Avellino, riciclato il denaro della donna truffata: un arresto

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Ha riciclato il denaro sottratto a una donna dichiarata incapace di intendere e di volere dal tribunale di Avellino. Un’inchiesta che la coda di una indagine del febbraio scorso, quando la finanza ha accertato la sottrazione di buoni fruttiferi per 400mila euro, e arrestato due persone. Indagine che si è allargata, fino all’epilogo di questa mattina. Quando i militari della guardia di finanza di Avellino hanno ammanettato un altro indagato. Sarebbe il responsabile del riciclaggio di quei buoni.

Per completare l’operazione di riciclaggio del denaro l’uomo avrebbe utilizzato sistemi molto complessi e adottati da molte organizzazioni criminali.

Infatti, l’indagato, dopo la monetizzazione dei buoni fruttiferi, ha eseguito una serie di operazione che avevano un solo scopo: occultare la provenienza illecita del denaro. E quindi: versamenti su conti correnti postali e bancari. Oltre a successivi trasferimenti su conti correnti intestati a persone che sono apparentemente estranee o complici (sul punto sono ancora in corso indagini). Per tutte queste operazioni è stata utilizzata una società con sede a Milano.

Avellino, riciclato il denaro della donna truffata: un arresto

I soldi confluivano a Milano e in Bulgaria

Gli investigatori del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza, che ha agito in collaborazione con gli agenti della squadra mobile di Avellino, hanno accertato che parte del denaro riciclato, circa 160mila euro, sia stato poi girato, grazie a una serie di bonifici bancari, in parte sui conti correnti di una società bulgara e in parte su un’altra società, sempre con sede a Milano.

Si tratta, come detto, di una operazione che parte da lontano. O meglio dagli arresti eseguiti il sei febbraio. Il compito dell’indagato arrestato questa mattina, in esecuzione di una ordinanza del gip del tribunale di Avellino, è stato proprio quello di architettare a concludere l’occultamento, in società a lui riconducibili, di buona parte dei proventi illeciti. Come detto: ha riciclato il denaro sottratto alla donna incapace di intendere.

Avellino, riciclato il denaro della donna truffata: un arresto

Nel sistema forse anche altri indagati

L’indagine non è ancora conclusa. Potrebbero emergere elementi di colpevolezza anche nei confronti di altre persone coinvolte. Ma non si esclude che il “sistema” utilizzato per i soldi sottratti alla donna avellinese, sia stato impiegato per altre operazioni. In pratica, l’indagato e altri personaggi, potrebbero aver riciclato denaro frutto di altri illeciti.

Nel febbraio scorso – come si ricorderà – erano finite in manette due persone. Ritenute responsabili di ricettazione aggravata, truffa aggravata, tentata truffa aggravata, possesso e fabbricazione di documenti falsi, sostituzione e autoriciclaggio. Il tutto per 400mila euro.

Tutto era iniziato nell’aprile dello scorso anno

Le indagini avevano preso il là nell’aprile del 2018. Uno degli indagati aveva tentato di incassare negli uffici delle poste centrali di Avellino, i 30mila euro di uno dei 44 buoni fruttiferi sottratti alla donna. La questione sembrava chiusa: un chiaro tentativo di truffa. Soprattutto dopo aver accertato che i documenti esibiti dall’uomo erano falsi.

Lo sviluppo delle indagini è stato però sorprendente. Dei 44 buoni (da 400mila euro), sottratti alla vittima, 41 sono stati rimborsati nel tempo (208mila euro), mentre altri tre (187mila), sono stati bloccati nel tentativo di incasso.

Avellino, riciclato il denaro della donna truffata: un arresto

Con quei soldi pagati anche viaggi e cene

Decisivo per le indagini l’episodio di aprile. Senza quella “scoperta”, il complesso raggiro, e il denaro riciclato, non sarebbe venuto a galla. Da quelle prime indagini gli investigatori hanno accertato che i soldi incassati veniva fatti confluire su conti correnti postali e bancari intestati a titolari fittizi. Solo il lavoro degli investigatori ha consentito di risalire all’intero flusso di denaro. Al centro delle operazioni un’impresa edile di Milano, riconducibile a uno degli indagati. Il denaro finiva su conti in Italia e all’estero di aziende edili anche avellinesi. Una parte dei soldi è stata utilizzata, con prelievi dal bancomat, per saldare conti nei ristoranti o pagarsi viaggi.

Questa mattina la nuova fase di quell’inchiesta. Con i soldi riciclati da professionisti del settore. E non è ancora finita.

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