Requisiti Naspi più semplici dall’1 gennaio: cosa cambia

Requisiti Naspi più semplici dall'1 gennaio: la disposizione che amplia la platea dei beneficiari dell'indennità contenuta nella manovra finanziaria 2021. Cambia il requisito dei 30 giorni e la riduzione del 3% sull'assegno scatterà più tardi. La misura estesa anche agli agricoli. Novità pure per i collaboratori.

4' di lettura

I requisiti per la Naspi saranno più semplici a partire dall’1 gennaio. Lo prevede in un passaggio la manovra finanziaria 2021. In particolare, per avere diritto alla Naspi non sarà più necessario il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo.

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E non solo: la riduzione del 3% sull’importo mensile scatterà più tardi, dal 151esimo giorno (quinto mese) e non più, come accade ora, dal 91esimo (terzo mese).

Il disegno di legge ha modificato in modo radicale anche le norme che regolano le indennità di disoccupazione per tutti i lavoratori che sono iscritti alla gestione separata.

Tutte queste modifiche ampliano la platea di lavoratori che possono accedere all’indennità.

Naspi: gli attuali requisiti

Al momento la Naspi viene riconosciuta ai lavoratori che hanno perduto involontariamente l’occupazione. Ma devono avere questi requisiti:

  • devono essere disoccupati;
  • nei quattro anni precedenti devono aver versato almeno 13 settimane di contribuzione;
  • devono avere almeno 30 giorni di lavoro effettivo (a prescindere dal minimo contributivo) nell’anno che ha preceduto l’inizio dello stato di disoccupazione.

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Naspi: cosa cambia

Ebbene la semplificazione dei requisiti della Naspi riguarda proprio quest’ultimo punto:

dall’1 gennaio del 2022 il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo è stato definitivamente cancellato.

Naspi: la riduzione in ritardo

L’altra importante modifica, come accennato, riguarda la riduzione graduale dell’assegno mensile.

La riduzione del 3% mensile iniziava a partire dal quarto mese, anche se questo sistema era stato temporaneamente sospeso dalle norme disposte durante la pandemia.

Nella bozza della manovra finanziaria 2021, i lavoratori che resteranno disoccupati a partire dall’1 gennaio del 2022, vedranno ridursi l’indennità di disoccupazione del 3% a partire dal sesto mese di fruizione, e quindi 151esimo giorno.

Naspi per chi ha più di 55 anni

Ma non solo. C’è una nota che riguarda i lavoratori che hanno compiuto 55 anni quando è stata presentata la domanda per la Naspi.

Per loro la riduzione del 3% inizierà a partire dall’ottavo mese di fruizione (e quindi dal 211esimo giorno).

Naspi: la durata del trattamento

È rimasta inalterata la durata del trattamento: è uguale alla metà delle settimane di lavoro effettivo che sono state svolte nel quadriennio che ha preceduto la perdita involontaria dell’occupazione.

Proprio per questo “calcolo” la durata massima della Naspi non può essere superiore a 24 mesi (la metà di quattro anni).

Naspi agli operai agricoli

Dall’1 gennaio cambia anche altro per il trattamento di disoccupazione. Ne avranno diritto anche gli operai agricoli a tempo indeterminato delle cooperative e dei consorzi.

In particolare di quelle aziende che trasformano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici (prodotti prevalentemente in proprio o dai soci).

Naturalmente oltre al beneficio della Naspi è stato esteso alle cooperative e ai consorzi l’obbligo del pagamento della relativa contribuzione.

Naspi ai collaboratori

Modifiche rilevanti anche per la disoccupazione dei collaboratori iscritti alla gestione separata dell’Inps.

Con le norme attualmente in vigore l’importo della Dis Coll si riduce del 3% a partire dal quarto mese. La durata dell’indennità è pari alla metà della durata del contratto di collaborazione (che viene calcolato dal primo gennaio dell’anno che precede la fine del rapporto di lavoro e il giorno della cessazione dell’attività entro un massimo di 6 mesi).

Naspi ai collaboratori, quando scatta la riduzione

Con le nuove norme previste nella bozza della manovra finanziaria, la riduzione scatta dal sesto mese. Ma soprattutto viene raddoppiata la durata: la Naspi sarà corrisposta per gli stessi mesi di contribuzione che sono stati accreditati nel periodo che si calcola dal primo gennaio precedente alla cessazione del lavoro e fino al termine dell’attività.

Viene anche riconosciuta la copertura figurativa (contributi che non sono a carico del lavoratore) ai fini della pensione per l’intero periodo di Naspi (entro il limite di 1,4 volte il massimo mensile della prestazione).

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