La fenomenologia del tradimento. Amanti e cotolette di melanzane

Parlando di amore, amanti e tradimento, rilassiamoci con delle ottime cotolette di melanzane ripiene al forno.

Ricette, cucina e amore: ecco come fare le cotolette di melanzane ripiene al forno mentre si parla di amanti e amori.
5' di lettura

È ormai terminata la pausa estiva e io confesso di essere tornata più carica di prima. Ci eravamo salutati con un tema piuttosto scottante: il tradimento. Oggi voglio continuare il discorso e parlare del protagonista di una tra le più famose canzoni di Renato Zero: il triangolo amoroso.

Personaggio portante di questa ben nota figura geometrica, direi piuttosto odiato dal genere femminile, l’amante, ha conquistato un posto di rilievo nella società moderna.

L’altra is nothing!

Qualche settimana fa, durante una tranquilla cena tra amiche, si chiaccherava in generale del «tradimento» e, parlando delle difficoltà che una situazione del genere comporta e dei ruoli che, inevitabilmente, si vengono a creare all’interno, mi lasciò perplessa e interdetta un’affermazione di Jole che, devo dire con una certa convinzione, affermò: «L’altra is nothing!»

Jole sosteneva che non esistono uomini fedeli poiché tutti – chi occasionalmente, chi intraprendendo vere e proprie relazioni parallele – tendono a «distrarsi».

Ecco entrare in gioco la figura dell’amante, un ruolo secondario secondo Jole, una donna fragile in cerca di amore. Quando l’uomo intraprende una relazione con un’altra donna, nella maggior parte dei casi lo fa per soddisfare pulsioni, istinti ed alimentare il suo ego. L’amante, dunque, non dovrà avere nulla a che pretendere; dovrà rispettare giorni, orari, magari sopportare mesi di assenza rimanendo silente nell’ombra di una relazione clandestina.

Per vivere qualche attimo eccitante con l’amante, l’uomo tende a raccontare bugie alla compagna ufficiale: questo, secondo Jole, manifesta la maggiore importanza del ruolo da quest’ultima rivestito rispetto a quella dell’amante, nemmeno degna di ascoltare menzogne.

L’amante nella mitologia

Al di là della concezione (più o meno condivisibile) di Jole, chi è veramente l’amante?

Per comprendere tale la figura  si parte dalla ninfa Calipso; nell’Odissea si racconta dell’amore di Calipso per Ulisse e delle sue promesse di immortalità purché non la lasciasse. Quando però Zeus costrinse Calipso a rinunciare al suo amore e Ulisse tornò da Penelope, la ninfa Calipso andò incontro a una tragica fine.

Nella mitologia Penelope viene venerata, mentre Calipso, che rinuncia all’amore, viene condannata. Ed è proprio la sensazione che prova chi per anni ha investito sentimenti, passioni e rinunce per rapporti clandestini di questo tipo, e spesso viene etichettata la «rovina famiglie».

E come capita nell’Odissea anche nella vita spesso chi ci soffre alla fine è l’amante, perché quasi sempre viene lasciata o è costretta a lasciare.

Essere amanti

Iniziare una relazione con un uomo già impegnato determina una situazione controversa: l’amante è colei che ruba ad un’altra donna l’amore e le attenzioni di un uomo, ed è derubata da questo del proprio amore perché si creano false aspettative.

Ciò nonostante l’amante è sempre vista dalla società come colei che ruba un uomo; eppure difficilmente la donna lo fa per trasgredire, spesso ci mette cuore e affettività.

A volte si sceglie di essere l’amante perché si vive nell’illusione di essere preferita all’altra e di avere il potere di compensare le mancanze che lui sperimenta nel rapporto con la compagna. Sostanzialmente gratifica il fatto di potergli dare ciò che l’altra non riesce o non sa dare. Questo può avere un effetto immediato sull’autostima ed una conferma del proprio potere seduttivo.

Si tratta, dunque, di un gioco di competizione e di ricerca di riconoscimento. Avere una liaison clandestina rende anche gli incontri più stimolanti, fa sentire complici perché si condivide un segreto ed il fattore trasgressivo fa aumentare il desiderio sessuale. Si tratta, quindi, di una relazione molto intensa.

A ogni modo, l’amante è una persona che rinuncia, consapevolmente o non consapevolmente, a vivere l’amore alla luce del sole, e sceglie di restare relegata in un angolo della propria vita in attesa dell’altro.

Nel frattempo deve osservare regole di discrezione, spesso di fedeltà, di pazienza, e soprattutto continuare a essere convinta che un amore unico e speciale come quello che sta vivendo sia impossibile da avere nella vita alla luce del sole.

Le briciole d’amore che riceve l’amante sono briciole speciali che se raccolte da chi ha un’antica fame di affetto e attenzioni forniscono un ingannevole senso di sazietà.

Talvolta, infatti, l’amante è una persona che ha antica fame d’amore ma non riesce a concedersi una relazione di amore autentica fatta di progettualità, semplicità e quotidianità: si mette al sicuro dalla naturale evoluzione della vita, e talvolta lascia scorrere gli anni migliori nel miraggio di un domani in cui l’altro sarà completamente suo.

La ricetta del giorno

Dunque, il consiglio è di non giudicare mai gli altri, di comprendere ed eventualmente discostarsi da modi di pensare ed agire.

Adesso, però, cambiamo discorso e dedichiamoci come sempre a quello che sappiamo far meglio: cucinare!

Oggi vi propongo una delle mie ricette preferite, facile e gustosa: cotolette di melanzane ripiene al forno.

Ingredienti per 5 cotolette di melanzane

  • 1 melanzana tonda

  • 80 gr di provola dolce

  • 100 gr di Parmiggiano Reggiano

  • 100 gr di prosciutto cotto (tagliato a fette)

  • 150 gr di pane grattugiato (se siete celiaci usate quello senza glutine)

  • 2 uova (medie)

  • q.b. sale

  • q.b. olio evo

Procedimento

  1. Prendete la melanzana e tagliatela in 10 fette tonde da un cm ciascuna.

  2. Unitele a coppie, scegliendo fette più o meno della stessa dimensione. La melanzana nera tonda per questa preparazione non necessita del riposo con il sale per eliminare l’acqua di vegetazione e il gusto amarognolo.

  3. Disponete le fette sul piano di lavoro, salatele leggermente e su metà delle fette mettete un po’ di prosciutto cotto e delle fette sottili di provola.

  4. Richiudete come fosse un sandwich di melanzane, premendo leggermente.

  5. Rompete le uova e sbattetele insieme ad un pizzico di sale con una forchetta.

  6. A parte mescolate il pane grattugiato con il parmigiano.

  7. Passate ciascuna melanzana ripiena prima nelle uova sbattute, poi nel pane grattugiato.

  8. Rivestite una teglia con un foglio di carta da forno spennellato di poco olio di oliva.

  9. Adagiate sopra le melanzane passate nell’uovo e nel pane grattugiato.

  10. Irrorate con poco olio e infornate nel forno ventilato preriscaldato a 180°C per circa 25 minuti, girandole a metà cottura e fino a doratura.

Buon appetito!

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