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Riforma pensioni, aumenti e anticipi: ultime novità e dubbi

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: dalla proroga di Quota 103 al rinvio per Quota 41, fino alle modifiche per Opzione Donna.

di Carmine Roca

Marzo 2023

Quali sono le ultime notizie sulla riforma delle pensioni? Vediamole insieme in questo approfondimento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: proroga di Quota 103

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: che fine fa Quota 41?

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: prepensionamento a 63 anni

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: Opzione Donna

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: assegni più alti?

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Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: proroga di Quota 103

Le ultime notizie sulla riforma delle pensioni vedono una fase di stallo del governo, praticamente fermo al palo per i pochi margini di movimento causati dalle scarse risorse economiche a disposizione.

Senza soldi, tutto quello che è stato ipotizzato nel recente passato rischia seriamente di andare in fumo, a tal punto che l’esecutivo Meloni sta già pensando a una proroga di Quota 103, che sarebbe dovuta rimanere in vigore soltanto un anno e fino al 31 dicembre 2023.

Introdotta quest’anno in sostituzione di Quota 102, che rimane accessibile a chi ha maturato i requisiti (64 anni di età e 38 di contributi) entro il 31 dicembre 2022, Quota 103 prevede un tetto massimo di importo per l’assegno mensile: non può essere superiore a 5 volte il valore della pensione minima (2.870 euro lordi).

Inoltre, a chi decide di continuare a lavorare, pur avendo maturato i requisiti per andare in pensione (62 anni di età e 41 di contributi), è consentita la possibilità di aumentare l’importo netto dello stipendio mensile, evitando il versamento della quota di contributi (9,19%) a carico del lavoratore: il cosiddetto Bonus Maroni.

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Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: che fine fa Quota 41?

In tutto questo, che fine fa Quota 41? La misura particolarmente apprezzata dalla Lega e dai sindacati costa troppo (5 miliardi l’anno, fino a 9 miliardi nei primi 10 anni di vita).

Considerate le pochissime risorse a disposizione, la discussione sulla misura che dovrebbe sostituire per sempre “l’odiata” legge Fornero slitta al 2025.

Con Quota 41, tutti i lavoratori e le lavoratrici, a prescindere dall’età anagrafica e dalle categorie, possono andare in pensione con 41 anni di contributi versati.

Attualmente esiste già una Quota 41, ma è accessibile soltanto ai lavoratori precoci, ovvero a coloro che hanno versato almeno un anno di contributi prima di compiere 19 anni e appartengono alle categorie fragili indicate dallo Stato: disoccupati, caregiver, invalidi con una percentuale pari o superiore al 74%, lavoratori gravosi o impiegati in mansioni usuranti.

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: prepensionamento a 63 anni

Ma senza Quota 41 rimane il problema di individuare un’opzione che consenta l’uscita anticipata dal lavoro, alternative alla legge Fornero (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne).

Da qualche mese si parla di un prepensionamento a 63 anni, l’idea pensata dal presidente dell’INPS, Pasquale Tridico.

In pratica chi accetterebbe l’uscita dal lavoro a 63 anni si ritroverebbe a percepire un assegno ridotto (taglio del 3% annuo) per 4 anni, per poi ricevere la pensione in misura piena al compimento dei 67 anni.

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: Opzione Donna

Per quanto riguarda Opzione Donna, che ha goduto di un rinnovamento molto criticato dai sindacati e dalle lavoratrici, si va verso l’introduzione di alcune modifiche da applicare già nel 2023.

Dal 1° gennaio 2023, Opzione Donna è accessibile soltanto dalle lavoratrici appartenenti a queste categorie:

Si può andare in pensione con Opzione Donna dopo aver versato 35 anni di contributi, a 60 anni (se non si hanno figli), a 59 anni (se si ha un solo figlio), a 58 anni (con due o più figli).

Nelle intenzioni del governo c’è la possibilità di abolire il criterio figli e di abbassare l’età minima da 60 a 59 anni, con la possibilità di andare in pensione a 58 anni se appartenenti a una delle categorie indicate prima.

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni
Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: in foto un taccuino, un paio di occhiali e una calcolatrice.

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: assegni più alti?

Se la riforma delle pensioni è ferma al palo, quella del Fisco procede spedita e già a fine marzo potrebbe ricevere la fumata bianca.

A parità di reddito, le imposte da versare dovranno essere uguali per tutti, a prescindere dalla categoria del contribuente (lavoratore dipendente, autonomo o pensionato). Parliamo di equità orizzontale.

Il governo ha ipotizzato un abbattimento dell’IRPEF, che comporterà benefici nell’immediato, consentendo ai pensionati di percepire una pensione netta più alta a parità di lordo.

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