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Riforma delle pensioni e flessibilità in uscita

Riforma delle pensioni e flessibilità in uscita: nel documento di economia e finanza solo un accenno alla riforma che avrebbe dovuto essere varata ad aprile.

di The Wam

Aprile 2022

Riforma delle pensioni e flessibilità in uscita, nel Documento di economia e finanza (Def) si fa riferimento alla necessità di rivedere il sistema delle pensioni anticipate. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Ma è solo un accenno, così come si cita la necessità di garantire delle prospettive concrete per le giovani generazioni. Niente di più. Eppure ad aprile avrebbe dovuto essere definito l’intero pacchetto di innovazioni indispensabili per garantire proprio questi due punti:

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Riforma delle pensioni e flessibilità in uscita: obiettivo mancato

Obiettivo mancato, per ora. E sarà difficile recuperare nei prossimi mesi. A gennaio il governo si era invece espresso con un certo ottimismo: nel documento di economia e finanza di aprile ci sarebbe stata una ipotesi di accordo per la riforma previdenziale. Ma non solo, si sarebbe andati anche molto oltre, con la previsione dell’impegno economico che la ristrutturazione dell’impianto previdenziale avrebbe rappresentato per le casse dello Stato.

In pratica sarebbe mancata solo la definitiva approvazione in Parlamento per avere una nuova legge.

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Riforma delle pensioni e flessibilità in uscita: dichiarazione d’intenti

È andata diversamente. Del Def non c’è nulla di tutto questo, solo una nuova dichiarazione d’intenti. La stessa che è stata ripetuta anche quando è iniziata la discussione sulla riforma delle pensioni.

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Certo, la guerra in Ucraina ha avuto il suo peso. E infatti così si legge nel Def: «L’attuale contingenza non deve farci distogliere l’attenzione dalle politiche strutturali già avviate nei settori strategici della transizione ecologica e digitale, della competitività del sistema economico, della sanità e del welfare, con particolare riguardo all’assetto del sistema pensionistico per il quale, nel pieno rispetto dell’equilibrio dei conti pubblici, della sostenibilità del debito e dell’impianto contributivo del sistema, occorrerà trovare soluzioni che consentano forme di flessibilità in uscita ed un rafforzamento della previdenza complementare. Occorrerà, altresì, approfondire le prospettive pensionistiche delle giovani generazioni».

Riforma delle pensioni e flessibilità in uscita: guerra

Dove l’attuale contingenza è la guerra (con la crisi energetica, l’inflazione e le difficoltà nel reperire anche materie prime alimentari). Tutto il resto è ancora in una fase assolutamente preliminare, riforma delle pensioni compresa.

Riforma delle pensioni e flessibilità in uscita: premesse negative

Le premesse del resto erano negative. Gli incontri tra il governo e i sindacati erano stati sospesi per la guerra in Ucraina. Senza dimenticare che comunque le parti erano ancora distanti, in particolare sulla questione della flessibilità in uscita.

E ora? Adesso bene che vada tutto si sposta a settembre. Il governo ha promesso che gli incontri con i sindacati riprenderanno. Ma sono promesse appunto.

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Riforma delle pensioni e flessibilità in uscita: situazione economica

La verità è che la guerra e la crisi economica che ne deriva hanno complicato i piani. Se al conflitto si aggiungono i due anni precedenti, caratterizzati dalla pandemia, il quadro è completo.

Se il Pil (prodotto interno lordo) era stimato in crescita del 4,8% a inizio anno, ora quelle ottimistiche previsioni si sono ridotte fino ad arrivare al 3% e tutto lascia supporre che la discesa contunui. Se a tutto questo si aggiunge una inflazione che non era mai stata così alta da decenni e lo spread che continua a crescere, i segnali portano molto lontano dall’ottimismo.

Riforma delle pensioni e flessibilità in uscita: Ape Sociale e Opzione Donna

La guerra resta un punto interrogativo al momento senza risposte. Potrebbe concludersi tra poche settimane o continuare a lungo. Ma comunque gli effetti del conflitto si faranno sentire. Il che significa che anche a settembre sarà difficile sciogliere i nodi che ancora impediscono di affrontare in maniera sistematica e definitiva la riforma complessiva del sistema pensionistico.

In questo si potrebbe arrivare a una nuova proroga per le due uscite anticipate che sono già previste, l’Ape Sociale e Opzione donna e la riforma sarà rinviata inevitabilmente al 2023, quando però a occuparsene sarà il nuovo esecutivo.

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