Regioni in zona gialla: corsa per evitare le restrizioni

Regioni in zona gialla: corsa contro il tempo per evitare nuove restrizioni, molte le regioni in bilico, si cerca di accelerare ancora con le vaccinazioni. Buona la risposta degli adolescenti, grazie agli open day senza prenotazioni. Ma restano da raggiungere 5 milioni di over 50 che non si sono prenotati.

4' di lettura

Regioni in zona gialla, ora è corsa contro il tempo per scongiurare le restrizioni. La Sicilia è ormai certa di perdere la fascia bianca per entrare in quella del rischio moderato. Ha una sola chance per evitare il passaggio: aumentare i posti letto per far calare la percentuale dei ricoverati per covid. Ma sembra un tentativo disperato, e comunque utile sono ad allungare i tempi.

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Regioni in zona gialla: le altre in bilico

La Sardegna è in bilico. Due parametri sono molto oltre la soglia, il terzo è ancora in una zona di relativa sicurezza.

Regioni in zona gialla. Il pericolo è concreto anche in Toscana, in Calabria e in parte in Liguria. Ma gli indici sono in aumento, in alcuni casi lentamente, ovunque.

All’inizio di questa ondata alcuni esperti avevano sostenuto che i contagi sarebbero arrestati a metà agosto. È andata diversamente. Gli infetti continuano ad aumentare, senza impennate. Ma in modo costante.

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Regioni in zona gialla: corsa alla vaccinazione

Regioni in zona gialla. Si cerca di evitare il ritorno delle restrizioni puntando forte sull’incremento delle vaccinazioni. Si moltiplicano gli open day, soprattutto per i ragazzi. Tutti senza prenotazioni.

E il numero di under 19 che si sono immunizzati sta salendo rapidamente. Nella sola Lombardia ha aderito all’iniziativa il 65% degli adolescenti. Il 30% ha già completato il ciclo vaccinale.

Regioni in zona gialla: la progressione dei contagi

Per dare un’idea della progressione dei contagi basta guardare i dati di luglio di Sicilia, Sardegna e Toscana. Le tre regioni che oggi hanno il maggior numero di infetti.

A inizio luglio avevano 10 positivi ogni 100.000 abitanti. Un numero rassicurante.

Un mese e mezzo dopo la situazione è questa:

  • Sicilia: 140 ogni 100.000
  • Sardegna: 147 ogni 100.000
  • Toscana: 132 ogni 100.000

Regioni in zona gialla: ricoveri e posti letto

La Toscana rispetto alle isole è ancora in sicurezza rispetto alla zona gialla perché ha un numero alto di posti letto. E quindi, nonostante i contagi, ha il 6% di ricoverati con covid nei reparti ordinari e nelle terapie intensive.

La Sicilia, con quasi lo stesso numero di contagi, ha invece il 15% dei posti occupati nei reparti ordinari e il 9% nelle terapie intensive.

La Sardegna ha l’8% di saturazione nei reparti ordinari e 9% in rianimazione

Emblematico il caso della Calabria: ha meno contagi ma anche molti meno posti letto. Risultato: 13% di saturazione dei reparti ordinari con pazienti covid.

Regioni in zona gialla: i due fattori

Con la modifica dei parametri, il passaggio a restrizioni più severe non è più causato solo dall’incidenza dei positivi per numero di abitanti.

Hanno un peso due fattori determinanti:

  • la situazione delle strutture sanitarie, e quindi dove sono disponibili più posti letto il passaggio in fascia gialla è più complesso;
  • il numero dei vaccinati, le regioni più esposte sono quelle dove la percentuale di vaccinati è più bassa, Sicilia in testa (da giorni è la regione dove si registrano più contagi).

C’è da dire che proprio l’immunizzazione di una larga fetta della popolazione sta riducendo in modo significativo i malati gravi di covid e i decessi (nessuno dimentica i numeri dell’ultima primavera, con 500/600 morti al giorno).

Regioni in zona gialla: le conseguenze

Regioni in zona gialla, senza una inversione di tendenza il passaggio alla fascia delle restrizioni potrebbe essere probabile per una buona parte del Paese entro la fine di settembre.

E zona gialla, lo ricordiamo, significa mascherina obbligatorie anche all’esterno e servizio al bar e nei ristoranti al chiuso fino alle 18. Un passo indietro che nessuno ha intenzione di fare. Ma che rischia di essere inevitabile.

Il numero dei nuovi positivi resta alto e cresce il tasso di positività (ieri 4,9%).

L’arma più potente per evitare nuove restrizioni resta il vaccino. Ma per ottenere risultati decisivi è necessario raggiungere una buona parte dei 5 milioni di over 50 che non si sono prenotati per ricevere la dose.

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