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Regime forfettario 2024: requisiti e limiti, le novità

Regime forfettario 2024: ecco quali sono i requisiti per accedervi (e per restarvi), i limiti di reddito da rispettare e le novità previste per il 2024.

di Carmine Roca

Dicembre 2023

Oggi vi parleremo di regime forfettario 2024: ecco quali sono i requisiti per accedervi, i limiti di reddito da rispettare e le novità attese nel 2024 (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è il regime forfettario?

Il regime forfettario è stato introdotto dalla legge di stabilità del 2015 ed è destinato agli operatori economici di ridotte dimensioni.

Come si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate, il regime forfettarioprevede rilevanti semplificazioni ai fini IVA e ai fini contabili e consente la determinazione forfetaria del reddito da assoggettare a un’unica imposta in sostituzione di quelle ordinariamente previste, nonché di accedere ad un regime contributivo opzionale per le imprese”.

Chi rientra nel regime forfettario non deve addebitare IVA in fattura e non detrae IVA dagli acquisti effettuati. Inoltre non sono tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate le operazioni rilevanti ai fini IVA, né quelle effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list.

Il regime forfetario non prevede una scadenza in base al numero di anni di attività o legata al raggiungimento di una determinata età anagrafica. Il diritto al regime agevolato è subordinato al solo verificarsi di determinate condizioni.

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Quali sono i requisiti per il regime forfettario?

Possono accedere al regime forfettario coloro che:

Regime forfettario: cosa ha modificato la legge di bilancio 2023?

La legge di bilancio del 2023 ha alzato il limite massimo di reddito entro cui rientrare per poter restare nel regime forfettario, passando da 65.000 a 85.000 euro annui di ricavi o compensi.

Una delle novità rilevanti, spiegata dall’Agenzia delle Entrate con la circolare numero 32/E del 5 dicembre 2023, riguarda il superamento della soglia di 100.000 euro annui.

In questo caso, l’uscita dal regime forfettario avviene automaticamente e immediatamente. La fattura che ha determinato lo sforamento di reddito deve essere emessa con l’IVA a debito, in particolar modo se emessa contestualmente al suo incasso.

Secondo la circolare, l’assolvimento degli obblighi IVA è legato all’incasso effettivo dei ricavi e compensi, non all’emissione della fattura. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che l’IVA deve essere saldata al momento dell’incasso. E se l’incasso avviene successivamente all’emissione della fattura, gli obblighi IVA devono essere adempiuti in quel momento.

Se viene superata la soglia dei 100.000 euro di guadagni o ricavi, l’IVA non detratta deve essere indicata nella dichiarazione IVA secondo quanto previsto dall’articolo 19-bis, comma 3, del decreto IVA. La rettifica è possibile per gli acquisti di beni ammortizzabili e di beni e servizi non ancora ceduti o non ancora utilizzati al momento del superamento della soglia.

Regime forfettario 2024: come fare quando si superano i 100.000 euro di ricavi?

Ma nel caso in cui il contribuente abbia emesso fatture per 110.000 euro nel 2023, di cui 30.000 euro da incassare nel 2024, come deve comportarsi con il versamento dell’IVA?

In questo caso, nel 2023, il contribuente non dovrà versare IVA in quanto il superamento del limite di reddito va verificato con il criterio di cassa.

L’articolo 1, comma 54, lettera b della legge di bilancio 2023 dispone che: “All’articolo 1 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190, in materia di regime forfettario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, sono apportate le seguenti modificazioni: … b) al comma 71 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Il regime forfettario cessa di avere applicazione dall’anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti sono superiori a 100.000 euro. In tale ultimo caso è dovuta l’imposta sul valore aggiunto a partire dalle operazioni effettuate che comportano il superamento del predetto limite»“.

Dunque, nel caso in questione, il contribuente rimarrà nel regime forfettario nel 2023, ma uscirà dal regime a partire dal 2024.

Si può rientrare nel regime forfettario 2024?

Un contribuente che non rispetta più i parametri reddituali nel 2023 ed esce dal regime forfettario, può rientrarvi nel 2024?

Sì, può tranquillamente farlo, nel caso in cui rispettasse i requisiti reddituali nel 2023 (ricavi o guadagni inferiori a 85.000 euro), potrà rientrare nel regime agevolato nel 2024.

Regime forfettario 2024
Regime forfettario 2024: in foto un uomo fa dei calcoli con una calcolatrice. Sul tavolo fogli e grafici.

Faq sul regime forfettario

Quali sono le caratteristiche più importanti del regime forfettario?

Le caratteristiche del regime forfettario sono:

  1. Adempimenti semplificati: riduzione della burocrazia e delle procedure amministrative per i contribuenti.
  2. Calcolo forfettario del reddito: il reddito viene determinato in maniera forfettaria, basandosi sui compensi o i ricavi, anziché sulle spese effettive.
  3. Tassazione agevolata: l’imposta sostitutiva sostituisce le tradizionali imposte sui redditi, accompagnata dall’esonero da ritenute d’acconto e ritenute alla fonte.

Perché è importante pianificare lavoro e ricavi per il regime forfettario?

Per i titolari di Partita IVA, è essenziale una pianificazione accurata per rimanere all’interno dei limiti stabiliti e godere dei benefici del regime forfettario. Questo comporta una gestione attenta dei ricavi, delle spese e della documentazione fiscale.

Cosa succede al superamento del limite degli 85.000 euro annui per il regime forfettario?

Superare la soglia di 85.000 euro, pur restando sotto i 100.000, porta a significative conseguenze fiscali a partire dall’anno successivo:

Come si calcola il reddito nel nuovo regime forfettario?

Nel nuovo regime forfettario, il calcolo del reddito avviene in modo forfettario, basato sui ricavi o compensi percepiti durante l’anno. La tassazione avviene attraverso un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, con esonero dalla ritenuta d’acconto e dalla ritenuta alla fonte. Questo metodo semplifica notevolmente la gestione fiscale per i titolari di Partita IVA.

Quali sono gli obblighi per chi percepisce la pensione di invalidità e ha la partita IVA?

redditi da lavoro autonomo devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute fiscali. Questa comunicazione deve essere effettuata utilizzando i servizi online dell’INPS entro il termine stabilito per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

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