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Riforma fiscale, come cambiano le tasse? Esempi per capire

Riforma fiscale e calcolo delle tasse: due ipotesi al vaglio, si passa a 3 scaglioni di IRPEF. Ecco chi ci guadagna e chi ci perde.

di Carmine Roca

Marzo 2023

Riforma fiscale e calcolo delle tasse: ecco alcuni esempi per capire come cambiano le tasse (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Riforma fiscale e calcolo delle tasse: cosa cambia?

Riforma fiscale e calcolo delle tasse: il governo Meloni sta per varare una revisione di tutto l’impianto di tassazione delle persone fisiche, dalla riduzione graduale dell’IRPEF, all’introduzione di una no tax area uguale per i lavoratori dipendenti e per i pensionati (attualmente sono diverse, 8.174 euro per i primi; 8.500 euro per i pensionati).

Probabilmente il testo della delega arriverà in Consiglio dei ministri già domani, giovedì 16 marzo, come ha spiegato Maurizio Leo, il vice-ministro dell’Economia.

In primo luogo andrà verso l’introduzione di un sistema a sole tre aliquote IRPEF, al posto delle attuali quattro: 23%, 25%, 35%, 43%.

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Riforma fiscale e calcolo delle tasse: aliquote IRPEF, due ipotesi al vaglio

Ad oggi sono due le ipotesi al vaglio del governo, con costi diversi da affrontare.

La prima prevede aliquote al 23%, al 33% e al 43% (costa 6 miliardi di euro).

La seconda confermerebbe le aliquote al 23 e al 43%, ma sostituirebbe l’aliquota al 33% con quella al 27%. Allo Stato costerebbe 4 miliardi di euro in più.

Oltre alle aliquote cambierebbero pure le fasce di reddito su cui applicarle.

Per saperne di più su cosa cambia in materia di stipendi e di IVA, con la riforma fiscale, ti consigliamo la lettura di questo nostro approfondimento.

Riforma fiscale e calcolo delle tasse: esempi prima ipotesi

Prendendo in considerazione la prima ipotesi, quella meno dispendiosa per le casse dello Stato e sicuramente più abbordabile, potremmo avere questi parametri:

Se passasse questa ipotesi, ci guadagnerebbe chi ha un reddito dai 20.000 ai 35.000 euro annui, con benefici maggiori all’aumentare del reddito.

Facciamo qualche esempio. Attualmente gli scaglioni di IRPEF sono i seguenti:

Oggi, chi ha redditi fino a 20.000 euro versa di IRPEF 4700 euro l’anno, così calcolato:

Se passasse la riforma con gli scaglioni al 23%, 33% e 43%, il contribuente, con lo stesso reddito, verserebbe di IRPEF 4.600 euro l’anno, 100 euro in meno rispetto ad oggi.

Con un reddito di 35.000 euro oggi si versano 9.150 euro di IRPEF l’anno:

Con la riforma si risparmierebbero 400 euro l’anno (8.750 euro di IRPEF).

Infine, con 50.000 euro di reddito, oggi si versano 14.400 euro di IRPEF l’anno, così calcolati:

Con la riforma la spesa scenderebbe a 13.700 euro annui (con un risparmio di 700 euro l’anno).

Per saperne di più su come cambiano deduzioni e detrazioni, ti consigliamo di leggere questo nostro approfondimento.

Riforma fiscale e calcolo delle tasse
Riforma fiscale e calcolo delle tasse: in foto una tastiera di pc, con il tasto TAX illuminato.

Riforma fiscale e calcolo delle tasse: esempi seconda ipotesi

La seconda ipotesi prevede questo sistema di calcolo:

Questo scaglionamento premierebbe soprattutto chi ha redditi tra 28.000 e 50.000 euro annui, mentre penalizzerebbe i redditi più bassi (dai 15.000 ai 28.000 euro annui).

Facciamo degli esempi: chi guadagna 35.000 euro oggi versa 9.150 euro di IRPEF, mentre con questa riforma ne verserebbe 8.800, con un risparmio annuo di 300 euro.

Chi ha un reddito di 50.000 euro, anziché versare 14.400 euro verserebbe 12.900 euro l’anno, con un risparmio di 1.500 euro.

Però, chi guadagna 25.000 euro l’anno, anziché il 25% (5.950 euro l’anno), verserebbe il 27% di IRPEF (6.150 euro l’anno), per una perdita di 200 euro l’anno.

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