Reddito di libertà esteso ad altre beneficiarie

Reddito di libertà esteso ad altre beneficiarie: il sostegno economico per le donne vittime di violenza allarga la sua platea, vediamo per chi. Come presentare la domanda, a chi inviarla e a quanto ammonta l'importo del sussidio.

4' di lettura

Il Reddito di Libertà concesso alle donne vittime di violenza amplia il suo bacino di beneficiarie: potrà essere richiesto anche da donne extracomunitarie che non hanno un permesso di soggiorno di lungo periodo.

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Per ricevere il Reddito di Libertà sarà infatti sufficiente avere un normale permesso di soggiorno.

Questo beneficio viene concesso alle donne che sono vittime di violenza di genere (con o senza figli minori) che vengono seguite nei centri antiviolenza riconosciuti dalla Regione.

L’ampliamento della platea di donne che possono accedere a questa misura è stato comunicato dall’Inps in un messaggio (il numero 4132 del 2021).

Reddito di libertà: anche alle extracomunitarie con permesso di soggiorno

Nella versione precedente della misura, e molto probabilmente per un errore, si informava che il sussidio sarebbe stato erogato solo alle donne che erano residenti in Italia, con cittadinanza italiana o dell’Unione Europea o extracomunitarie, ma in possesso del permesso di soggiorno Ue di lungo periodo o di una carta di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Ue.

Nel nuovo modulo sono dunque state incluse anche le donne extracomunitarie con permesso di soggiorno.

Permesso di soggiorno che può essere stato rilasciato per motivi familiari, di lavoro o di studio.

Sono ovviamente equiparate a tutte le altre aventi diritto, anche le straniere che risultano rifugiate politiche o alle quali è stata riconosciuta la protezione sussidiaria.

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Reddito di libertà: cosa serve per la domanda

Per presentare la domanda è necessario:

  • presentare il modello (si trova sul sito Inps) al Comune di residenza;
  • allegare alla documentazione la dichiarazione firmata del rappresentante legale del Centro antiviolenza che si occupa della sua situazione;
  • serve anche una dichiarazione firmata del responsabile del Servizio sociale professionale di riferimento, deve confermare “lo stato di bisogno legato alla situazione straordinaria o urgente”.

Reddito di libertà: la procedura

La procedura per l’acquisizione delle domande del Reddito di Libertà da parte del Comune è stata molto semplificata:

si accede al servizio online “Prestazioni sociali”;

se seleziona tra il risultati il servizio “Prestazioni sociali, trasmissione domande, istruzione e software”.

Reddito di libertà: chi trasmette la domanda

Sarà lo stesso operatore comunale a trasmettere la domanda all’Inps. L’ente di previdenza dovrà valutare la completezza dei dati (è rilevante l’Iban sui cui si devono accreditare le somme) e il rientro nel budget messo a disposizione per questa misura, che è di 3 milioni di euro.

L’esito della procedura verrà poi comunicato dall’Inps ai comuni e alle dirette interessate, utilizzando i dati che sono contenuti nella stessa domanda (email e cellulare).

Gli eventuali limiti di budget potranno comunque essere aumentati dalle singole Regioni.

Questa funzione è già in uso per i Comuni. In particolare per la presentazione delle istanze che riguardano:

  • assegno al nucleo familiare;
  • maternità.

Per accedere è necessario uno tra:

  • Spid almeno di livello 2;
  • carta d’identità elettronica;
  • carta nazionale dei servizi.

Reddito di libertà: a quanto ammonta

Il Reddito di Libertà (articolo 105 bis del decreto legge numero 34 del 2020 convertito nella legge numero 77 del 2000), ha l’intento di aiutare con l’indipendenza economica le donne che sono vittime di violenza e vivono questa condizioni in una situazione di povertà.

A quando ammonta il contributo economico?

Lo Stato mette a disposizione di queste donne un contributo massimo di 400 euro mensili concesso in una sola volta e per un massimo di 12 mesi.

Reddito di libertà: a chi spetta

A chi spetta il Reddito di Libertà?

Il beneficio, come detto, è rivolto alle vittime di violenza (seguite dai centri) che sono in bisogno economico.

Il contributo si può cumulare con altri sostegni al reddito (Rdc/Pdc, Naspi, Rem, Cassa integrazione, Assegni al nucleo familiare e così via).

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