Tolte o ridotte pensione e invalidità entro il 2023: a loro

Pensione e invalidità: chi rischia la riduzione dell'importo della pensione o addirittura la revoca della prestazione assistenziale? E perché? Scopriamolo in questo articolo.

7' di lettura

Pensione e invalidità: vediamo per chi è prevista la riduzione o la revoca della pensione di invalidità nel 2023 (scopri le ultime notizie sui diritti e le agevolazioni per le persone con disabilità. Leggi su Telegram e WhatsApp tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook e la pagina Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Pensione e invalidità. Brutte notizie per chi non ha inviato il modello Red per comunicare i dati dei redditi riferiti al 2020.

Il Decreto Aiuti ter, infatti, prevede il recupero delle prestazioni indebite Inps e se non hai dichiarato i tuoi redditi, rischi di avere una riduzione della pensione o la revoca dell’invalidità. Vediamo quando è previsto il recupero e scopri se anche tu sei a rischio.

INDICE:

Pensione e invalidità: il recupero delle prestazioni indebite

Pensione e invalidità. In un nostro precedente articolo ti avevamo avvisato della possibilità di una riduzione pensione e invalidità o revoca pensione e invalidità da parte dell’Inps nei prossimi mesi.

Adesso questa possibilità diventa ancora più concreta in seguito all’approvazione, nel Decreto Aiuti ter, della misura che prevede il recupero delle prestazioni indebite Inps.

Già l’Istituto aveva avvisato, con il messaggio n. 3350 del 12 settembre, che avrebbe proceduto presto con la sospensione dell’invalidità e dell’assegno sociale per tutti coloro che non hanno presentato i dati del reddito posseduto dal 2018, e poi con la revoca definitiva del trattamento pensionistico.

Ma perché l’Inps sta procedendo in tal senso? Vediamolo nel prossimo paragrafo.

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Pensione e invalidità: perché bisogna dichiarare il reddito all’Inps

Pensione e invalidità. Visto che i trattamenti assistenziali vengono erogati dall’Inps sulla base del reddito posseduto, hai l’obbligo di comunicare la tua posizione reddituale se percepisci uno di questi trattamenti:

La comunicazione è obbligatoria perché l’Istituto deve verificare che i limiti di reddito stabiliti per beneficiare della prestazione non vengano superati.

Molti beneficiari del trattamento assistenziale non sono tenuti a presentare dichiarazione dei redditi per cui l’Inps, se non ha degli archivi a cui fare riferimento per la verifica reddituale, ha necessità di conoscere questo dato dal beneficiario.

Altri percettori, inoltre, omettono di presentare la dichiarazione, anche se sono tenuti a farlo, per cui l’Inps si ritrova nella posizione di cui sopra.

L’Istituto ha comunicato di aver inviato un sollecito a 36.763 percettori dei trattamenti appena elencati, per invitarli a presentare al più presto il Modello RED.

Tra questi potresti esserci anche tu e la situazione non è piacevole, visto che anche nel Decreto Aiuti-ter è stato approvato il recupero delle somme indebitamente ricevute.

Ma andiamo ad analizzare quello che prevede il Decreto Aiuti.

Il 2023 potrebbe essere anche l’anno che stabilirà il nuovo limite di età pensionabile. Si andrà in pensione prima con il Governo Meloni? Scoprilo in questo articolo.

Pensione e invalidità: cosa prevede il Decreto Aiuti-ter

Pensione e invalidità il Decreto Aiuti-ter pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 settembre 2022, tra le altre cose stabilisce delle novità anche sulle pensioni, l’invalidità civile e altre prestazioni Inps.

In particolare, è prevista la verifica dei requisiti reddituali e vengono stabilite delle misure per il recupero delle somme ritenute indebite. Quello che praticamente sta facendo l’Inps.

Le prestazioni sottoposte a verifica sono contenute nell’art. 13, comma 2, della legge 30 dicembre 1991 n. 412 e sono relative all’anno di imposta 2020.

Oltre a queste, sono anche interessate le prestazioni che rientrano nelle verifiche stabilite dall’art. 35 comma 10-bis del decreto legge 30 dicembre 2008 n. 207 (le abbiamo elencate nel paragrafo precedente), relative all’anno di imposta 2019.

In sintesi: se non hai comunicato la tua situazione reddituale riferita agli anni 2019 e 2020 all’Inps, sei a serio rischio di riduzione pensione e invalidità o revoca pensione e invalidità.

Andiamo a vedere nel dettaglio cosa potrebbe succedere.

Aumento pensione di invalidità: cosa ha proposto il centrodestra in campagna elettorale? Ne parliamo in questo articolo su invaliditaediritti.it.

Pensione e invalidità: cosa succederà se non hai inviato il modello Red

Pensione e invalidità. Facciamo un po’ di chiarezza per vedere i tempi stabiliti dall’Inps per concederti di rimediare alla regolarizzazione della tua posizione.

Dunque: l’Inps ha comunicato, in data 12 settembre, di aver inviato la comunicazione in merito alla presentazione della posizione reddituale a 36.763 percettori di prestazioni assistenziali. Quindi immaginiamo che l’operazione sia stata fatta nella prima settimana di settembre.

Dalla ricezione di questa raccomandata, avevi 60 giorni di tempo per comunicare i tuoi redditi, utilizzando la domanda di “Ricostituzione reddituale per sospensione art. 35 comma 10 bis DL n. 207/2008”. Quindi: fino a fine ottobre, per chi lo ha fatto, si intende.

Se entro fine ottobre l’Inps non riceve alcuna comunicazione, procederà con l’azzeramento della prima rata utile e riceverai un’ulteriore comunicazione relativa alla prossima sospensione del trattamento.

Sempre dalla ricezione di quest’ultima, avrai 120 giorni di tempo per metterti in regola: fino a fine gennaio 2023.

Al termine di questi 120 giorni, se ancora non avrai comunicato nulla all’Inps, ti verrà revocata definitivamente la pensione di invalidità e l’Istituto provvederà a calcolare il debito relativo agli anni di reddito non dichiarati, ovvero dal 2018 al 2022.

Attenzione: assegno sociale, pensione sociale e assegno sostitutivo hanno tempistiche diverse per la regolarizzazione.

Per questi trattamenti, sarà inviata una sola comunicazione dall’Inps e il tempo per metterti in regola è di 60 giorni. Al termine di questi, l’Inps procederà immediatamente con la sospensione del trattamento.

Il Decreto Aiuti-ter stabilisce che il recupero delle prestazioni sarà avviato entro il 31 dicembre 2023.

Il Decreto Aiuti-ter ha previsto anche una nuova indennità una tantum: il bonus 150 euro. Scopri se spetta anche a te e in quali casi è possibile ricevere più bonus 150 euro a famiglia.

Tolte o ridotte pensione e invalidità entro il 2023: a loro

Pensione e invalidità: come evitare riduzione e revoca

Pensione e invalidità. C’è un solo modo per evitare la riduzione pensione e invalidità e la revoca pensione e invalidità: dichiarare i tuoi redditi. Se poi sai che hai superato i limiti e non hai più diritto alla prestazione, non ha senso farlo: la prestazione verrà sospesa in ogni caso.

Se invece i tuoi redditi rientrano nei limiti e ne hai ancora diritto, segui la procedura per metterti in regola:

Poi vai su:

  • Prestazioni e servizi;
  • Servizi;
  • Domanda di prestazioni pensionistiche: Pensioni, Ricostituzione, ratei maturati e non riscossi. Certificazione del diritto a pensione;
  • Variazione prestazione pensionistica;
  • Ricostituzioni/supplementi;
  • Ricostituzione pensione;
  • Reddituale;
  • Per sospensione art. 35 comma 10 bis DL n. 207/2008.

Se non hai le credenziali o trovi difficoltà a procedere, puoi sempre affidarti a un Caf o a un patronato.

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