Riforma fiscale e partite Iva, resta il forfait a 65mila euro

Riforma fiscale: per le partite Iva resta il forfait a 65mila euro, c'è l'accordo in commissione, ridotta l'Irped e tutelato il ceto medio. La riforma fiscale dovrebbe essere votata entro luglio, c'è l'intesa di massima dei partiti su molti punti. Si va verso una ridefinizione delle rendite catastali e la lotta all'evasione, nel rispetto della privacy e della tutela dei cittadini.

4' di lettura

Riforma fiscale e partite Iva, resta il forfait con ricavi e compensi fino a 65mila euro. Ma non solo: è stato anche previsto un aumento graduale per chi supera quella soglia. E cioè: per chi supera il limite dei 65mila non si torna brutalmente all’Irpef.

La strada scelta, dopo una serie di mediazioni, è questa: per restare all’interno del regime forfettario, nei due anni d’imposta successivi, si deve dichiarare un incremento del volume d’affari di almeno il 10%.

L’aliquota salirebbe dal 15 al 20%. Un trattamento migliore, e per ovvi motivi, per le startup, dove si passerebbe dal 5 al 10%.

La proposta della riforma fiscale e partite Iva è stata approvata dalle commissioni Finanze di Camera e Senato.

Del resto, proprio la conferma del forfait, seppur modificato, rappresenta una delle basi di partenza per la riforma.

Riforma fiscale e partite Iva: resta il forfait a 65mila euro

L’obiettivo è chiaro: dare impulso alla crescita economica. Quel limite a 65mila rischiava di essere uno scoglio importante per lo sviluppo di tante attività. I due anni di “tregua” prima di tornare all’Irpef potrebbero essere sufficienti per non mettere un freno alla crescita.

Ma c’è di più: la misura si accompagna a una riduzione dei poteri dell’Agenzia delle Entrate.

Riforma fiscale e partite Iva, ma non solo. Si è discusso anche dell’Irap, che potrebbe essere inglobata nell’Ires. Sono diverse le forze politiche che spingono per ridurre la pressione fiscale. Almeno laddove è possibile.

Riforma fiscale, il nuovo catasto

Al centro del dibattito anche la riforma del Catasto. In particolare, come sostiene il centrosinistra, per un riequilibrio a vantaggio degli immobili che si trovano nei piccoli comuni delle aree interne (che si stanno spopolando) e per quelli che risultano inagibili.

Ma mentre su riforma fiscale e partite Iva l’accordo è stato abbastanza agevole, su Irap e catasto non c’è ancora una posizione condivisa. E infatti non è stato votato un documento. Ma siamo ai dettagli.

I tempi sono stretti per l’approvazione della riforma fiscale. Si punta ad approvare entro la fine di luglio la legge delega del governo.

Riforma fiscale, la lotta all’evasione

L’altro aspetto importante della riforma fiscale, probabilmente il nodo centrale, quello che dovrebbe garantire anche un riequilibrio dei conti pubblici, è la lotta all’evasione.

Se da un lato c’è l’esigenza di concedere all’amministrazione finanziaria la possibilità di avere strumenti efficaci per individuare il nero, dall’altro è necessario anche preservare la privacy dei contribuenti.

Non sarà semplice trovare un equilibrio, ma è necessario.

Il fisco ambientale

Tra gli altri punti della riforma fiscale anche il fisco ambientale. E quindi una sistemazione dei vari bonus per la riqualificazione (energetica e non solo) degli edifici, ma anche anche detrazioni fiscali più consistenti per chi acquista un’auto che non inquina.

Tagli alle tasse del ceto medio

Per l’Irpef resta in piedi la proposta avanzata qualche settimana fa, con una riduzione del carico fiscale per il terzo scaglione, quello della cosiddetta classe media, con i redditi tra 28mila e i 55mila euro. Che è poi una fascia da 7 milioni di contribuenti.

Anche su questo punto i partiti sembrano aver trovato un terreno di intesa, il taglio della pressione fiscale su questa parte della popolazione sembra quindi certo. Mancano i dettagli, o meglio le cifre e le percentuali. Ma siamo ormai alle battute conclusive.

Per le imprese più piccole dovrebbe arrivare un addio all’Irap (inglobata nell’Ires).

Si discute infine anche dell’Imposta sul reddito dell’Imprenditore, ma questa strada sembra un po’ più in salita.

La riforma fiscale comunque è alle battute conclusive. Allo studio anche una semplificazione, con l’eliminazione di una lunga e inutile serie di microbalzelli che sono un fastidio e una spesa per i cittadini e non portano vantaggi reali alle casse dello Stato.

Vedremo. C’è meno di un mese di tempo. Poi conosceremo la nuova riforma fiscale.

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