Revisione dell’invalidità: quando si perde il beneficio

Revisione dell'invalidità: quando si perde il beneficio dopo la seconda visita di fronte alla Commissione e come comportarsi. Le percentuali di invalidità che danno diritto a benefici e agevolazioni, la composizione della commissione medica, le valutazioni e come presentare ricorso se è stata ridotta l'invalidità.

5' di lettura

Revisione dell’invalidità: quando si perde il beneficio. Come sapete l’invalidità civile viene riconosciuta dalla Commissione medica sulla base della visita che deve attestare una riduzione della capacità lavorativa. (Scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Al termine della visita la Commissione redige un verbale e tra le altre cose si specifica se quella invalidità civile riconosciuta sia definitiva o rivedibile. Nel secondo caso viene anche fissata una data per la revisione.

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Molti lettori lamentano quella che è un po’ una costante: la valutazione cambia nel tempo e spesso si perdono le agevolazioni che erano state concesse. Del resto basta tagliare la percentuale di riduzione della capacità di lavoro per non rientrare in determinati requisiti.

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Revisione dell’invalidità: percentuali

Requisiti che si conservano solo con queste percentuali di invalidità civile riconosciuta:

  • fino al 33% – nessun riconoscimento;
  • dal 46% – iscrizione nelle liste speciali dei Centri per l’Impiego per l’assunzione agevolata;
  • dal 33% al 73% – assistenza sanitaria e agevolazioni fiscali;
  • dal 66% – esenzione ticket sanitario;
  • dal 74% al 100% – prestazioni economiche di diverso tipo.

Tutte le tabelle per l’invalidità civile suddivise per patologie con relative percentuali

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Revisione dell’invalidità: Commissione

Per gli accertamenti dell’invalidità civile la Commissione è composta da:

  • un medico specialista in medicina legale (presidente);
  • due medici dipendenti o convenzionati con l’Asl, uno dei quali è specialista in medicina del lavoro;
  • da uno specialista delle discipline neurologiche, psichiatriche o psicologiche, se la persona sottoposta a visita è affetta da una menomazione psichica o intellettiva;
  • da un medico dell’Inps, come componente effettivo;
  • da un medico che rappresenta l’associazione di categoria alla quale appartiene l’invalido da visitare (Anmic, Uic, Ens, Anffas).

Revisione dell’invalidità: patologie non revisionabili

Non tutte le patologie o le menomazioni rientrano tra quelle soggette a revisione. Per alcune, come quelle che elenchiamo sotto, il primo giudizio della Commissione medica è definitivo:

  • Insufficienza respiratoria in trattamento continuo di ossigenoterapia o ventilazione meccanica
  • Insufficienza cardiaca refrattaria a terapie specifiche
  • Perdita della funzione del rene con trattamento dialitico (non trapiantabile)
  • Perdita anatomica o funzionale degli arti superiori o inferiori
  • Menomazioni dell’apparato osteo-articolare che non possono essere recuperate
  • Patologie del fegato con compromissione del sistema nervoso centrale o periferico (non curabili)
  • Patologia oncologica con compromissione di organi o apparati
  • Patologie o sindromi neurologiche (es. atrofia muscolare, lesioni dei nervi, etc) che comportano gravi deficit (es. sordità, cecità, difficoltà di deglutizione, etc)
  • Patologie genetiche o cromosomiche congenite
  • Patologie psichiche dell’età evolutiva con deficit neuropsichici o nella vita di relazione
  • Cecità
  • Sordità

Elenco delle agevolazioni previste in base alla percentuale di invalidità che è stata riconosciuta

Revisione dell’invalidità: condizioni cliniche

Torniamo al punto. La visita di revisione serve a verificare un miglioramento o un peggioramento delle condizioni sanitarie e sociali. Come detto viene disposta già nel primo verbale rilasciato dalla Commissione medica.

Se alla data indicata nel verbale non è ancora arrivata la convocazione da parte dell’Inps non bisogna preoccuparsi. Quello è un compito che spetta all’Istituto. E potrebbe arrivare anche in ritardo, nel frattempo però le percentuali di invalidità restano inalterate così come i benefici precedentemente riconosciuti.

Ma c’è anche la possibilità di evitare la visita diretta davanti alla Commisione medica (vedi come)

Il giorno della visita di revisione la persona che è titolare dell’invalidità viene convocata dalla Commissione medica che valutan dall’analisi della documentazione e un colloquio con la persona interessatan i parametri clinici.

Come inviare la documentazione medica online all’Inps

Sulla base di questa valutazione la Commissione può decidere se ridurre o aumentare (o lasciare inalterata) la percentuale di invalidità. Proprio per questo è possibile perdere dei benefici.

Revisione dell’invalidità: ricorso

Ma è possibile agire contro la decisione della commissione Inps di revocare o diminuire l’invalidità civile quando si ritiene di non essere stati valutati correttamente? La legge consente al cittadino di il ricorso al tribunale per contestare la decisione.

Prima di fare ricorso è indispensabile presentare una richiesta alla Sezione Lavoro e Previdenza per sottoporsi a un accertamento medico preventivo. L’istanza deve essere inoltrata entro 180 giorni dalla data del verbale Inps.

Il giudice, se ritiene la domanda ammissibile, nomina un medico legale che esamina la documentazione sanitaria, sottopone la persona a un’eventuale visita, e poi redigere una relazione con le sue valutazioni.

A questo punto, se la relazione si conclude con un parere favorevole e non vengono presentate contestazioni, l’Inps è tenuto a riconoscere l’invalidità entro 120 giorni dal provvedimento emesso del giudice. In caso di contestazioni o di parere negativo da parte del medico legale, è possibile presentare un ulteriore ricorso entro 30 giorni.

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