Riforma delle pensioni 2023, tutte le novità

Riforma delle pensioni 2023, tutte le novità proposte dai partiti, come si disegna la nuova previdenza. Al momento nessuna coalizione ha proposta una riforma strutturale vera, ma solo degli “aggiustamenti” che consentono di superare la Fornero. Il centrodestra vuole aumentare le pensioni minime tagliando il Reddito di Cittadinanza.

5' di lettura

Riforma delle pensioni 2023, tutte le novità proposte dai partiti in campagna, molte potrebbero essere adottate dal prossimo governo. Anche per questo conoscerle bene ora potrebbe indicarci il futuro prossimo del sistema pensionistico nazionale. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Le certezze intorno alle quali si muovono i partiti sono queste:

  • superamento delle legge Fornero;
  • maggiore flessibilità in uscita;
  • incremento delle pensioni più basse.

Su questo tema abbiamo già scritto, seguendo le evoluzioni del dibattito pubblico. Potrebbe interessarti una prima analisi su cosa cambia nel 2023 e su come sarà dopo il voto. O anche i rischi che si corrono senza una riforma delle pensioni e quali sono le possibilità per andare in pensione in questo 2022.

Riforma delle pensioni 2023: nessun disegno complessivo

Ora, diciamolo: tutti i partiti fanno delle proposte, quello che manca è un disegno complessivo, una vera riforma strutturale del sistema. Che era l’obiettivo al quale stava lavorando il governo Draghi insieme alle parti sociali. Il percorso era ben avviato, bisognava superare qualche inevitabile ostacolo, ma si stava disegnando – almeno nelle intenzioni – un sistema previdenziale che consentiva uscite anticipate (e non troppo penalizzanti) con tutele a donne, lavoratori fragili, caregiver e giovani.

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Tutto quel lavoro potrebbe essere ripreso o finire nel cestino. Dipende solo dal prossimo esecutivo. Bisognerà vedere, per ora queste sono le proposte.

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Riforma delle pensioni 2023: centrodestra

Partiamo dal centrodestra. Forza Italia parte da un punto centrale: l’adeguamento a 1.000 euro al mese delle pensioni minime e dei trattamenti di invalidità civile. Oggi con le maggiorazioni gli importi di questi trattamenti arrivano 680 euro, ma solo se non ci sono altri redditi. Una misura che costerebbe molto? Vero. I soldi – sostiene il centrodestra – potrebbero arrivare dalla soppressione di bonus inutili e dal Reddito di cittadinanza (che intendono tagliare o azzerare del tutto).

L’altro cavallo di battaglia del centrodestra, o meglio della Lega, è Quota 41 per tutti i lavoratori (in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età) e la riconferma di Quota 102, che scade a fine anno (ma che non è stata utilizzata da molti lavoratori). Si propone di mantenere le fasce di perequazione per il calcolo della rivalutazione delle pensioni (rispetto all’inflazione) e si escludono tagli alle pensioni d’oro.

Riforma delle pensioni 2023: centrosinistra

Il centrosinistra è un po’ più orientato a confermare alcune delle proposte che erano state inserite nel progetto di riforma delle pensioni strutturato dal governo Draghi, con qualche integrazione.

In particolare:

  • quota 41;
  • la conferma e la strutturazione di Opzione donna e Ape sociale;
  • uscita a 62 anni (con penalizzazione per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni);
  • sostegni a mamme, disabili, caregiver, con contributi figurativi e coefficienti di trasformazione (quelli che determinano l’importo) più elevati.

Riforma delle pensioni 2023: 5Stelle e Centro

Più o meno sulla stessa linea le soluzioni proposte dal Movimento 5 Stelle, che propone anche una pensione di garanzia per i giovani, in particolare per tutte le persone che hanno iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995 (ovvero tutti i lavoratori che rientrano nel calcolo contributivo).

Questo indirizzo per la riforma delle pensioni è quello che si desume anche dai programmi che sono stati presentati da Italia Viva e Azione, i due partiti di centro.

Riforma delle pensioni 2023: i singoli partiti

Insomma, posizioni un po’ diverse. Orientate anche a visioni che non coincidono quasi in nulla.

In tutti i casi e qualsiasi sia la strada scelta dal governo che verrà, non sarà possibile prescindere da un elemento: la sostenibilità delle misure. Una sostenibilità che non può riguardare solo l’oggi e gli anni immediatamente successivi, ma il futuro, quello prossimo e quello un più lontano. Per un motivo preciso: garantire le tutele previdenziali e assistenziali anche per chi è giovane oggi.

Ma vediamo in sintesi quali sono le proposte dei singoli partiti:

Riforma delle pensioni 2023: partiti del centrodestra

  • Fratelli d’Italia
    • Superamento del Reddito di Cittadinanza;
    • aumento delle pensioni minime;
    • contributi figurativi alle mamme;
  • rivalutazione delle pensioni per arginare gli effetti della svalutazione.
  • Forza Italia
    • Pensioni minime e di invalidità a 1.000 euro;
    • Flessibilità in uscita;
    • rivalutazione delle pensioni.
  • Lega
    • Quota 41 per tutti;
    • pensione di garanzia a 1.000 euro per i giovani;
    • Opzione donna strutturale;
    • Rinnovo Quota 102;
    • riscatto leggero della laurea.

Riforma delle pensioni 2023: partiti del Centrosinistra

  • Pd
    • Opzione donna e Ape sociale strutturale;
    • Quota 31 per tutti;
    • Pensione anticipata a 62 anni con penalizzazione sulla quota retributiva;
    • Pensione di garanzia per i giovani;
    • contributi figurativi per mamme e disabili.
  • Verdi/Sinistra
  • Quota 41 per tutti i lavoratori;
  • Uscita a 62 anni senza penalizzazioni;
  • contributi figurativi per disoccupati, madre e disabili.

Riforma delle pensioni 2023: proposte del Movimento 5 Stelle

  • Aumento delle pensioni di invalidità;
  • Quota 41 per tutti i lavoratori;
  • Conferma del Reddito di Cittadinanza;
  • Aumento della lista dei lavori gravosi;
  • Ape sociale e Opzione donna strutturali;
  • Uscita anticipata a 62/63 anni senza penalizzazioni.
Riforma delle pensioni 2023, tutte le novità

Riforma delle pensioni 2023: partiti del Centro

Azione/Italia Viva

  • Ape sociale strutturale;
  • Flessibilità in uscita con penalizzazione;
  • Riscatto agevolato dei vuoti contributivi.

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