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Riforma fiscale, come cambiano le tasse

Scopri come cambiano le tasse dopo l’approvazione definitiva della riforma fiscale.

di The Wam

Agosto 2023

Il governo ha approvato in via definitiva la riforma fiscale: vediamo cosa cambia per i cittadini e come si rimodulano le tasse. Sono molte le novità, a partire dalla riduzione delle aliquote Irpef. Entreranno in vigore dal prossimo anno. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Riforma fiscale aliquote Irpef

Il fulcro della riforma fiscale riguarda l’Irpef. Il progetto prevede una rimodulazione delle aliquote e degli scaglioni di reddito, che passano da 4 a 3.

Questo comporta l’accorpamento del primo e del secondo scaglione, con l’applicazione dell’aliquota più bassa del 23% fino a 28.000 euro di reddito.

Al contrario, per i rimanenti due scaglioni non ci saranno cambiamenti: l’Irpef sarà del 35% fino a 50.000 euro e del 43% per i redditi superiori.

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Molti i contribuenti godranno però di un risparmio in termini di minor imposta dovuta, grazie al principio di progressività dell’Irpef.

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Riforma fiscale: l’impatto sugli stipendi

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha stimato l’impatto della riforma fiscale Irpef sui redditi delle persone fisiche.

Secondo lo studio, la nuova riforma non porterà benefici ai contribuenti con redditi fino a 15.000 euro, già sottoposti all’aliquota Irpef del 23%.

Superata tale soglia, tutti i contribuenti godranno di un risparmio: per i redditi da 20.000 a 35.000 euro, la riduzione dell’aliquota Irpef porterà ad un risparmio minimo di 100 euro e massimo di 260 euro.

Com’è oggi con 4 scaglioni:

Numero ScaglioneScaglioni IRPEF 2023Aliquote IRPEF 2023
Fino a 15.000 euro23%
Tra 15.001 euro e 28.000 euro25%
Tra 28.001 euro e 50.000 euro35%
Oltre 50.001 euro43%
Questo schema rappresenta le aliquote IRPEF per il 2023. Ogni scaglione corrisponde a un range di reddito e ha un’aliquota fiscale differente.

Come sarà dal 2024:

Numero ScaglioneRange di RedditoAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Tra 28.001 euro e 50.000 euro35%
Oltre 50.001 euro43%

Inoltre, la riforma fiscale prevede anche l’abolizione dell’Irap e una doppia aliquota per l’Ires.

Si prevede anche una razionalizzazione dell’Iva e ulteriori interventi di tutela fiscale legati alla composizione del nucleo familiare, ai costi per la crescita dei figli, alla tutela dell’abitazione, alla salute delle persone e all’istruzione (vedremo nei paragrafi successivi).

Obiettivo tassa piatta in cinque anni.

Riforma fiscale: chi ci guadagna

Vediamo alcuni esempi per capire l’impatto economico del passaggio da quattro a tre aliquote Irpef. (qui trovi delle tabelle che spiegano)

Esempio 1: reddito pari a 22.000 euro

Oggi, con un reddito di 22.000 euro, l’IRPEF lorda dovuta è pari a 5.200 euro.

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Con le nuove aliquote proposte dalla riforma fiscale, si applicherebbe un’unica aliquota IRPEF del 23%, con un totale di imposta lorda da versare di 5.060 euro. Ciò comporta un risparmio annuo di 140 euro.

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Esempio 2: reddito pari a 48.000 euro

Per un reddito di 48.000 euro, l’IRPEF lorda attualmente dovuta è di 13.700 euro. Secondo le nuove aliquote, l’imposta scenderebbe a 13.440 euro, con un risparmio annuo di 260 euro, valore massimo previsto per la generalità dei contribuenti con redditi più elevati.

Riforma fiscale: pace fiscale e saldo e stralcio

La riforma fiscale include misure per la chiusura delle pendenze presso l’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo è alleggerire il peso fiscale su imprese e lavoratori e recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione.

Per i debiti scaduti, si sta considerando la rateizzazione a lungo termine senza oneri e sanzioni. La riforma fiscale prevede anche una proposta di pace fiscale simile a un condono per somme dovute all’erario fino a 30.000 euro.

Alleggerire il contenzioso

La delega fiscale si impegna in una revisione della struttura e dell’organizzazione dei processi tributari, puntando a rendere più efficiente la giustizia fiscale e a mitigare le dispute. I punti principali dell’intervento sono:

Straordinari e tredicesime

Si sta prospettando una possibile imposta sostitutiva agevolata per gli straordinari e la tredicesima mensilità dei lavoratori dipendenti.

Questa proposta di detassazione della tredicesima mensilità emerge come alternativa all’idea originale di estendere la flat tax incrementale anche ai lavoratori dipendenti, ipotesi che è stata messa da parte a causa dei costi elevati.

Al momento, la tredicesima mensilità è tassata allo stesso modo delle ore di lavoro standard. Il piano di detassazione previsto dalla riforma fiscale punta a favorire i lavoratori dipendenti aumentando il loro stipendio netto. Attualmente, sulla tredicesima incide la tassazione ordinaria dell’IRPEF e i contributi previdenziali, che ammontano al 9,19%.

Calendario fiscale rinnovato

La riforma include anche l’implementazione di un nuovo “calendario fiscale”, con l’obiettivo di armonizzare le scadenze fiscali e organizzare razionalmente queste nel corso dell’anno, prestando particolare attenzione alle scadenze di agosto.

Questo intervento è basato sulla necessità di organizzare la grande quantità di obblighi fiscali e, contemporaneamente, evitare un eccessivo carico di tali obblighi durante l’estate.

La riforma richiede anche un semplificazione dei moduli, assicurando che modelli e istruzioni siano disponibili in anticipo. Si sta anche considerando l’eliminazione dell’acconto massimo di novembre per i titolari di partita IVA.

Deduzioni e detrazioni

Le modifiche alle deduzioni e detrazioni fiscali dovrebbero tener conto:

Verranno considerati anche:

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Agevolazioni fiscali dovrebbero anche promuovere l’inserimento stabile nel mercato del lavoro dei giovani sotto i 30 anni.

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Potrebbe essere riproposto il regime sperimentale di tassazione degli incrementi di reddito introdotto per l’anno 2023, per le persone fisiche che esercitano attività d’impresa o per professioni.

Neutralità fiscale

Per favorire la crescita e l’incremento della competitività degli studi professionali, la riforma fiscale introduce il principio di neutralità fiscale per le operazioni di aggregazione e riorganizzazione degli studi professionali, compreso il passaggio da associazioni professionali a società di professionisti.

I successivi decreti attuativi della delega definiranno in dettaglio cosa comporterà la neutralità fiscale delle operazioni di aggregazione.

Di sicuro, la trasformazione di un’associazione professionale in Stpo, o i conferimenti di beni e crediti professionali da parte di professionisti che intendono aggregarsi formando una Stp, non saranno soggetti a tassazione.

Quindi, le disposizioni attuali, che considerano le operazioni di aggregazione tra professionisti come tassabili, verranno superate.

Il relativo regime fiscale dovrebbe quindi essere equiparato a quello già esistente per le operazioni straordinarie tra imprese. In questo modo, il legislatore intende promuovere la crescita dimensionale degli studi professionali, che è diventata essenziale in un mercato sempre più competitivo e caratterizzato da un crescente numero di operatori stranieri strutturati.

Sanzioni penali eliminate

Vengono eliminate le sanzioni penali tributarie, soprattutto quelle legate al reato di dichiarazione infedele, per coloro che aderiscono all’adempimento collaborativo previsto per le grandi imprese.

Questo potrebbe estendersi anche alle imprese di medie dimensioni, a patto di aver dimostrato “comportamenti collaborativi” e di aver comunicato “preventivamente ed esaurientemente l’esistenza dei relativi rischi fiscali”.

Viene escluso l’accertamento contributivo delle sanzioni amministrative e i termini di decadenza per l’accertamento ai contribuenti con sistema di gestione del rischio fiscale sono ridotti, a condizione che siano certificati da professionisti.

Riforma fiscale per lavoratori autonomi

Per i lavoratori autonomi, la tassa piatta del 15% sarà mantenuta, con la possibilità di optare per il concordato preventivo, un sistema che permette un accordo tra il contribuente e il fisco sull’imponibile e quindi su quanto deve essere pagato per due anni, a patto di non incorrere in problemi su controlli legati all’imposta sui redditi.

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Protezione per i più ricchi

Il regime collaborativo viene esteso anche ai più ricchi. Questo vale per coloro che trasferiscono la residenza in Italia o la mantengono all’estero ma possiedono in Italia, anche per interposta persona o tramite trust, un reddito complessivo “mediamente pari o superiore a un milione di euro”.

Queste modifiche sono state contestate dall’opposizione, che le ha definite come una sorta di ‘scudo preventivo‘ per coloro che fanno dichiarazioni infedeli.

Riforma fiscale e protezione del nucleo familiare

L’attenzione della riforma fiscale si rivolge anche alla protezione del nucleo familiare. Si prevede infatti di introdurre una serie di misure volte a tutelare le famiglie, in particolare quelle con figli o con una persona con disabilità.

Il legislatore intende tenere conto dei costi sostenuti per l’educazione dei figli, la tutela del diritto alla casa, la salute e l’istruzione.

In questo modo, si cerca di andare incontro alle esigenze delle famiglie italiane e di alleviare i pesi fiscali che gravano su di loro.

Reazioni alla riforma fiscale

Tutti i gruppi di maggioranza hanno votato a favore della riforma, mentre le opposizioni si sono espresse contro, eccetto Azione-Iv. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha dichiarato: «Dobbiamo cambiare volto al sistema tributario, è questo che vogliamo fare, ma senza abbassare la guardia nella lotta all’evasione”. La premier Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per l’approvazione definitiva del provvedimento, definendolo una “riforma strutturale e organica, che incarna una chiara visione di sviluppo e crescita e che l’Italia aspettava da cinquant’anni».

Critiche all’approvazione

Dopo l’approvazione, la segretaria del Pd Elly Schlein ha espresso la sua preoccupazione, affermando che la riforma rende più profonde le iniquità del sistema fiscale e introduce nuovi regimi di favore che sottraggono altri redditi alla progressività.

Il M5S, con Emiliano Fenu, ha definito la riforma “una patacca” che non abbasserà le tasse. Alleanza Verdi Sinistra e +Europa hanno espresso critiche simili, sottolineando l’assenza di misure per aumentare la tassazione sulle rendite e sulle grandi ricchezze.

Cedolare secca: cosa cambia

Nella riforma fiscale sono previste anche importanti novità per quanto riguarda la cedolare secca. Si tratta di un regime opzionale che consente di sostituire l’imposizione progressiva sul reddito con un’imposizione a tasso fisso.

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Nel dettaglio, è prevista una rivalutazione del tasso fisso attuale (al 21% per i contratti a canone concordato e al 10% per gli altri) al fine di avvicinarlo maggiormente al tasso effettivo di imposta dovuta dai contribuenti.

Ciononostante, resterebbe in ogni caso conveniente, sia dal punto di vista del proprietario dell’immobile che dal punto di vista dell’affittuario, mantenere l’opzione per la cedolare secca, grazie alla prevedibile maggiore stabilità fiscale rispetto al regime ordinario.

Il futuro della riforma fiscale

La riforma fiscale appena approvata rappresenta un importante passo avanti nella direzione di una maggiore equità del sistema fiscale italiano. Le novità introdotte, tuttavia, non si esauriscono con il 2023.

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Nella stesura del testo della riforma, infatti, si è già tenuto conto delle modifiche da apportare nel 2024. Tra le misure previste, spicca l’introduzione di un’imposta sostitutiva agevolata sugli straordinari e sulla tredicesima mensilità per i lavoratori dipendenti.

L’obiettivo è di alleggerire il carico fiscale e di far recuperare ai lavoratori una quota di potere d’acquisto eroso dall’inflazione.

Conclusioni

La riforma fiscale 2023 rappresenta un importante strumento di cambiamento del nostro sistema fiscale. Dall’IRPEF alle aliquote, dalla tredicesima alla cedolare secca, la riforma tocca aspetti fondamentali della vita dei contribuenti, con l’obiettivo di rendere il sistema fiscale più equo e sostenibile.

Nonostante le numerose novità, tuttavia, c’è ancora molto da fare. In particolare, sarà importante monitorare l’attuazione delle misure previste, per assicurare che esse rispondano realmente alle esigenze dei cittadini e delle imprese.

Riforma fiscale, come cambiano le tasse
Riforma fiscale, come cambiano le tasse

FAQ (domande frequenti)

Cosa prevede la nuova riforma fiscale?

La riforma fiscale prevede una serie di cambiamenti significativi. Tra le novità più importanti, ci sono: la riduzione degli scaglioni di reddito IRPEF da 4 a 3, l’istituzione di una imposta sostitutiva agevolata per straordinari e tredicesima e modifiche alla cedolare secca.

Quando entra in vigore la nuova IRPEF?

La nuova IRPEF entra in vigore a partire dal 2024.

Chi e quanto risparmia con la riforma fiscale?

I contribuenti con redditi da 20.000 a 35.000 euro risparmiano tra 100 e 260 euro grazie alla riduzione dell’aliquota IRPEF. Inoltre, ci sono vantaggi per i lavoratori dipendenti grazie all’istituzione di un’imposta sostitutiva agevolata per straordinari e tredicesima.

Come cambia la cedolare secca con la riforma fiscale?

La riforma dovrebbe prevedere una rivalutazione del tasso fisso attuale per la cedolare secca. Attualmente, il tasso è del 21% per i contratti a canone concordato e del 10% per gli altri. Il nuovo tasso sarà più vicino al tasso effettivo di imposta dovuta dai contribuenti, ma non si prevedono dettagli specifici al momento.

Cosa cambia per le famiglie con la riforma fiscale?

La riforma fiscale si concentra anche sulla protezione del nucleo familiare, introducendo una serie di misure volte a tutelare le famiglie, in particolare quelle con figli o con una persona con disabilità. Il legislatore intende considerare i costi sostenuti per l’educazione dei figli, il diritto alla casa, la salute e l’istruzione.

Quale è l’obiettivo della riforma fiscale?

L’obiettivo della riforma fiscale è rendere il sistema fiscale italiano più equo e sostenibile. Si cerca di andare incontro alle esigenze delle famiglie italiane e di alleviare i pesi fiscali che gravano sui cittadini e le imprese.

Cosa dobbiamo aspettarci dopo la riforma fiscale?

La riforma fiscale è un importante passo avanti (una rimodulazione delle imposte era necessaria da anni), ma c’è ancora molto da fare. Sarà importante monitorare l’attuazione delle misure previste e fare in modo che rispondano effettivamente alle esigenze dei cittadini e delle imprese. Solo così si potrà raggiungere una maggiore equità e sostenibilità nel nostro sistema fiscale.

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