potrebbe supportare economicamente le famiglie con disabili a carico.

Ne parliamo in questo approfondimento, che ci permette di riflettere sulle difficoltà che devono affrontare i caregiver, soprattutto quando in famiglia ci sono anche sorelle e fratelli sani.

Prima di procedere con la lettura dell’articolo, dai un’occhiata agli ultimi contenuti sul tema dell’invalidità: abbiamo spiegato quando si perde la pensione di invalidità e quando arriverà il pagamento di questa prestazione economica a ottobre 2022.

INDICE:

Reddito di fragilità: la proposta della Fimp

Reddito di fragilità disabili. In una recente conferenza virtuale sul tema “La pediatria nella disabilità: scenari futuri”, ospitata dalle Onorevoli Fabiola Bologna ed Emanuela Gagliardi presso la Camera dei Deputati, la Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri), per voce del suo Presidente Antonio D’Avino, ha lanciato alla politica una serie di proposte a sostegno delle famiglie con bambini a elevata complessità assistenziale.

Si tratta di una serie di interventi a 360 gradi che potrebbero colmare il gap registrato dai pediatri rispetto all’assistenza offerta agli oltre 67mila minori fragili e a chi se ne occupa ogni giorno.

L’obiettivo è di permettere a queste famiglie di trovare su tutto il territorio una risposta al bisogno di cure e di assistenza, anche fuori dall’ospedale, sotto il profilo domiciliare.

Le proposte a sostegno riguardano principalmente:

  • un sostegno economico da erogare alle famiglie con disabili, chiamato appunto Reddito di fragilità;
  • un investimento di tipo professionale con una formazione specifica dei professionisti, in modo che possano arrivare a diagnosi precoci;
  • uno sportello CUP dedicato alla disabilità in ogni Asl, dove orientare e dare supporto ai familiari dei disabili;
  • un ambulatorio riservato ai minori con patologie gravi in ogni Casa di Comunità.

Nei prossimi paragrafi andremo ad analizzare tutte le proposte, cogliendo l’occasione per parlare delle difficoltà che devono affrontare tutte le famiglie con figli disabili a carico.

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Reddito di fragilità: come funziona

Il reddito di fragilità dovrebbe rappresentare un supporto economico all’indennità per genitori e caregiver.

La Fimp, ha evidenziato come i 500 euro mensili dell’indennità, siano insufficienti a sostenere i bisogni delle famiglie con figli ad elevata complessità assistenziale.

I dati riportati dalla Fimp mostrano come il reddito medio annuo delle famiglie con figli disabili si attesta a circa 17.500 euro, un livello di benessere decisamente inferiore rispetto alla popolazione generale. Si parla del 7,8% inferiore alla media nazionale.

Le agevolazioni attuali dello Stato, quindi, non sono sufficienti a garantire condizioni di vita analoghe al resto della popolazione, e il Reddito di fragilità interverrebbe per colmare questa differenza.

Non si è parlato di cifre, durante la conferenza. Capiremo nei prossimi mesi e dopo le elezioni se il nuovo esecutivo prenderà in considerazione le proposte della Fimp e, soprattutto, come interverrà economicamente.

Passiamo al secondo punto, che riguarda la formazione professionale dei professionisti.

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Reddito di fragilità: formazione specifica

Reddito di fragilità. Una delle falle riscontrate dai pediatri italiani è relativa alla dilagante mancanza di formazione specifica degli operatori sanitari nel conoscere e riconoscere i segni precoci di patologie rare del neuro-sviluppo.

La diagnosi precoce è importante perché permette ai genitori di essere guidati fin da subito nell’analisi e nella gestione di anomalie psicomotorie.

Si stima che, in Italia, circa 11mila bambini siano eleggibili a cure palliative e che 1 bambino su 200 abbia una patologia cronica a elevata complessità assistenziale, tra disabilità neurosensoriali e motorie.

Questi dati potrebbero comunque essere sottostimati dal non riconoscimento precoce delle patologie e, inoltre, sono importanti per rapportarli con la carenza di strutture e associazioni territoriali in grado di offrire assistenza sanitaria e assistenziale specifica a minori disabili e alla loro famiglia.

In questo senso è importante l’ampliamento della rete assistenziale. Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

Intanto leggi se l’assegno di invalidità può essere aumentato a ottobre 2022 grazie all’integrazione al minimo.

Reddito di fragilità: il supporto del terzo settore

Reddito di fragilità. Il supporto del terzo settore è di fondamentale importanza per le famiglie con disabili a carico. Qui tocchiamo un punto molto sensibile.

Nelle famiglie in cui convivono spesso fratelli e sorelle sani, la loro sorte è legata a un doppio filo a quella di chi ha bisogno di cure e assistenza continua.

I genitori, la cui vita è stata totalmente stravolta dalla nascita di un figlio disabile, si trovano spesso senza alcun sostegno che permetta loro di gestire più serenamente le relazioni all’interno della coppia stessa e di quelle con gli altri figli.

Le associazioni presenti sul territorio italiano a supporto di queste famiglie, non sono sufficienti. Molto spesso, per ricevere assistenza sanitaria e/o assistenziale, le famiglie sono costrette a raggiungere delle sedi molto distanti dalla propria abitazione, e questo prevede anche sacrificare del tempo che dovrebbe essere dedicato anche agli altri membri della famiglia.

Il risultato è, in molti casi, lo sgretolamento del nucleo familiare e la sofferenza dei fratelli e delle sorelle sani, chiamati alla responsabilità e alla necessità di crescere più in fretta per permettere al disabile di ottenere tutta l’assistenza di cui ha bisogno.

La Fimp ha sottolineato come, in una prospettiva di parità di diritti, tutti i membri delle famiglie con disabili a carico, primo fra tutti il disabile stesso, dovrebbero ricevere assistenza.

Ecco perché chiede che la politica territoriale si attivi per creare strutture e associazioni locali, adeguatamente preparate, alle quali le famiglie possano affidare i piccoli per qualche ora o qualche giorno, in modo da ricucire le loro relazioni, dedicarsi del tempo e ripartire con nuove forze per dedicarsi al soggetto più fragile della famiglia.

Per farlo – sostiene sempre Fimp – ci sono i finanziamenti europei, che aspettano solo di essere utilizzati.

Invalidi e redditi bassi: come aumentare l’assegno sociale? Ne parliamo in questo articolo.

Reddito di fragilità per disabili e caregiver: come funziona?

Reddito di fragilità: sportello CUP riservato alla disabilità

Reddito di fragilità. Un altro punto sul quale sono intervenuti i pediatri è la burocrazia.

La vita dei caregiver è fatta di fatica e di minuti contati. Se il figlio disabile è un minore, poi, è ancora più piena, in quanto non si possono allontanare nemmeno quando in casa entra l’assistenza domiciliare.

Oltre il tempo da dedicare alle cure del disabile, c’è anche quello impegnato per la burocrazia.

I familiari del disabile sembrano spesso dei flipper impazziti che vanno in giro per le città, tra richieste di indennità di frequenza, priorità di prenotazioni, esenzioni, piani terapeutici, portandosi peraltro dietro cartelle gonfie di documenti, tra legge 104, incartamenti Inps e richieste di sussidi che a volte rappresentano solo un miraggio.

Cosa propone Fimp? La sua proposta riguarda la creazione di uno sportello CUP dedicato in ogni Asl, in cui gestire tutte le richieste e le pratiche dei disabili.

In questo modo, i caregiver riuscirebbero a risparmiare molto tempo da dedicare al disabile stesso e a tutta la famiglia.

Leggi anche questi articoli dedicati ai caregiver su invaliditaediritti.it:

Reddito di fragilità: ambulatorio riservato in ogni Casa di Comunità

Reddito di fragilità. L’ultima punto riguarda la creazione di un ambulatorio riservato ai minori con patologie gravi in ogni Casa di comunità, all’interno del quale gli stessi pediatri faranno da Case Manager, coinvolgendo di volta in volta le figure più indicate per la soluzione della problematica relativa ai singoli minori.

In questo modo, si assicurerebbe un’assistenza sanitaria completa e mirata, oltre alla possibilità di raggiungere facilmente una struttura riservata a questo scopo, visto che l’ambulatorio sarebbe presente all’interno di ogni Asl territoriale.

Scopri tutti i diritti di un bambino con la 104 e di chi se ne prende cura: permessi, congedo e indennità di frequenza.

Reddito di fragilità: alcune considerazioni

Reddito di fragilità. Il sito TheWam.it, da sempre sensibile a tutto ciò che riguarda la disabilità e l’invalidità, raccoglie ogni giorno le testimonianze dei disabili e delle famiglie con disabili a carico.

Sappiamo che il carico di queste famiglie è enorme e che spesso questo carico non trova risposte ai bisogni della realtà quotidiana, fatta di fatica fisica e psicologica, e spesso di rinuncia.

Riteniamo che le proposte della Fimp vadano condivise, discusse e sostenute. La vita di una famiglia con minori disabili prevede molte visite, troppo tempo dedicato al coordinamento delle cure e dell’assistenza, e troppi costi.

La famiglia si trova spesso da sola a sostenere un impegno smisurato e proprio per questo emergono situazioni di stress, ansia e depressione, legati spesso ai bisogni insoddisfatti di cui lo Stato deve prendersi carico, da un punto di vista sociale ed economico.

Riceniamo, infine, che sia necessario costruire dei percorsi che mettano in relazione le istituzioni con i professionisti sanitari e le associazioni con le famiglie, in modo da trovare le soluzioni per la migliore assistenza e qualità della vita.

Come sempre, seguiremo l’evolversi della situazione e ti daremo delle informazioni sulle novità relative al reddito di fragilità, quindi continua a seguirci per non perderti nulla.

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