Riforma della riscossione: pignoramento rapido. Ecco come

Riforma della riscossione: il pignoramento sarà più rapido, a disposizione dell'Agenzia delle Entrate più armi per controllare conti correnti e non solo. L'attività di recupero sarà semplificata e migliorata. Mancano ancora le garanzie dovute al contribuente. Vediamo cosa cambia per i cittadini.

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La riforma della riscossione è arrivata alle battute conclusive, insieme a quella del Fisco. E può essere riassunta così: consentirà all’Agenzia delle Entrate e Riscossione un controllo molto più stringente sui contribuenti e una serie di correttivi potranno velocizzare il recupero dei crediti di cittadini morosi. Significa anche pignoramenti quasi immediati.

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Tre sono i punti principali della riforma della riscossione:

  • migliorare e velocizzare l’attività di recupero;
  • facilitare l’accesso alle banche dati a disposizione dell’Amministrazione finanziaria (comprese quelle sui conti correnti);
  • eliminazione di una serie di costi e procedure.

Riforma della riscossione: accorpamento agenzie

Questi i tre capisaldi, ma nel frattempo ci sarà l’accorpamento dell’Agenzia delle Entrate con gli uffici della Riscossione, con un contestuale trasferimento di personale dalla seconda alla prima.

L’obiettivo è chiaro: migliorare il punto debole, che è appunto quella della riscossione dei crediti. Ma anche quello di dare continuità al servizio.

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Riforma della riscossione: task forze anti evasione

Alla base di questa riforma della riscossione la possibilità aumentare il contrasto a qualsiasi forma di evasione o elusione fiscale.

Se a questo si aggiunge l’obbligo per quasi tutti i pagamenti del tracciamento digitale e la riduzione delle somme che si possono pagare in contanti, beh, il quadro è chiaro: per chi ha intenzione di evadere le tasse la questione si fa molto più complicata.

Riforma della riscossione: sarà presto operativa

I criteri per la riforma della riscossione sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri. Anche in questo caso è stata necessaria una corsa contro il tempo. Il documento è stato consegnato poco prima del sì alla relazione sulla stato della riscossione che è stato depositato dal ministero dell’Economia a metà luglio. L’approvazione è arrivato dalla Commissione Finanze di Camera e Senato.

In pratica significa che questa riforma della riscossione diventerà presto operativa. Sarà infatti la base per un intervento immediato che sarà inserito nella legge di Bilancio e che prevede proprio una revisione significativa dell’attuale sistema di recupero coattivo di imposte e contributi.

Riforma della riscossione: pignoramenti rapidi e facili

Abbiamo accennato ai pignoramenti rapidi. Ed è proprio così. Nella relazione consegnata alle Camere uno dei punti salienti è quello che riguarda la possibilità di accesso dell’Agenzia alla banca dati della fatturazione elettronica.

In questo modo sarà più semplice ed efficace effettuare il pignoramento presso terzi.

Riforma della riscossione: conti correnti sotto controllo

Ma non è tutto. Si chiede di fornire all’Agenzia delle Entrate e Riscossione un accesso più completo all’Anagrafe dei rapporti finanziari, che consentirà al Fisco di avere continuamente sotto osservazione i conti correnti dei contribuenti. Ma soprattutto di agire con i pignoramenti a colpo sicuro, conoscendo la situazione economica di tutti i correntisti.

Ricordiamo che per la procedura di pignoramento all’Agenzia non serve l’autorizzazione di un giudice. Basta l’emissione di una cartella esattoriale.

Una batteria di fuoco per l’Agenzia delle Entrate e Riscossione, che aumenterà il controllo del Fisco sui cittadini.

Riforma della riscossione: nel mirino i crediti esigibili

Sarà depotenziata la procedura per il recupero di crediti ormai inesigibili. Inutile perdere tempo. Le risorse saranno liberate per rinforzare azioni di recupero possibili. In questo modo sarà meno problematico raggiungere gli obiettivi di riscossione che saranno posti ogni anno come obiettivo minimo per l’Agenzia.

In questa stessa direzione è andata anche la cancellazione delle cartelle esattoriali emesse tra il 2000 e il 2010. È stato eliminato un fardello di arretrati che rallentava il lavoro degli ispettori del Fisco senza garantire nessun risultato concreto.

Riforma della riscossione: e le garanzie per il contribuente?

In tutto questo non si fa accenno alle garanzie che pure devono essere assicurate al contribuente.

E in particolare:

  • parificazione degli interessi a debito e a credito;
  • potenziamento delle dilazioni.

Si spera che questi interventi saranno inseriti nella riforma della riscossione nelle prossime settimane (con i decreti attuativi).

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