Riforma delle pensioni, si va verso Quota 102

Riforma delle pensioni: nella legge di Bilancio potrebbe essere previsto un “fondone” per garantire l'uscita anticipata anche dopo la fine di Quota 100. Saranno necessari 64 anni di età e 38 di contributi, non è ancora chiaro se sarà possibile uscire a 62 anni con 40 di contribuzione. Sarà valido per due anni. Le altre misure in programma in attesa della riforma strutturale.

4' di lettura

La riforma delle pensioni è uno dei nodi centrali della prossima legge di Bilancio. Insieme alla previdenza, sono in discussione anche il fisco (con un intervento rilevante sul fronte riscossione e la riduzione complessiva delle tasse), gli ammortizzatori sociali, la sanità e un nuovo intervento per attenuare gli effetti del rincaro energetico sulle bollette.

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Riforma delle pensioni: lo scalone di Quota 100

Tutti temi di grande rilevanza, che riguardano il futuro prossimo del welfare italiano. Temi dunque che interessano tutti noi e molto da vicino.

In questo articolo ci occupiamo in particolare della tanto attesa riforma delle pensioni.

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Riforma delle pensioni: tre aspetti

Si sta lavorando su tre aspetti che sono convergenti:

  • la riduzione dello scalone di 5 anni dopo la fine di Quota 100 (in pensione a 62 anni con 38 di contributi);
  • la modifica della Legge Fornero (in pensione a 67 anni);
  • le pensioni anticipate.

Riforma delle pensioni: le conferme

Sul tavolo al momento, oltre all’ampliamento dell’Ape Sociale, del Contratto di espansione e l’Opzione Donna, c’è l’ipotesi di un “fondone”. Ovvero un finanziamento che assicuri per un periodo transitorio di due anni l’uscita anticipata anche dopo la fine di Quota 100, che scade il 31 dicembre del 2021.

Riforma delle pensioni: Quota 102

Cosa sarà possibile con questo fondone?

Il prepensionamento con 64 anni di età e 38 di contributi. Una sorta di Quota 102. Nel provvedimento che è ancora in discussione non si specifica se si potrà accedere a questo prepensionamento con 62 anni di età e 40 di contributi.

Con questa soluzione all’assistito verrebbe garantito fino al raggiungimento dell’età pensionabile un assegno uguale al trattamento maturato.

Riforma delle pensioni: le misure prorogate

La soluzione fondone, così come l’allargamento della platea per le misure che già sono attive e verranno prorogate (Ape Sociale e le altre), non rappresenta certo il cuore della riforma delle pensioni che verrà.

In questo momento la prerogativa del governo è quella di evitare la penalizzazione per chi dovrebbe andare in pensione nel prossimo anno ma dopo la fine di Quota 100 sarà costretto a rinviare l’uscita di almeno 5 anni rispetto a chi ha potuto usufruire nel 2020 di quella finestra.

E in questo quadro si può leggere l’ipotesi fondone.

Le altre misure andranno a tutelare le persone fragili, i lavoratori precoci, chi è stato impegnato in attività gravose, le donne e i disoccupati.

Riforma delle pensioni ancora in embrione

Tutte cose sacrosante, ma non si vede ancora l’embrione di una riforma delle pensioni complessiva.

Una riforma che sia sostenibile, equa: capace di assicurare una assistenza adeguata a chi oggi si appresta ad uscire dal mercato del lavoro e in grado di garantire un trattamento pensionistico futuro a chi oggi è giovane.

La riforma delle pensioni non è stata ancora affrontata in modo complessivo perché bisogna prima verificare i fondi a disposizione dello Stato.

Riforma delle pensioni: costi e sostenibilità

Non è semplice. Solo l’adeguamento delle pensioni alla svalutazione ha un costo di 2, 3 miliardi di euro. E la spese per le casse pubbliche del riscatta gratis della laurea viaggia invece intorno ai 4, 5 miliardi (e per questo al momento sembra improbabile).

Un mare di soldi che rende complicato qualsiasi intervento se non si vuole rischiare di pregiudicare l’equilibrio economico dell’ente di previdenza.

Con l’inevitabile aumento del numero delle pensioni solo contributive, e il calo conseguente di quelle retributive (molto più onerose), il quadro economico del sistema pensionistico italiano dovrebbe migliorare. E forse la riforma delle pensioni verrà affrontata dopo quella del fisco e degli ammortizzatori sociali per avere una definizione più precisa dei costi e delle risorse che sono disponibili.

Al momento sul piatto resta l’ipotesi Quota 102, ma solo per due anni.

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