Report vaccinazioni in Italia. Superata quota 700mila

Report vaccinazioni in Italia. Sono 718.797 le persone che hanno ricevuto la prima dose del vaccino e in alcune regioni si sta procedendo con la seconda iniezione. Tra le regioni più veloci ci sono Campania, Umbri, Veneto e Val d'Aosta. In Friuli Venezia Giulia ha aderito alla vaccinazione il 75% dei medici.

4' di lettura

Report vaccinazioni in Italia. Questa mattina il numero dei vaccini somministrati nel nostro Paese era a quota 718.797, pari al 72.3% del dosi che sono state consegnate. I dati sono stati diffusi dal commissario straordinario all’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri.

Le donne che hanno ricevuto la prima dose sono state 445.421, gli uomini 273.376.

Sono invece 569.554 gli operatori sanitari ai quali è stato iniettato il vaccino Pfizer e 49.155 gli ospiti delle Rsa.

Queste le regioni dove sono stati somministrati più vaccini:

Campania e Umbria (102%)

Valle D’Aosta (99.9%)

Veneto (96.6%)

In ultima posizione la Provincia autonoma di Bolzano, dove è stato iniettato solo il 29.5% delle dosi arrivate.

Si sta procedendo meglio dei primi giorni (ed era prevedibile), ma la prova del nove sull’organizzazione della campagna arriverà quando le vaccinazioni saranno estese anche a persone che non lavorano negli ospedali o nelle Rsa.

Report vaccinazioni in Italia: adesione dei medici

Si sta monitorando l’adesione dei medici a questa prima fase di vaccinazioni. In Friuli Venezia Giulia si è fatto somministrare il vaccino il 75% dei medici, con una punta per i dipendenti del Sistema sanitario regionale che arriva al 96%.

Nel rapporto tra dosi e abitanti il Friuli Venezia Giulia è ai primi posti in Italia.

«In una decina di giorni – ha dichiarato il vice governatore friulano con delega alla salute, Riccardo Riccardi – terminerà la prima fase delle immunizzazioni e si avvierà, previa fornitura delle dosi necessarie da parte della struttura commissariale, quella dedicata agli over 80 e agli operatori e agli ospiti delle strutture per disabili».

Il Friuli Venezia Giulia coprirà le spese assicurative ai medici che volontariamente si offriranno di garantire la vaccinazione sul larga scale.

In Veneto il secondo richiamo

Mentre la Campania ha terminato la prima scorta di vaccinazione e sta iniziando a somministrare i farmaci arrivati con la seconda spedizione, in Veneto la campagna sta proseguendo a ritmo serrato. Si avvicina già il giorno del secondo richiamo per le persone che sono state vaccinate nei primi giorni di gennaio.

«A oggi sono più di 10mila le dosi somministrate nell’Ulss 6 Euganea – si legge in una nota dell’azienda -: per l’esattezza 10.313, un dato in linea con il piano vaccinale della Regione Veneto, che come da programma ha già utilizzato il 100% della prima fornitura di vaccini. Da domenica sarà possibile somministrare la dose di richiamo ai sanitari che hanno ricevuto il vaccino in occasione del V-Day del 27 dicembre scorso, secondo criterio di priorità anagrafica ed esposizione al rischio, e quando arriveranno le nuove forniture dalle aziende farmaceutiche autorizzate la campagna di vaccinazione potrà entrare nel vivo con il coinvolgimento della popolazione».

In Puglia quelle vaccinazioni fuori lista

In Puglia invece i carabinieri del Nas stanno verificando che i vaccini anti Covid siano somministrati solo alle persone inserite nell’elenco dei soggetti prioritari come stabilito dal Piano strategico nazionale – cioè gli operatori sanitari e sociosanitari, gli ospiti delle Rsa e gli addetti a servizi che prevedono il contatto con i pazienti – e non a persone fuori lista come emerso in alcuni casi nelle Asl Barletta-Andria-Trani (BAT), di Brindisi e di Bari.

Non sono state presentate denunce

Al momento né la Procura di Bari né quella di Trani hanno ricevuto denunce su episodi anomali nella somministrazione del vaccino.

A segnalare anomalie a Brindisi è stato il presidente dell’Ordine dei medici che ha puntato il dito contro la vaccinazione di alcuni colleghi in pensione e le loro mogli: una ventina di casi in tutto. Nella Asl BAT sarebbero stati invece vaccinati cinque insegnanti, un appartenente alle forze dell’ordine (la Questura ha aperto una indagine interna) e un soggetto di interesse istituzionale.

A Bari ci sarebbero anche cento giovanissimi studenti del corso di laurea in scienze infermieristiche che però sarebbero tirocinanti e quindi in diritto di ricevere il vaccino. Nel caso delle forze dell’Ordine, si tratterebbe di operatori in servizio nei Pronto soccorso e nell’ospedale da campo di Barletta. Gli insegnanti in questione, invece, farebbero lezione negli ospedali.

Nel frattempo sono arrivate 47mila dosi di vaccino Moderna.

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