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Home / Invalidità Civile » Previdenza e Invalidità » Salute / Revoca dell’invalidità civile, cosa devo fare

Revoca dell’invalidità civile, cosa devo fare

Revoca dell'invalidità civile, cosa devo fare? Cosa accade e come tutelarsi se la commissione medica Inps revoca i benefici economici e fiscali per l'invalidità.

di The Wam

Gennaio 2022

Revoca dell’invalidità civile, cosa devo fare? La questione non riguarda un bel po’ di persone. Basta infatti la riduzione della percentuale di invalidità dal 74 al 60% per perdere il diritto alla pensione di invalidità. (aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

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In questi casi è possibile fare ricorso. La procedura è simile a quella che contesta l’esito dei verbali della commissione quando valuta il grado di invalidità di un assistito. Serve quindi un accertamento tecnico preventivo e la decisione di un tribunale.

Vediamo quali sono le procedure, come tutelarsi se si ritiene di aver subito un torto o una decisione che non è in linea con le reali condizioni di salute.

Revoca dell’invalidità civile: verbale rivedibile

La visita di revisione non è una sorpresa. Se una valutazione è rivedibile, perché può essere soggetta a peggioramento o miglioramento, la commissione medica lo indica già nel verbale. In caso contrario, se cioè la patologia è stabilizzata, la persona con invalidità viene esonerata dalla visita di revisione.

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Revoca dell’invalidità civile: la scadenza

La data di revisione è indicata nel verbale, ma è l’Inps che deve chiamare il cittadino per i nuovi accertamenti sanitari. Proprio per questo se la visita viene programmata dopo la “scadenza” fissata sul verbale l’assistito non perde i benefici in attesa della nuova valutazione.

Ma è anche vero (e non bisogna dimenticarlo) che se poi la commissione medica dovesse ridurre la percentuale di invalidità ed eliminare i benefici economici, l’assistito sarebbe costretto a rimborsare le mensilità che sono state versate dopo la data di scadenza scritta nel verbale.

Revoca dell’invalidità civile: straordinarie e d’ufficio

Ma l’Inps può anche decidere di effettuare delle revisioni straordinarie. O disporre delle revisioni d’ufficio (anche dopo aver raggiunto l’età pensionabile) se il titolare di un assegno di invalidità ha percepito redditi superiori a tre volte l’ammontare il trattamento minimo.

Revoca dell’invalidità civile: handicap e invalidità

Sulle visite di revisione bisogna fare anche una differenziazione, tra quelle che sono disposte per invalidità e quelle per handicap:

Per dirla in modo ancora più chiaro:

Revoca dell’invalidità civile: medico di fiducia

Se si ha bisogno di sentirsi più tutelati nel corso della visita di revisione è possibile far assistere alla procedura un medico di fiducia. La visita viene effettuata dalla commissione Inps sulla base del fascicolo elettronico dell’assistito e il vecchio verbale.

Revoca dell’invalidità civile: come presentare ricorso

Vediamo ora come presentare ricorso contro il verbale che revoca i benefici dopo una revisione che ha ridotto il grado di invalidità.

Come detto prima di presentare il ricorso deve essere esibita una domanda di accertamento tecnico preventivo. Questa istanza va presentata ala sezione Lavoro e Previdenza del tribunale. Bisogna farlo entro 180 giorni dal ricevimento del verbale dell’Inps.

L’accertamento tecnico preventivo serva ad determinare le condizioni della persona interessata.

Il giudice nomina un medico legale. Può essere affiancato:

Il medico legale, dopo aver visionato la certificazione, effettua una nuova visita all’assistito e presenta una relazione.

Se il parere è favorevole al riconoscimento dell’invalidità (accoglie quindi il ricordo del paziente), e non ci sono delle contestazioni, l’Inps ha l’obbligo di versare entro 120 giorni dalla notifica del provvedimento tutte le prestazioni dovute.

Se la relazione del medico legale è negativa per l’assistito (o se l’Inps ha presentato delle contestazioni), è indispensabile presentare entro 30 giorni dal deposito delle contestazioni un nuovo ricorso in tribunale.

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