Reddito di sud-ditanza: i terroni campano sulle spalle del Nord

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Perché tanto rumore su una cosa scontata? In tanti a dare addosso al Sud piagnone e assistito. Motivo, le domande di accesso al reddito di cittadinanza: il meridione vince per distacco sul nord. E Napoli ha più richieste dell’intera Lombardia. Embè, dov’è la sorpresa? Se è vero – e non ci sono dubbi – che la disoccupazione al sud è tripla rispetto al settentrione, sarebbe assai strano il contrario?

Il tiro al sudista

Eppure c’è il tiro al sudista. Un “gioco” nel quale si sta specializzando Il Giornale di Berlusconi (chi se lo scorda quel “Comandano i terroni”), ormai piazzato da Feltri a supporto della Lega di Salvini in chiave anti 5Stelle. Si attacca Di Maio, si colpisce il meridione. In modo indistinto, brutale, gratuito.

Il provvedimento di welfare – che per molti aspetti, soprattutto organizzativi, è assai criticabile -, viene definito reddito di sud-ditanza, una fake news a 5Stelle, che serve solo a provvedere ai tanti fannulloni campani, siciliani e calabresi, con i soldi di quel nord che invece è sempre – e dico sempre – definito laborioso, industrioso, generoso. Una sconcertante overdose di -oso.

Reddito di sud-ditanza: i terroni campano sulle spalle del Nord

Se a Feltri si fa notare che al sud c’è chi non apprezza essere definito terrone, lui risponde “ma è uno scherzo”. Infatti stiamo tutti ridendo. Come davvero è insopportabile immaginarci sempre intenti a “piangere e fottere”, furbi e levantini, impegnati solo a campare alle spalle della gente del nord, sfaticati, mollaccioni, omertosi e mafiosi. Rinforzando la convinzione, già radicata, che se il sud sta con le pezze al culo, la colpa è soprattutto della sua gente.

Il ministro: al sud dovete impegnarvi di più

E non è una convinzione da bar dello Sport di Bassano del Grappa. Lo dicono i ministri di questo governo. Ministri di sponda leghista, per intenderci. Come quello alla pubblica istruzione, Marco Bussetti, faccia e atteggiamento da mite prelato di campagna. A un prof che si lamentava della situazione disastrosa nelle scuole meridionali, rispondeva (un mese fa): “Voi insegnanti meridionali piuttosto che lamentarvi dovreste impegnarvi di più”. Insegnanti meridionali? Come se non ce ne stessero nel laborioso-industrioso-generoso nord. Come se la scuola non fosse un mezzo sfascio i tutta la Penisola. Però, fa più figo, prendersela con quegli scansafatiche che succhiano dal fondo della nazione il sangue laborioso, il midollo generoso e il latte industrioso prodotto della pia gente che alloggia intorno al Po.

Sanità, istruzione, emigrazione

Che poi la sanità meridionale sia a pezzi, con la conseguenza dell’emigrazione sanitaria, che sposta miliardi e miliardi di euro, dalle già povere tasche meridionali alle generose casse del settentrione, vale zero. E che le università del sud siano sempre meno competitive provocando anche l’emigrazione culturale, che porta altri miliardi ai già ricchi atenei settentrionali, impoverendo le famiglie dei fuorisede, anche questo conta niente. E che l’emigrazione per cercare un posto nel mondo sia di nuovo a ritmi “anni 60”, causando la desertificazione umana, culturale ed economica di un pezzo importante del Paese, anche questo è insignificante.

No, il punto è il reddito di sud-ditanza, elargito ai fannulloni in poltrona del mezzogiorno.

L’origine della Lega

Con questo non vogliamo dire che la gente del sud non abbia le sue colpe. Se per decenni la nostra classe dirigente non è stata adeguata, è anche “merito” di chi l’ha votata. Ed è anche vero – lo ammettiamo – che la rassegnazione lacrimosa sia una componente del carattere meridionale. Ma certe generalizzazioni sono insopportabili. Così come la semplificazione: se state inguaiati è solo perché siete fatti così. Eppure a leggere certi giornali (la triade Il Giornale-Libero-La Verità), sembra davvero che il male endemico dell’Italia siamo solo noi. In fondo è stata questa la visione dominante della Lega di Bossi. La svolta nazionale di Salvini unifica il Paese nella lotta ai migranti (ritenuti evidentemente peggio dei meridionali), ma l’origine scissionista del verdi padani, resta sempre lì. Nonostante tutto.

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