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Riforma fiscale, flat tax per tutti in 5 anni

Riforma fiscale, flat tax per tutti in 5 anni, ma non solo: il governo studia una vera rivoluzione. Cambierà anche la no tax area, saranno riviste le accise, i tributi regionali e locali e ridotte le sanzioni, tagliate detrazioni e deduzioni. Resta un nodo da sciogliere: i costi, davvero molto alti.

di The Wam

Marzo 2023

La riforma fiscale che sta per approvare il governo si annuncia epocale, tra gli obiettivi c’è la flat tax (tassa piatta) per tutti, entro 5 anni. (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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Il disegno di legge delega per la riforma fiscale sarà approvato la prossima settimana in Consiglio dei Ministri. E sarà una rivoluzione. A partire proprio dalla flat tax universale: l’Italia sarà uno dei pochi Paesi al mondo ad applicare una sola aliquota sull’imponibile delle persone fisiche.

Oggi le aliquote sono 4 e prima di Draghi erano 5. Nelle intenzioni diventeranno 3 nel 2024, ma sarà solo un “passaggio” che entro la fine della legislatura porterà, appunto, a una sola aliquota.

Scopri la pagina dedicata al fisco e alle tasse.

Ma non solo, durante la transizione, sarà applicata la flat tax incrementale per i lavoratori dipendenti.

Una aliquota incrementale è già stata adottata nell’ultima legge di Bilancio per i redditi in più dichiarati dagli autonomi rispetto al triennio precedente (fino a 40.000 euro): su quella somma si pagherà il 15 per cento di Irpef. Ebbene, con la riforma questa possibilità verrà estesa a tutti (compresi i dipendenti), anche se non è ancora stata chiarita la percentuale.

Ma per i dettagli bisognerà attendere i decreti di attuazione che il governo dovrà emanare dopo che la delega avrà superato il vaglio del Parlamento.

Non è tutto: a partire dal prossimo anno sarà anche estesa agli immobili commerciali la cedolare secca, ovviamente sempre sugli affitti concordati.

Potresti anche interessato a un articolo sulla riforma fiscale 2023 che si sofferma sui tagli a detrazioni e deduzioni; abbiamo anche visto in un altro articolo gli effetti che la riforma fiscale avrà su stipendi, Irpef e Iva.

Riforma fiscale, no tax area

Durante la transizione tra le aliquote differenziate e la tassa piatta, il governo unificherà la no tax area che oggi è diversa tra lavoratori dipendenti e pensionati. Anche in questo caso il percorso ha la stessa meta: arrivare a una sola aliquota Irpef.

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Riforma fiscale, solo 8 Paesi

La flat tax non è molto in uso in Europa. Su 43 Paesi del continente solo 8 hanno deciso di adottare questo sistema:

Tutti Paesi dell’Est europeo.

 Riforma fiscale, la Costituzione

Ma come verrà rispettato il principio previsto dalla Costituzione dell’imposizione fiscale progressiva? Il governo immagina di agire prevalentemente modulando le detrazioni e le deduzioni.

In che modo? Saranno inversamente proporzionale al reddito. Ovvero: redditi più bassi, maggior numero di detrazioni e deduzioni. Per i redditi più alti andranno gradualmente a ridursi fino a essere azzerate oltre una certa soglia.

Anche in questo caso bisognerà aspettare i decreti attuativi per vedere come funzionerà nei dettagli il sistema.

Riforma fiscale, concordato preventivo

La riforma fiscale prevede anche un uso più massiccio delle dichiarazioni dei redditi precompilate, così da ridurre al minimo il contenzioso tra contribuenti e fisco.

Per le piccole e medie imprese sarà introdotto il concordato preventivo biennale: si paga quando viene stabilito per due anni. Questa scelta assicura che non ci saranno controlli.

Riforma fiscale, periodi di tregua

L’obiettivo del governo è anche quello di instaurare un rapporto meno conflittuale tra i contribuenti e il fisco. Tra le misure che vanno in questa direzione c’è anche quella che prevede la sospensione dell’invio di “lettere di chiarimento” o atti dell’Agenzia delle Entrate in determinati periodi dell’anno, come agosto o dicembre.

Riforma fiscale, fino a 120 rate

La riforma fiscale tocca anche la riscossione. Sarà garantito un accesso più semplice ai pagamenti rateizzati fino a 120 rate. Saranno riviste anche le sanzioni, in particolare quando gli omessi versamenti non sono reiterati.

In Italia per fare un esempio: in alcuni casi le sanzioni possono arrivare al 120/240 per cento. In altre nazioni quella percentuale non è mai più alta del 60 per cento.

Riforma fiscale, costi

Molti aspetti della riforma fiscale sembrano positivi (anche se bisognerà vedere i decreti attuativi per dare un giudizio, in particolare sulla progressione della tassazione rispetto al redditi), ma resta un nodo che deve essere sciolto: i costi.

Saranno indispensabili molti miliardi, già a partire nella fase transitoria. Per non parlare dell’applicazione totale della flat tax: la spesa per lo Stato sarà enorme (decine di miliardi).

Qual è la soluzione che sta studiando l’esecutivo? I soldi arriveranno da un taglio drastico delle detrazioni, deduzioni e sgravi. Oggi ne sono previste dalla normativa circa 600, con un costo complessivo che si aggira sui 165 miliardi l’anno.

Ma ovviamente questo taglio da solo non basta.

Il successo di questa riforma è appeso anche a una scommessa: la riduzione delle tasse dovrebbe portare a un aumento del Pil e quindi delle entrate.

E forse questo è il vero punto debole della riforma fiscale “epocale”: se non si realizza la previsione del governo si rischia di mettere in ulteriore pericolo il già disastrato bilancio dello Stato.

Riforma fiscale, Iva

La riforma fiscale seguirà anche i criteri Ue che impongono di razionalizzare il numero delle aliquote Iva e regolare la disciplina di tutte le operazioni che ne sono esenti. 

Potrebbe essere approvato l’azzeramento dell’Iva sui beni di prima necessità.

Non è tutto, verranno semplificate le procedure che riguardano i rimborsi. Potrebbe essere applicata una tassazione fissa (tributo unico) in sostituzione dell’imposta di bollo, delle imposte ipotecaria e catastale, dei tributi speciali catastali e delle tasse ipotecarie.

Riforma fiscale, accise

Saranno rimodulate le accise sui prodotti energetici (in particolare per quelli che derivano da fonti rinnovabili). Cambierà anche la tassazione per le accise sul gas naturale ed energia elettrica.

Riforma fiscale, federalismo e tributi regionali

Saranno introdotti anche principi di federalismo fiscale, sulla base dell’autonomia delle Regioni. Si adotteranno provvedimenti per razionalizzare i tributi regionali.

Ai governatori sarà estesa la possibilità di stabilire con proprie leggi sia l’accertamento esecutivo, sia le sanatorie.

Riforma fiscale, flat tax per tutti in 5 anni
Nella foto un uomo calcola l’importo delle tasse

Riforma fiscale, tasse locali

Cambieranno anche le tasse locali (Comuni, Province, Città metropolitane). Gli enti avranno una maggiore autonomia finanziaria. Potranno gestire con maggiore libertà eventuali sanatorie e rottamazioni.

Ci sarà anche un riordino dei tributi locali. Anche in questo caso sarà rivisto il sistema delle sanzioni e semplificati gli adempimenti. Ritoccata anche l’assegnazione delle aliquote Imu (ovvero la parte che va allo Stato e quella destinata ai Comuni).

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