Riacquistare un bene immobiliare all’asta

Riacquistare un bene immobiliare all'asta: potrebbe essere una soluzione conveniente per il debitore se trova un congiunto disponibile. Quando e come è possibile questa procedura e in quali condizioni può rivelarsi molto positiva per il debitore (molto meno per il creditore).

4' di lettura

La possibilità di riacquistare un bene immobiliare all’asta potrebbe essere una possibile soluzione per arginare i danni di un procedimento di esecuzione forzosa. Soprattutto se quell’immobile è l’unica proprietà del debitore.

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Ma come sappiamo, o meglio come recita l’articolo 1472 del codice civile, i debitori non possono partecipare all’asta. Nemmeno per interposta persona.

Riacquistare un bene immobiliare all’asta per l’usufrutto

Esiste comunque un’alternativa possibile a questo “divieto”. La persona sotto pignoramento potrebbe beneficiare dell’acquisto effettuato da una persona (come potrebbe essere un suo prossimo congiunto), se poi il nuovo proprietario gli consentisse di usufruire di quell’immobile.

Ma questa operazione conviene?

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Riacquistare un bene immobiliare all’asta: esempio pratico

Sì, potrebbe convenire. Ma solo a una condizione: il debito complessivo deve essere superiore al prezzo di vendita di un immobile.

Facciamo un esempio pratico:

se una persona è sottoposta a pignoramento dell’immobile per un debito che supera i 200.000 euro e un familiare riesce ad acquistare all’asta l’immobile sottoposto alla procedura per 100.000 e consente all’indebitato di continuare ad abitarci, beh, in questo caso può essere una soluzione interessante per chi ha debiti.

Riacquistare un bene immobiliare all’asta: i vantaggi

In questo modo, infatti, quell’acquisto consentirà al debitore di liberare l’immobile che è stato pignorato pagando solo una parte del debito.

Ma non solo.

È chiaro che il vantaggio sarà superiore se il debitore non dispone di altre proprietà immobiliari.

Infatti in questo modo anche eventuali azioni esecutive da parte di altri creditori rimasti insoddisfatti non potranno riproporre azioni esecutive per rientrare del residuo del debito.

Riacquistare un bene immobiliare all’asta, l’alternativa è l’accordo

Riacquistare un bene immobiliare all’asta, quando è possibile e quando si può disporre dell’aiuto di un congiunto, può essere quindi conveniente a determinate condizioni.

Resta in alternativa l’ipotesi di un accordo con i creditori. Che può essere vantaggioso anche per il debitore perché offre ai creditori il vantaggio di ridurre costi e tempi della procedura.

In questi casi come si procede?

Riacquistare un bene immobiliare all’asta: cosa prevede l’accordo

La proposta di accordo in genere viene formulata dall’avvocato del debitore. Se quella proposta viene valutata e accolta dal creditore si stipula un accordo transattivo.

L’accordo transattivo contiene:

  • l’impegno del debitore a versare il dovuto;
  • l’impegno del creditore a rinunciare alla procedura esecutiva.

Gli accordi transattivi più frequenti prevedono:

  • il saldo e stralcio (l’estinzione del debito con il pagamento di una somma ridotta rispetto al debito complessivo versata immediatamente o a breve termine);
  • la dilazione del debito.

Comunque sia nulla viete di combinare entrambe le soluzioni: una cifra da versare subito e il resto a rate.

Nel corso della trattativa e fino a quando non si arriva a un accordo definitivo l’esecuzione non viene sospesa.

L’accordo e l’Agenzia delle Entrate

Questo tipo di procedura (l’accordo transattivo) è particolarmente utile ed efficace se tra i creditori , c’è l’Agenzia delle Entrate e riscossione.

Il motivo? L’Agenzia rispetto ai creditori privati ha limiti di procedibilità se deve agire da sola contro un debitore. Ad esempio non può pignorare una prima e unica casa e non può comunque farlo se il debito non è superiore a 120.000 euro.

E quindi il debitore potrebbe avere interesse a trovare un accorso con i creditori diversi dall”Agenzia delle Entrate. Se l’ente riscossore dovesse rimanere l’unico creditore, sarebbe poi costretto a rispettare tutte le limitazioni imposte dalla legge.

Riacquistare un bene immobiliare all’asta, ma c’è anche l’istanza di conversione

Si può anche agire con l’istanza di conversione per bloccare il pignoramento.

In questo caso il debitore, prima che sia decisa la vendita, può sostituire ai beni pignorati una somma di danaro che comprenda oltre all’importo dovuto al creditore, le spese di esecuzione e gli interessi delle spese.

Questa istanza può essere presentata solo una volta depositando in cancelleria un sesto dell’importo dovuto.

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