Assegno unico, tagliati i fondi ma niente paura: che succede

Assegno unico e taglio ai fondi: scopri cosa succede, i conti fatti dall’INPS e le conseguenze per i destinatari.

6' di lettura

I tagli ai fondi dell’assegno unico rappresentano una delle ultime novità proposte dal governo, in seguito ad alcuni conti effettuati sul numero delle domande presentate rispetto ai soldi messi a disposizione per il sussidio. Vediamo nel dettaglio qual è la situazione, quali le conseguenze di una riduzione e infine la proposta di Italia Viva sull’uso dei soldi risparmiati (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

L’assegno unico universale è un contributo economico rivolto a tutte le famiglie residenti in Italia, che abbiano uno o più figli a carico, e spetta a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 18 anni, o fino a 21 anni in alcune specifiche situazioni, e senza limiti di età in caso di figli con disabilità.

Il sussidio per famiglie è entrato in vigore il 1° marzo 2022 e ha una durata annuale: viene erogato ogni mese fino a febbraio 2023, per poi essere rinnovato per l’anno successivo.

Gli importi variano in base alla dichiarazione ISEE di ogni famiglia: più è alto il reddito, più sarà basso l’importo. In alcuni casi , poi, sono previste delle maggiorazioni alla cifra base.

Per ottenere l’assegno unico è necessario presentare apposita domanda sul portale online dell’INPS; ma questo discorso non vale per i percettori di Reddito di cittadinanza, ai quali il sussidio viene erogato in automatico sulla carta Rdc.

Nel momento in cui è stato introdotto questo contributo economico, sono state fatte delle stime su quanto sarebbe costato, in base al numero delle famiglie e ai loro rispettivi redditi. Infatti, i motivi della riduzione dei fondi per l’assegno unico sono da ritrovare proprio in una incongruenza con le stime fatte: l’afflusso delle domande risultapiù basso rispetto al valore previsto all’inizio.

Ecco allora cosa potrebbe succedere e chi sarà influenzato da questi tagli.

Indice

Fondi assegno unico: cosa sta succedendo

Con l’approvazione del Decreto Aiuti bis, pubblicato in bozza lo scorso 4 agosto 2022, è stata confermata anche la riduzione delle risorse messe a disposizione per l’assegno unico universale.

Questa proposta si deve agli esiti di un “monitoraggio al 30 giugno 2022” effettuato dall’INPS, secondo cui nel corso dei mesi si sarebbero verificate delle incongruenze tra le previsioni sulla spesa del sussidio e l’effettivo numero di domande inoltrate.

Visto che i dati hanno dimostrato una carenza delle richieste accolte rispetto ai valori preventivati, il governo punterebbe al risparmio dei fondi avanzati (che corrispondono a circa 630 milioni di euro) e alla redistribuzione delle somme (ma ancora non si sa come).

Fino all’attuazione della modifica, è bene cercare di avere un quadro più completo dei calcoli effettuati dall’INPS per arrivare a tale conclusione e le conseguenze che si avrebbero sui beneficiari.

Scopri la pagina dedicata all’Assegno unico per conoscere altri diritti e agevolazioni.

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Fondi assegno unico: i calcoli dell’INPS

Ogni mese l’Istituto di previdenza sociale fa il punto della situazione per monitorare “il costo” dell’assegno unico. Dall’ultimo monitoraggio sono usciti fuori dei numeri che hanno fatto riflettere.

In particolare, risulta che sul totale degli sussidi erogati, il 46% degli assegni per ogni figlio è andato alle famiglie nella fascia di reddito pià bassa, quindi con ISEE inferiore a 15mila euro. Invece, più del 20% è stato erogato ai nuclei familiari che non hanno presentato l’ISEE, ricevendo in questo modo gli importi minimi previsti (50 euro a figlio).

Tuttavia, è importante specificare che nei calcoli effettuati dall’Osservatorio dell’INPS non sono stati inclusi gli assegni accreditati ai nuclei percettori di Reddito di cittadinanza, ignorando quindi una bella fetta della popolazione.

A tal proposito, l’Istituto spiega che «questi saranno ricompresi nell’Osservatorio Statistico una volta completata l’integrazione statistica delle fonti».

In ogni caso, basandoci sulle stime, l’assegno unico è stato erogato a quasi 6 milioni di italiani e sono stati risparmiati circa 630 milioni di euro, per due principali motivi: da un lato, per un numero di domande inferiore rispetto alle previsioni, e dall’altro perché il 20% delle famiglie, non presentando l’ISEE, ha scelto di ricevere l’importo minimo.

Inoltre, sembra che il maggior numero di richieste sia partito dal Sud (in particolare Calabria e Sicilia) con gli importi più elevati.

Ma c’è ancora un altro elemento da considerare: una famiglia su quattro non ha ancora fatto domanda e quindi non avrà diritto agli arretrati, previsti invece per chi ha richiesto il sussidio entro il 30 giugno.

Questa clausola permette di fare stime ancora più accurate sul margine da coprire fino a fine anno.

Ora che sappiamo come sono andate le cose e perché l’INPS si è trovato con dei soldi “avanzati” rispetto alle previsioni iniziali, cerchiamo di capire quali effetti avrebbe il taglio ai fondi dell’assegno unico proposto di recente. Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

Ma prima di andare avanti, dai un’occhiata all’ultimo video di Redazione TheWam sui pagamenti INPS di agosto.

Assegno unico e taglio ai fondi: le conseguenze per i beneficiari

Anche se abbiamo spiegato le motivazioni dietro alla scelta di ridurre le risorse destinate all’assegno unico, ciò non impedisce di chiedersi “quali saranno le conseguenze sui beneficiari?”

Da questo punto di vista, non c’è bisogno di andare nel panico. Infatti, chi ha già ricevuto la misura non subirà né modifiche degli importi né tagli di alcun genere per gli anni a venire.

Dunque, il futuro della misura è al sicuro per tutte le famiglie che hanno già iniziato a percepirla e una eventuale riduzione dei fondi destinati all’assegno unico non andrà in alcun modo a intaccare sulle liquidità future per queste famiglie.

Quello che invece ancora non è chiaro è che fine faranno i soldi risparmiati. Se da un lato è vero che si parla di una ricollocazione, dall’altro il governo non si è ancora espresso su questo punto.

Certo è, che non sono mancate già delle proposte per l’uso di questi soldi. Leggi il prossimo paragrafo per saperne di più.

Assegno unico, tagliati i fondi ma niente paura: che succede

Assegno unico e tagli ai fondi: la proposta di Italia Viva

Su come ricollocare i soldi risparmiati dell’assegno unico, si è espressa in modo particolare la ministra della famiglia Elena Bonetti, di Italia Viva, avanzando una proposta che però non ha prodotto i risultati sperati.

Nello specifico, considerando che la maggior parte degli assegni è arrivata alle famiglie con redditi inferiori a 15mila euro, la ministra ha proposto di redistribuire le somme risparmiate proprio tra i nuclei familiari con redditi più bassi.

Purtroppo, questa iniziativa non è stata accolta né dal Pd né da Lega né da M5S.

Quindi, in attesa di ulteriori aggiornamenti, dovremo rimanere nell’ignoto.

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