Reddito di cittadinanza, meno soldi con l’affitto per loro

Reddito di cittadinanza, meno soldi per i percettori: incompatibilità tra bonus affitto dei Comuni e Quota B per l'affitto.

6' di lettura

Novità in arrivo per i percettori di reddito di cittadinanza. Chi percepisce il sostegno anti-povertà si vedrà ridurre il contributo per l’affitto. Andiamo a scoprire nel dettaglio di cosa stiamo parlando, in riferimento anche all’ultimo messaggio Inps (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice:

Reddito di cittadinanza, ecco chi avrà meno soldi

Attraverso il messaggio del 19 ottobre 2022, il n. 3782, l’Inps ha chiarito quali sono le nuove modalità di comunicazione dei dati relativi ai contributi per l’affitto dei Comuni che vengono corrisposte a persone con difficoltà economica.

Nello specifico, si tratta dell’inserimento dei dati in automatico per distinguere coloro che possono percepire la Quota B del reddito anti povertà da quelli che invece non possono.

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Si parla dell’erogazione di un importo ridotto del reddito di cittadinanza per chi prende il contributo per l’affitto, chiamato anche bonus affitto, da parte dei Comuni.  

 Il reddito di cittadinanza è quella misura introdotta attraverso il decreto legge numero 4 dello scorso 28 gennaio 2019 e che è entrata in vigore nell’aprile del medesimo anno. La prestazione economica prevede due quote distinte:

  • la prima, la quota A, è relativa all’integrazione del reddito;
  • la seconda, la quota B, si riferisce al canone di locazione annuo e può arrivare fino a un massimo di 3.360 euro all’anno, pari a una somma di 280 euro al mese.

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Per fare un esempio, un cittadino singolo che percepisce il reddito di cittadinanza ma che non è in affitto potrà avere mensilmente fino a un massimo di 500 euro, dall’altra parte un cittadino singolo in affitto riceverà il reddito di cittadinanza mensile fino ad un massimo di 780 euro (500 euro di quota base + 280 euro max di contributo per l’affitto).

Per chi percepisce la pensione di cittadinanza, la misura sorella del reddito di cittadinanza ma rivolta unicamente ai cittadini di età pari o superiore a 67 anni o a cittadini non autosufficienti, invece, il contributo economico ad integrazione per pagare l’affitto scende a 150 euro al mese.

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Anche a chi deve corrispondere le rate del mutuo mensilmente, e percepisce il reddito di cittadinanza, viene erogato un contributo mensile pari a 150 euro, ben 30 euro in meno rispetto a chi è in affitto.

L’articolo numero 1, comma 6, del 19 luglio 2021 relativo al decreto del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, ha stabilito che qualora il Comune di residenza corrisponda al cittadino il bonus affitto, mediante il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, questo sussidio non potrà essere cumulabile con quello del reddito di cittadinanza e, pertanto, al beneficiario della prestazione pentastellata sarà revocata la Quota B.

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Insomma, è stata sancita l’incompatibilità tra la Quota B del Rdc e il contributo mensile dei Comuni. Andiamo a scoprire subito quali sono le modalità operative previste dall’Inps per i Comuni.

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Reddito di Cittadinanza e contributo per l’affitto, le modalità operative dei Comuni

Per stabilire l’incompatibilità tra il reddito di cittadinanza e il contributo per l’affitto, chiamato anche bonus affitto, Inps ha spiegato messaggio 3782 dello scorso 19 ottobre 2021 le modalità operative attraverso cui gli stessi Comuni dovranno procedere all’inoltro dei dati dei cittadini che ricevono in automatico il reddito di cittadinanza e il contributo per l’affitto, in modo tale che avvenga una compensazione automatica tra i sue sostegni, dunque tra la Quota B e il sussidio comunale.

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In particolare, i dati relativi ai percettori dovranno essere riportati nell’apposita Sezione dell’Informativo delle prestazioni e dei bisogni sociali – SIUSS – che è gestito completamente dall’Inps. Nello specifico, nel messaggio dell’Istituto si legge in merito alla sezione:

“A1.05.01 – Contributi economici per affitti erogati dai Comuni a valere sulle risorse del Fondo nazionale a sostegno delle locazioni (L.431/98) non cumulabili con la quota b del Reddito di Cittadinanza”.

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I comuni, nella categoria A1.05.01 dovranno inserire tutti i dati relativi agli affitti che sono stati elargiti dagli stessi Comuni nel biennio 2021 – 2022. I dati dei contributi non dovranno avere il carattere della prestazione occasionale, ma periodica. Dunque, non una tantum, ma costante. Questo, anche qualora il contributo per l’affitto fosse stato corrisposto in una sola soluzione.

reddito di cittadinanza
reddito di cittadinanza e contributi comuni

Reddito di cittadinanza e contributo per l’affitto, le istruzioni

In questo caso, i cittadini percettori di reddito di cittadinanza non dovranno fare nulla, ma sarà compito degli stessi Comuni aggiornare la sezione e inserire i dati, quali:

  • la data di pagamento, dunque, la data in cui è iniziato il versamento regolare della prestazione;
  • la data in cui il Comune ha terminato di corrispondere l’erogazione;
  • il numero totale di mesi in cui il cittadino è riuscito a beneficiare del contributo;
  • l’importo che il Comune ha corrisposto ogni mese. In questo caso, se il Comune ha corrisposto il contributo in una sola soluzione, occorrerà che venga calcolato l’importo, ripartendolo in quote mensile, per mettere in evidenza il bonus mensile;
  • la data effettiva in cui il contributo è stato pagato al mese.

Tutti i pagamenti corrisposti in anni differenti dal biennio sopracitato dovranno essere inseriti nella sezione A1.05 dallo stesso Comune.

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Inps, nel suo messaggio, ha anche specificato che la trasmissione dei dati dovrà essere effettuata secondo le regole stabilite dallo stesso istituto, altrimenti occorrerà provvedere ad una nuova trasmissione degli stessi.   

Infine, nel documento si legge anche:

Si rappresenta che […] i contributi erogati dai Comuni per la morosità incolpevole […] dovranno essere trasmessi nella stessa categoria del SIUSS A1.05.01, con le medesime modalità indicate al precedente paragrafo 1. Anche per questa tipologia di contributo, infatti, sussiste l’onere di recupero sull’eventuale “Quota b” destinata alla locazione del reddito di cittadinanza. Sulla base dei dati trasmessi dai Comuni, secondo le modalità sopra descritte, l’Istituto provvederà a operare le dovute compensazioni.”

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