Riforma pensioni 2023: anticipo pensionistico in due tempi?

Riforma pensioni 2023: quali novità? Tra proposte e indiscrezioni, ma il tempo stringe. L'ultima ipotesi è l'anticipo pensionistico in due tempi.

3' di lettura

Riforma pensioni 2023 – Anticipo pensionistico in due tempi? Ecco le ultime novità sull’argomento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Riforma pensioni 2023: ultime novità

L’argomento riforma pensioni 2023 è stato eliminato dal documento economia e finanza dello scorso 7 aprile.

Nulla di certo all’orizzonte, ma il tempo stringe e tra proposte e indiscrezioni si viaggia a passo lento verso il nuovo anno.

L’ultima idea al vaglio è la riforma pensioni 2023 con anticipo pensionistico in due tempi, che prevede il pagamento di una quota della pensione calcolata con il sistema contributivo prima del compimento dei 67 anni e il riconoscimento della quota retributiva dopo la maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia.

Ma quali saranno le novità dettate dall’eventuale entrata in vigore dell’assegno in due tempi e con quali requisiti si potrà richiedere? Ne parliamo nei prossimi paragrafi.

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Riforma pensioni 2023: il tempo stringe

Detto dell’ipotesi dell’anticipo pensionistico contributivo col pagamento dell’assegno in due tempi proposto dal presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, vediamo cosa potrebbe cambiare e quali requisiti occorrono per richiederlo.

Al compimento dei 67 anni, al lavoratore spetterà la pensione con assegno pieno. La proposta di riforma pensioni 2023 potrebbe toccare oltre 330mila lavoratori tra il 2022 e il 2027.

Oltre all’ipotesi con assegno in due tempi rimane viva la possibilità di andare in pensione tra i 63 e i 64 anni con almeno 20 anni di contributi maturati e una quota contributiva di almeno 1,2 volte maggiore all’assegno sociale.

Intanto il tempo stringe e c’è il rischio di perdere per strada due opzioni pensionistiche attualmente “a termine”, vale a dire Opzione Donna, che si vorrebbe far diventare strutturale dopo la proroga fino al 31 dicembre 2022, e Quota 102, introdotta dopo l’abolizione di Quota 100.

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