Redditometro 2021, come lo Stato saprà quanti soldi hai

Redditometro 2021, come funzionerà il nuovo strumento dello Stato per capire la capacità contributiva dei cittadini.

3' di lettura

Sta per tornare il Redditometro, ossia lo strumento con il quale lo stato capisce quanti soldi ha un cittadino, in modo indiretto. Sarà possibile grazie alle statistiche offerte dall’ISTAT.

Verranno analizzate tutte le spese e le entrate registrate e presunte: dal mutuo, all’abbigliamento, agli abbonamenti alle bollette (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Le stime saranno poi confrontate con quanto dichiarato e se ci saranno delle discrepanze evidenti, allora scatterà l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate.

Redditometro 2021, cos’è

Il Redditometro è uno strumento che si basa sugli indici statistici dell’ISTAT. In estrema sintesi, per ogni acquisto o rendita, viene indicata una cifra media.

Incrociando i dati di tutte le spese sostenute e delle entrate ricevute il Fisco riesce a stimare la capacità contributiva dei cittadini.

Quando si va a fare la dichiarazione dei redditi quindi, se questa si discosta di almeno un quinto (20%) rispetto ai dati stimati, allora scatterà un controllo.

L’Agenzia delle Entrate suppone che una discrepanza dal 20% in poi significa un movimento sospetto, probabilmente di soldi presi a nero.

Ovviamente, in caso di accertamento, il cittadino ha facoltà di dimostrare la sua buona fede, magari presentando le prove che tutte le spese fatte, oppure che il patrimonio posseduto, siano giustificate da entrate che sono sfuggite all’analisi.

Ci sono, infatti, entrate che sono esentasse, come gli smobilizzi patrimoniali o le elargizioni del coniuge o genitore.

Redditometro 2021, da quando

Il governo Conte 1 aveva sospeso l’introduzione del Redditometro, richiedendo, prima della sua introduzione, una consultazione anche con le associazioni di categoria.

Ci sono infatti alcuni dubbi sulla sua applicazione. I due principali li solleva l’Unione Nazionale Consumatori (UNC):

  1. Uno scostamento del 20% è troppo poco per far partire l’accertamento;
  2. Ci sono spese che alcune famiglie non sostengono, come quella per le sigarette. Inoltre, ci sono acquisti una tantum che fatti periodicamente e che andrebbero a falsare i numeri (come quello di un cappotto di un certo valore).

Mario Draghi ha ripreso in mano questo progetto, ha fatto partire la consultazione ed entro il 15 luglio ci saranno i risultati della stessa.

Si capirà quindi, entro luglio, quale sarà la strada che seguirà il governo, anche se sembra ormai certo che verrà reintrodotto il Redditometro, probabilmente a partire dal 2022.

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