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Case popolari, ci sono limiti di reddito massimo per averle?

Reddito massimo per le case popolari. Scopri nell'approfondimento, in cosa consiste questo parametro, se è fisso o cambia da comune a comune e, infine, quanto costa vivere in un alloggio popolare.

di Imma Duni

Febbraio 2023

Reddito massimo per le case popolari. Scopri nell’approfondimento, in cosa consiste questo parametro, se è fisso o cambia da comune a comune e, infine, quanto costa vivere in un alloggio popolare (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Reddito massimo per le case popolari: in cosa consiste questo parametro?

Ricevere un alloggio popolare, per le famiglie numerose o in difficoltà economica, è una vera manna dal cielo.

A fronte del pagamento di un canone esiguo, si può vivere in un alloggio dignitoso e avere la possibilità, dopo un po’ di anni, di riscattarlo e di diventarne proprietari.

Non tutti, però, possono partecipare al bando delle case popolari: bisogna rispettare alcuni requisiti nel 2023. Tra questi, quello economico più importante è il reddito massimo. Di cosa si tratta?

Per ottenere una casa popolare è indispensabile, infatti, presentare l’ISEE ERP, ossia l’Indicatore della situazione economica equivalente per l’Edilizia residenziale pubblica (Erp). Ed è da questo dato che si evincerà il reddito massimo.

L’ISEE ERP si differenzia dal normale ISEE, perché quest’ultimo serve a ricevere bonus, Assegno Unico, misure assistenziali, Reddito di cittadinanza, Bonus sociale.

L’ISEE ERP, invece, è specifico per partecipare all’affitto di case popolari.

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Reddito massimo per le case popolari: è un parametro fisso o variabile?

Qual è il limite che deve rispettare l’ISEE ERP per poter ottenere un alloggio popolare? C’è un limite fisso e nazionale sul reddito massimo?

No, non c’è un limite nazionale, semplicemente perché il limite viene stabilito dalla Regione o dal Comune che pubblica il bando di partecipazione e, dunque, può cambiare a seconda della Regione di appartenenza.

In generale possiamo dire che le famiglie con un ISEE ERP inferiore a 20.000 euro di sicuro potranno partecipare al bando per gli alloggi popolari.

Reddito massimo: come si fa a richiedere l’ISEE ERP?

Per richiedere l’ISEE ERP bisogna presentare al CAF o al Patronato di fiducia i documenti richiesti dall’Ente che ha emanato il bando per gli alloggi popolari. La richiesta dei documenti può variare di poco da una regione all’altra, ma di solito quelli indispensabili sono i seguenti:

C’è una particolarità importante sull’ISEE ERP da cui dipendono gli alloggi popolari, il valore di entrata deve restare invariato per tutto il tempo in cui si vive nella casa popolare.

Se la propria situazione economica dovesse migliorare sensibilmente e, durante il soggiorno, si superasse la soglia di ISEE ERP, si dovrebbe essere costretti a lasciare l’alloggio popolare.

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Reddito massimo per le case popolari
Reddito massimo per le case popolari

Reddito massimo per le case popolari: quanto costa vivere in un alloggio popolare?

Abbiamo anticipato che una famiglia, per entrare in graduatoria di alloggi popolari, deve avere un reddito massimo di 20 mila euro.

Ma quali sono le spese sostenibili annualmente per vivere in una casa popolare?

Come descrive il Sole 24 ore, il calcolo può essere così fatto:

Quest’ultimo punto è importantissimo, perché se non si paga l’affitto al Comune o all’Istituto Case Popolari, si può essere sfrattati.

Quando si può essere sfrattati da un alloggio popolare?

Quando si diventa assegnatari di una casa popolare, bisogna pagare un canone di locazione, di importo inferiore ai canoni privati. È un obbligo a cui l’assegnatario deve adempiere: se non lo fa, la sua famiglia rischia lo sfratto.

I motivi per cui si può incorrere in uno sfratto dalle case popolari sono anche altri, come:

In questi casi il contratto tra l’assegnatario e l’Istituto Case Popolari o l’Ente pubblico che ha emanato il bando, si risolve e l‘assegnatario deve lasciare l’edificio.

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Nel caso di sfratto per morosità, l’Ente pubblico dovrà rivolgersi al Tribunale, dichiarando che l’assegnatario non ha pagato il canone, allegando tutta la documentazione che dimostra la morosità.

Il Tribunale emanerà un decreto ingiuntivo nei confronti dell’inquilino che avrà 40 giorni per sistemare la situazione e saldare il suo debito. Lo sfratto diventa esecutivo se l’assegnatario non provvederà al pagamento entro questo termine.

Le copie del ricorso presentato dall’Ente e le copie dell’ingiunzione devono essere inviate anche all’inquilino.

Il termine di 40 giorni serve a pagare e sistemare la situazione debitoria, ma anche per presentare opposizione; questa non blocca l‘esecuzione dello sfratto. A meno che non lo decida il giudice per motivi molto gravi.

In ogni caso, le modalità e i termini dello sfratto variano da Regione a Regione.

Abbiamo visto qual è il reddito massimo per le case popolari.

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