Riforma delle pensioni: dal 2022 quota 102, poi si vedrà

Riforma delle pensioni: dal 2022 si uscirà dal lavoro con Quota 102, 64 anni e 38 di contributi, nel frattempo si discuterà di una riforma complessiva della previdenza. Il presidente del Consiglio ha evitato lo scontro con le parti sociali, ma continua a ritenere il ritorno alla Legge Fornero la soluzione possibile per garantire la pensione anche a chi è giovane oggi.

4' di lettura

La tanto attesa riforma delle pensioni ha partorito una mini decisione: dal 2022 chi vorrà anticipare l’uscita potrà farlo con Quota 102, e quindi 64 anni e 38 di contributi. Poi si vedrà il prossimo anno. Nel frattempo sono state anche prorogate Ape Sociale ed Opzione Donna.

Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su Whatsapp, Telegram, Facebook, Instagram e YouTube.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha preferito evitare lo scontro con i sindacati e con alcuni partiti dell’esecutivo (Lega in primis).

Non ci sarà dunque, per ora, nessuna road map per il ritorno alla Legge Fornero (uscita a 67 anni), anche se il premier è convinto che quella sia l’unica strada per mettere in sicurezza il sistema italiano e garantire la pensione anche a chi oggi è giovane.

Riforma delle pensioni: ora Quota 102 e poi?

E quindi dal 2022 si andrà in pensione con Quota 102, ma cosa accadrà dall’anno dopo?

Nelle intenzioni del governo da gennaio si inizierà a discutere con le parti sociali. Bisognerà stabilire le forme di flessibilità da adottare per un ritorno graduale, ma inevitabile, alla legge Fornero e nel contempo, avviare una riforma delle pensioni strutturale, inserita in un quadro di riforma complessiva della previdenza.

Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo whatsapp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook . Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale YouTube

Riforma delle pensioni: evitate mediazioni complesse

Il presidente del Consiglio dopo il duro confronto con i sindacati di martedì e le fibrillazioni all’interno della maggioranza, ha scelto di scongiurare il muro contro muro. Ha preferito evitare mediazioni complesse e rinviare la discussione al prossimo anno, quando ci sarà più tempo a disposizione e una eventuale ripresa economica del Paese potrebbe muoversi su binari più consolidati.

Ma che si debba mettere mano alla riforma delle pensioni non c’è dubbio.

L’approdo resta quello: la Legge Fornero, magari con un corollario di misure che possano incentivare una certa flessibilità in uscita, ma tutto nel segno della sostenibilità. Non solo per oggi, ma soprattutto per domani.

Riforma delle pensioni e il futuro dei giovani

I giovani e il loro futuro sono il centro del piano di rilancio del governo. Pensare a quello che accadrà tra dieci, venti, trent’anni e non mirare al risultato politico (ed elettorale) immediato.

Il governo aveva proposto, per superare Quota 100, delle soluzioni comunque molto rigide.

Come la Quota 102 per il 2022 e Quota 104 nel 2023. Con un fondo ulteriore di 500 milioni per facilitare le uscite dei lavoratori penalizzati dalla fine di Quota 100 e agevolare la pensione anticipata dalle piccole e medie aziende in crisi o per chi ha trascorso la vita a lavorare con mansioni usuranti.

Riforma delle pensioni: forse tocca al prossimo governo

C’è la concreta possibilità che la riforma delle pensioni toccherà al prossimo governo. Uno scoglio duro.

Bisognerà mettere insieme le esigenze dell’approvazione popolare con la dura legge dei numeri. In gioco, lo ribadiamo, c’è tantissimo: la pensione di chi oggi è ancora giovane. Un bel banco di prova, e di maturità, per chi dovrà cimentarsi alla guida del Paese dopo Draghi e la pandemia.

Non è stata rinviata solo la riforma delle pensioni. È slittata la decisione sul taglio delle tasse. Un taglio di 8 miliardi. Bisognerà decidere come e dove utilizzare quelle risorse. Se ne discuterà con i sindacati e Confindustria.

Riforma delle pensioni, e il taglio delle tasse?

Una parte significativa di quei fondi potrebbe essere destinata alla riduzione del costo del lavoro (che in Italia è più alto che altrove in Europa). L‘Irap invece non dovrebbe essere tagliata.

La ripresa del dialogo con le parti sociali serve anche a rilanciare quel patto sociale che per Mario Draghi è essenziale per consentire una ripresa armonica del Paese. Quel patto sociale che ha vacillato nei giorni scorsi proprio durante le trattative sulla riforma delle pensioni.

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su YouTube | Google | Gruppo Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie