Ricongiunzione contributi per la pensione: costi e come fare

Ricongiunzione contributi: ecco come riunire i contributi versati in un unico fondo e i costi per richiederlo.

3' di lettura

La ricongiunzione contributi è stata ideata per quei lavoratori che hanno una carriera discontinua e con contributi versati in diverse gestioni previdenziali (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

La sua introduzione risale a 42 anni fa, grazie alla legge numero 29 del 1979, e va in soccorso di chi ha avuto una carriera lavorativa frammentata e decide di andare in pensione riunificando i contributi versati nelle varie gestioni previdenziali, nel corso degli anni.

In questo articolo vedremo come applicare la legge e quanto costa la ricongiunzione contributi. Se sei interessato, continua a leggere l’articolo.

Ricongiunzione contributi: di cosa si tratta?

La ricongiunzione contributi onerosa è una delle soluzioni che può essere adottata da chi ha necessità di riunificare i contributi versati durante la carriera lavorativa, presso un’unica gestione previdenziale, al momento di andare in pensione, con l’obiettivo di ottenere un unico trattamento pensionistico.

La ricongiunzione contributi può essere richiesta in qualsiasi momento, non essendo prevista una data di scadenza. L’importante è che i contributi versati non siano stati utilizzati, dal richiedente, per la liquidazione di una pensione diretta.

La domanda di ricongiunzione contributi onerosa può essere presentata dai lavoratori dipendenti o autonomi all’ente previdenziale presso il quale si intende trasferire i contributi. Possono essere ricongiunti i contributi obbligatori, volontari e la contribuzione figurativa. L’unica eccezione riguarda i contributi versati alla Gestione Separata Inps.

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Ricongiunzione contributi: requisiti

Il requisito da rispettare è il versamento di cinque anni di contributi al Fondo previdenziale lavoratori dipendenti dell’Inps. Il vincolo può essere non rispettato nel caso in cui il richiedente può far valere cinque anni di contributi come lavoratore dipendente in una o più gestioni previdenziali diversi dal Fondo Inps e da FPLD (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti).

Per richiedere la ricongiunzione dei contributi in un fondo non Inps, il richiedente dovrà presentare domanda presso la gestione previdenziale in cui risulta iscritto. In caso contrario dovrà aver versato almeno otto anni di contributi presso il fondo per cui presenta domanda.

La richiesta di ricongiunzione contributi può essere effettuata solo una volta nel corso della carriera lavorativa, tranne se tra la prima e la seconda richiesta non siano trascorsi almeno dieci anni e se il fondo presso cui versare i contributi sia differente dal primo.

Ricongiunzione contributi

Ricongiunzione contributi: quanto costa?

La ricongiunzione contributi si differenzia dal cumulo e dalla totalizzazione dei contributi perché è onerosa. Il lavoratore richiedente dovrà pagare il 50% della differenza tra l’onere di ricongiunzione e l’ammontare dei contributi trasferiti, con interessi annui pari al 4,5%.

L’importo varia in base alla quantità di anni di contributi che si intende trasferire al fondo preferito, ma la ricongiunzione contributi rimane uno strumento vantaggioso rispetto al cumulo o alla totalizzazione, soprattutto per le donne, per le quali non è previsto l’utilizzo degli altri due strumenti contributivi, e per chi percepisce stipendi elevati a fine carriera.

Inoltre con la ricongiunzione contributi, per ciò che concerne l’età pensionabile, le regole per l’uscita dal mondo del lavoro potrebbero essere più favorevoli in base al fondo preferito.

Se hai ancora dubbi sulla ricongiunzione contributi, non esitare a scriverci su Instagram.

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