Anna, vittima di revenge porn: non vergognatevi. Denunciate

Revenge porn. Anna racconta di come è riuscita finalmente a denunciare il suo ex fidanzato, dopo essersi odiata e vergognata per la diffusione di alcune sue foto intime su gruppi Telegram e pagine Instagram

7' di lettura

Era il 13 settembre del 2016 e Tiziana Cantone, giovane donna di Mugnano di Napoli, si toglie la vita, impiccandosi, dopo che il suo ex fidanzato aveva fatto girare un video che la ritraeva mentre praticava sesso orale. Tiziana è una delle tante, troppe, vittime di revenge porn. E di revenge porn si può anche morire.

Anna Adamo, attivista per i diritti dei disabili, ha voluto raccontare la propria testimonianza per dare speranza, coraggio e forza a tutte le persone che hanno subito questo reato. Vittima di revenge porn, Anna ha raccontato di come sia riuscita finalmente a denunciare il suo ex fidanzato, dopo essersi odiata e vergognata per la diffusione di alcune sue foto intime su gruppi Telegram e pagine Instagram.

L’inizio di una favola

Un grande amore, almeno così sembrava. “Tutto è iniziato quando avevo quindici anni. Incontrai quello che per anni è stato il mio fidanzato. La persona che credevo sarebbe stato il mio passato, il mio presente, il mio futuro. Siamo stati insieme per circa tre anni. Stavamo bene insieme. Più che bene. Mi sentivo apprezzata e sostenuta in tutto. Era una favola, la mia”.

Si, quella di Anna era una favola. Proprio perché tale, non era realtà. Ed è proprio quando tutto sembra andare per il meglio, i castelli di carta crollano e la realtà inizia a svelarsi per quella che è. Quello che sembrava il ragazzo perfetto, premuroso e gentile cambia. “Un giorno mi vietò di andare a scuola -dice Anna-. Mi disse che avrei potuto, o meglio dovuto, smetterla di studiare. Non era necessario per me, diceva. Ma io non ho pensato nemmeno per un attimo di smetterla. Non l’ho mai ascoltato.

Di conseguenza, crescevano le sue pretese nei miei confronti. Mi vietava di vedere alcune amiche, di vestirmi in un certo modo. Io, stupidamente, non davo peso a tutto questo. Credevo fosse il suo modo di volermi bene e proteggermi. Poi ho iniziato a indagare su di lui, le sue conoscenze -racconta Anna-. Così ho iniziato davvero a scoprire chi avevo al mio fianco. Venni a conoscenza dei guai nei quali si era cacciato. Per questo, lo lasciai”.

Un’altra possibilità

Anna decide di mettere un punto a quella favola fasulla. Chiuso un capitolo, si va avanti. La giovane ragazza intraprende altre storie, frequentazioni. Riprende a respirare a pieni polmoni. Ma per poco. Lui, nel frattempo, continua a cercarla: messaggi, chiamate, scuse varie. “Presa dal senso di colpa, lo perdonai. Ingenuamente. Mi sentivo in colpa perché lo avevo lasciato per il suo passato. E decisi di dargli un’altra possibilità.

Non passa molto tempo, e iniziò a comportarsi peggio di prima. Mi vietava di fare qualsiasi cosa e incominciò anche a insultarmi. Non sei più bella come un tempo, ti trucchi male, non mi piaci più come una volta. Iniziò a farmi pesare anche la mia disabilità. Questi insulti si alternavano ai complimenti e alle attenzioni più dolci che un uomo possa riservare alla propria donna. Cambiava di continuo atteggiamento. Mi stancai. Così un giorno, dal nulla, decisi di lasciarlo”. 

Nuova frequentazione, nuove pagine da scrivere. Ma l’ex di Anna non lo accetta. La cerca di continuo, senza alcuna risposta. Inizia a scrivere pubblicamente su di lei sulle pagine social. La minaccia di togliersi la vita, se lei non ritorna con lui. Anna gli chiede di smetterla. In alternativa, la denuncia. Così lui cancella tutto nel giro di pochi giorni. E poi scompare, per circa tre anni.

“Così ho scoperto di essere stata vittima di revenge porn”

Quest’anno, durante il lockdown di marzo, i due cominciano a risentirsi. “Nel periodo di reclusione forzata, lui si è rifatto vivo. Io inizio a rispondergli. Forse perché ero appena uscita da un’altra relazione importante e mi sentivo debole, forse perché mi sentivo in colpa di non essere riuscita a cambiarlo. O forse semplicemente non lo so. Ho voluto dargli l’ennesima possibilità. Credevo mi amasse. E tutto, inizialmente, filava liscio.

Dopodiché, inizia a chiedermi foto intime. Non ci potevamo vedere, non potevamo stare insieme e decisi di accontentarlo. Finito il lockdown, ci siamo rivisti per un po’. Non era cambiato, l’ho lasciato. Definitivamente, stavolta. Ed è accaduto ciò che non sarebbe mai dovuto accadere. Si è vendicato nel peggiore dei modi. Iniziò a diffondere su gruppi Telegram e pagine Instagram le foto intime che gli avevo mandato.

Tutto questo l’ho scoperto, perchè i miei follower su Instagram aumentavano inaspettatamente di giorno in giorno ed erano tutti follower maschi. Poi pagine social iniziarono a contattarmi dicendo di aver pubblicato delle mie foto e io non capivo.

Ho deciso, di conseguenza, di controllare e verificare. L’amara scoperta. Si trattava delle foto che avevo inviato al mio ex. Il mondo mi crollò addosso”, dice. Revenge porn, appunto.

L’inferno di Anna

Ed è così che Anna scopre di essere stata vittima di revenge porn, un reato sempre più diffuso anche a causa di gruppi Telegram nei quali girano foto -prese senza consenso- di ragazze, molte delle quali anche minorenni

“Tramite un amico -ci spiega Anna- sono venuta a conoscenza della diffusione delle mie foto intime anche in gruppi Telegram. Ho scoperto che su qui le mie foto erano oggetto di commenti sessuali molto violenti. Nel frattempo, ricevevo sempre più messaggi da uomini che possedevano quelle mie foto. Mi ricattavano, chiedendone in cambio delle nuove. Per paura delle conseguenze, ho mandato quelle foto.

Un giorno, la svolta. Una persona con la quale avevo litigato, pubblicò una di queste foto intime nelle sue storie Instagram scrivendo parole poco piacevoli. Qui ho davvero capito che la situazione stava degenerando e che avrei dovuto agire per far cambiare la situazione”.

Un periodo buio, difficile e pieno di sensi di colpa. Anna arriva a odiare il suo corpo, quel corpo ormai diventato di dominio pubblico. Ma chi altro poteva cambiare la situazione, se non lei stessa?. “Per tanti mesi mi sono vergognata di questa situazione -continua-. Sentivo che era tutta colpa mia. Mi sono chiusa in casa senza uscire, la notte non dormivo e credevo di non uscirne più. Mi sono odiata. Ho odiato il mio corpo.

Poi, finalmente, la decisione. Dopo tanto lavoro su di me, ho capito che non avevo alcuna ragione per vergognarmi.

Sono andata a denunciare. E oggi sono fiera di averlo fatto. Denunciando, sono riuscita a far eliminare le mie foto su quei gruppi”.

Non vergognatevi, denunciate

“Alle ragazze dico di non avere paura. Denunciate. E non abbiate paura di lasciare questi uomini, che poi uomini non sono. Lasciateli perdere. Un uomo che ama, non minaccia. Un uomo che ama, non vieta nulla. Un uomo che vi ama, non commette un reato nei vostri confronti come il revenge porn.

Non pensate di essere voi quelle sbagliate. Sbagliato è chi vi sminuisce. L’amore se è vero, fa uscire il meglio di voi. Se diventa oppressione, amore non è e bisogna mettere subito un punto. E una cosa a cui tengo molto è dirvi di non mandare vostre foto intime, non lasciatevi convincere. Preservate voi stesse.

E, soprattutto, non lasciate che situazioni come questa vi impediscano di credere nuovamente nell’amore. L’amore vero c’è, esiste e vi sta aspettando. Io oggi sto vivendo una stupenda, e soprattutto reale, storia d’amore con un ragazzo che mi ama ma, in primis, mi rispetta.

Anche agli uomini vorrei dire una cosa. La donna è famiglia, sorriso, rispetto. Cari uomini, la violenza non vi rende potenti, grandi. Vi rende incapaci”.

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie