Riforma Irpef per disoccupati: come cambia la disoccupazione

Riforma Irpef per disoccupati: una delle novità del 2022. Vediamo come ha influito sul calcolo della disoccupazione.

7' di lettura

Riforma Irpef per disoccupati – Le novità del 2022, come la riforma Irpef e l’introduzione dell’assegno unico, hanno sicuramente influito sul calcolo dell’indennità di disoccupazoine Naspi. Vediamo insieme in che modo (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Riforma Irpef per disoccupati: che cos’è la Naspi?

La sigla Naspi fa riferimento alla Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego e si tratta di un’indennità pagata mensilmente dall’INPS ai lavoratori e alle lavoratrici in stato di disoccupazione involontaria (licenziamento o scadenza di contratto a termine).

Questo strumento in favore dei disoccupati è stato istituito nel 2015, attraverso il decreto legislativo n.22/2015, in sostituzione delle due precedenti prestazioni ASpI e MiniASpI.

In base alle direttive del sito INPS, il sussidio di disoccupazione spetta a:

  • apprendisti;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le stesse;
  • operai agricoli a tempo indeterminato.

Per avere ulteriori informazioni sulla domanda di disoccupazione e sugli ultimi pagamenti Naspi, potrebbe inbteressarti questo approfondimento.

Dal punto di vista fiscale, fino a dicembre 2021 la persona disoccupata:

  • subiva le trattenute fiscali da parte dell’INPS (quale sostituto d’imposta) a titolo di acconto Irpef;
  • godeva delle detrazioni da lavoro dipendente e per figli e familiari a carico;
  • percepiva degli istituti introdotti dal Decreto Legge n.3/2020 allo scopo di ridurre la pressione fiscale sui dipendenti (trattamento integrativo e ulteriore detrazione);
  • riceveva dall’INPS gli Assegni per il Nucleo Familiare ANF (fino al 28 febbraio 2022).

Tuttavia, in seguito alla riforma Irpef e all’introduzione dell’assegno unico universale, queste condizioni appena descritte hanno subito delle modifiche. Nei prossimi paragrafi le analizzeremo nel dettaglio.

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Riforma Irpef per disoccupati: come cambia sulla disoccupazione

Con l’introduzione della Legge di bilancio 2022 si sono verificati alcuni cambiamenti per i cittadini italiani, tra questi vi è il valore delle trattenute fiscali da parte dell’INPS. Infatti, a partire dal 1° gennaio 2022, il calcolo dell’IRPEF lorda trattenuta dall’INPS, rispetto alle somme corrisposte a titolo di indennità di disoccupazione Naspi, è governato dalle aliquote riportate qui sotto.

In base al reddito complessivo:

  • da 0 a 15mila euro → aliquota del 23%;
  • da 15.000,01 euro a 28mila euro → aliquota del 25%;
  • da 28.000,01 euro a 50mila euro → aliquota del 35%;
  • oltre i 50mila euro → aliquota del 43%.

In base al reddito mensile:

  • da 0 a 1.250 euro → aliquota del 23%;
  • tra 1.250,01 e 2.333,33 → aliquota del 25%;
  • tra 2.333,34 e 4.166,66 → aliquota del 35%,
  • oltre 4.167,67 euro → aliquota del 43%.

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Inoltre, come da circolare INPS del 16 febbraio 2022, è bene ricordare che l’importo della Naspi non può in ogni caso superare un massimale mensile di 1.360,77 euro con riferimento all’anno 2022.

Per rendere il calcolo più chiaro, riportiamo un esempio pratico nella tabella qui sotto. Ipotizziamo che una persona riceva per maggio 2022 un’indennità di disoccupazione in misura pari al massimale. La tassazione lorda sarà pari a:

Scaglione d’impostaAliquotaIRPEF lorda
Fino a 1.250,00 euro23%287,50
1.360,77 – 1.250,01 euro25%27,69
Totale= 315,19 euro

Riforma Irpef per disoccupati: nuove detrazioni da lavoro dipendente

Con la riforma Irpef 2022 cambiano anche i calcoli delle detrazioni per chi produce uno o più redditi da lavoro dipendente o assimilato, comprese le somme percepite dall’INPS a titolo di indennità Naspi.

Di conseguenza, le suddette detrazioni da lavoro, le quali hanno la funzione di abbattere l’Irpef lorda e che cambiano in base al reddito complessivo (o RC), sono calcolate seguendo questo schema:

Reddito Complessivo (RC)Detrazione
Non superiore a 15.000,00 euroDetrazione pari a 1.880,00
Superiore a 15.000,00 ma non eccedente i 28.000,00 euro1.910 + [1.190 x (28.000 – RC) / 13.000,00]
Superiore a 28.000,00 ma non eccedente i 50.000,00 euro1.910 x [(50.000,00 – RC) / 22.000,00]
Oltre 50.000,00 euroZero
Riforma fiscale disoccupazione: nuove detrazioni

È inoltre prevista una detrazione aggiuntiva pari a 65 euro per coloro che hanno redditi tra 25.000 e 35.000 euro.

Gli importi sono definiti in misura annuale, quindi vengono riproporzionati in base ai periodi dell’anno in cui il reddito è stato prodotto. Nel caso di contribuente che percepisce solo l’indennità Naspi, i giorni di produzione del reddito 2022 corrisponderanno a quelli in cui ha ricevuto il sussidio dall’INPS.

Riforma Irpef per disoccupati: trattamento integrativo e ulteriore detrazione

Nell’ambito della riforma Irpef, la legge di bilancio 2022 è intervenuta su due istituti precedentemente introdotti dal D.L. 3/2020, ossia il trattamento integrativo (art. 1 D.L.) e l’ulteriore detrazione (art.2 D.L.).

Per quanto riguarda l’ulteriore detrazione, questo istituto è stato abrogato a partire dal 1° gennaio 2022.

Invece, quanto al trattamento integrativo, anche conosciuto come “Bonus 100 euro” o “ex Bonus Renzi”, vi sono delle novità non indifferenti.

Mentre per i redditi fino a 15mila euro non ci sono differenze con il 2021, la situazione cambia per i redditi fino a 28mila euro. In quest’ultimo caso, il trattamento integrativo non dipende più solo dalle informazioni in possesso dei sostituti d’imposta, ma dalla differenza tra l’imposta lorda e le detrazioni che spettano al lavoratore.

In particolare, il trattamento integrativo sarà erogato solo se la somma delle detrazioni dovesse risultare superiore all’imposta lorda. In più, il bonus non sarà assegnato per intero, ma a compensazione della differenza tra imposta e detrazioni.

Potrai anche richiedere l’erogazione in sede di conguaglio a fine anno o con la dichiarazione dei redditi 2023. Così facendo, se il bonus ti spetta, lo riceverai in un’unica soluzione.

Riforma fiscale disoccupazione: cosa cambia nel 2022?

Riforma Irpef per disoccupati: cosa cambia con l’assegno unico

Oltre alla riforma Irpef, i percettori di Naspi sono stati interessati anche agli effetti dell’assegno unico universale, misura a sostegno delle famiglie con figli a carico entrata in vigore il 1° marzo 2022.

In particolare, l’introduzione di questo sussidio ha portato all’eliminazione di due prestazioni a cui i percettori Naspi avevano diritto:

  1. Detrazioni per figli a carico di età inferiore a ventuno anni compiuti;
  2. Assegni per il nucleo familiare (ANF) ed Assegni familiari per i nuclei con figli ed orfanili.

Per quanto riguarda la prima prestazione, le detrazioni spettano solo se i figli a carico hanno un’età pari o superiore a 21 anni e sono calcolate come descritto nella tabella qui sotto.

Numero figliCalcolo detrazione per ciascun figlio
1950 x [(95.000 – RC) / 95.000]
2950 x [(110.000 – RC) / 110.000]
3950 x [(125.000 – RC) / 125.000]
4950 x [(140.000 – RC) / 140.000]
5950 x [(155.000 – RC) / 155.000]
Oltre 5L’importo di euro 155.000 è aumentato di 15.000 euro per ogni figlio successivo al quinto.
Tabella detrazioni figli a carico

Invece, nel caso degli ANF, i disoccupati Naspi possono continuare a fruire della prestazione (come specificato nella circolare INPS n.34 del 2022) solo se il nucleo è formato esclusivamente da:

  • Coniugi (con esclusione del coniuge legalmente ed effettivamente separato);
  • Fratelli, sorelle e nipoti di età inferiore a 18 anni compiuti oppure “senza limiti di età, qualora si trovino, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro, nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto a pensione ai superstiti”.

Per avere maggiori dettagli su Naspi e Assegno unico, leggi questo approfondimento.

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