Richiamo del vaccino per chi ha fatto Johnson e Johnson

Richiamo del vaccino per chi ha fatto Johnson e Johnson: la decisione definitiva oggi, sarà necessario sei mesi dopo la prima somministrazione. Riguarda un milione e 600mila italiani. Tra qualche settimana dovrebbero iniziare le terze dosi per chi ha più di 50 anni.

4' di lettura

Richiamo del vaccino covid per tutti gli italiani che hanno ricevuto il Johnson e Johnson. La somministrazione dovrà essere fatta sei mesi dopo la prima iniezione e sarà con il vaccino Pfizer.

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Il richiamo del vaccino covid per chi ha avuto Johnson e Johnson riguarda un milione e 600mila italiani.

La decisione definitiva sarà presa oggi dal Comitato tecnico scientifico e dall’agenzia italiana del farmaco, Aifa. E molto difficilmente non sarà in linea con quello che hanno stabilito nelle scorse settimane gli enti regolatori per i medicinali di Usa (Fda) e Germania (Stiko).

Richiamo del vaccino eterologa per chi ha fatto Johnson e Johnson

Puntare su Pfizer per chi ha fatto il Johnson e Johnson significa scegliere la strada della vaccinazione eterologa (con due vaccini che hanno una composizione diversa). Una strada già percorsa da chi ha alternato AstraZeneca a un prodotto con mRna messaggero (Pfizer o Moderna) e che ha dato ottimi risultati in termini di copertura anticovid.

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Johnson e Johnson, richiamo del vaccino: si decide oggi

Dopo che si sarà espressa l’Aifa, verrà emanata dal ministero della Salute una circolare con tutte le informazioni necessarie. I richiami potrebbero iniziare, come dettom a 6 mesi dall’ultima somministrazione del vaccino monodose.

Richiamo del vaccino: il green pass senza modifiche

Per il green pass non ci sono in programma modifiche. Chi lo ha ricevuto dopo la dose di Johnson e Johnson continua ad averlo, senza avere la necessità di fare prima il richiamo.

Il richiamo del vaccino per chi ha fatto Johnson e Johnson è necessario perché, come per gli altri vaccini, gli esperti hanno notato una diminuzione degli anticorpi dopo un certo periodo di tempo dalla inoculazione.

Richiamo del vaccino: così negli Usa

La Fda americana era andata anche oltre. Il 20 ottobre scorso ha pubblicato una direttiva nella quale si raccomandava a tutti i cittadini che hanno ricevuto Johnson e Johnson di ripetere l’iniezione (in quel caso con lo stesso prodotto), almeno due mesi dopo la prima somministrazione.

Proprio come se non fosse, come invece è stato ampiamente pubblicizzato, un vaccino monodose.

In Italia il Johnson e Johnson è stato prima iniettato a tutte le fasce d’età, poi solo agli over 60 e infine eliminato, preferendo i più testati e forse efficaci Pfizer e Moderna.

Richiamo del vaccino: per i 50enni si inizia tra qualche settimana

Nel frattempo cresce la consapevolezza che la terza dose di vaccino sarà necessaria per tutti. Il calo della protezione dopo un certo periodo di tempo (6 mesi) è una costante per tutti i vaccini. E con l’inverno alle porte, il numero di contagi che resta sempre significativo e quello che si sta verificando in molti Paesi europei (e non solo), il ministero della Salute, in accordo con il governo, vuole mettere in sicurezza i cittadini.

Se la somministrazione delle terza dose di vaccino è già stata avviata per i fragili e gli over 60, si pensa già di iniettarla presto a tutti gli over 50. Già dalle prossime settimane.

Oltre naturalmente al personale sanitario e a chi più è esposto. Si accelera per il richiamo anche ai professori, un’altra categoria che ha ricevuto il ciclo vaccinale in primavera.

Richiamo del vaccino: per un inverno in sicurezza

C’è una certa fretta. L’Italia è riuscita a raggiungere un certo equilibrio: ha tassi di vaccinazione tra i più alti al mondo e un numero di contagi e ricoveri sotto controllo.

Ma bisogna ridurre di numero quei 7 milioni di cittadini che hanno rifiutato di vaccinarsi. E mettere in sicurezza con il richiamo tutti gli altri.

Insomma, non è ancora finita. Probabilmente il richiamo consentirà di uscire indenni dalla pandemia questo inverno e forse per sempre, quando – si pensa – il virus sarà endemico, e quindi una costante, come l’influenza, ma molto meno pericoloso, sia per le singole persone, sia per la tenuta del sistema sanitario. Magari nel frattempo sarà anche stata approvata una cura efficace.

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