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Riforma pensioni, costi su di 100 miliardi: che succede

Il futuro governo Meloni ha poco tempo per evitare il ritorno alla legge Fornero. Sul banco diverse opzioni per una nuova riforma pensioni

di Valerio Pisaniello

Ottobre 2022

Se non si interviene sulla previdenza entro l’anno prossimo si ritorna alla riforma Fornero. Il centrodestra, da sempre contrario, dovrà pensare a un piano e da subito. Insomma, urge una riforma pensioni.  (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Riforma pensioni: i dati

Nel 2012 un’Italia che aveva appena introdotto la riforma Fornero per dare un segnale deciso di risanamento ai mercati all’attacco del nostro debito pubblico dedicò alle pensioni 249,5 miliardi di euro, il 15,9% del Pil. In base alla Nadef approvata la scorsa settimana dal governo, quest’anno la spesa sarà di 297,4 miliardi, il 15,7% del Pil. E alla fine del prossimo triennio arriverà a 349,8 miliardi, 100,3 miliardi in più di dieci anni fa. Il peso della previdenza arriverà al 17,6% del Pil, ammesso che guerra e crisi energetica non travolgano la (leggera) crescita prevista dall’ultimo documento ufficiale di finanza pubblica.

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Riforma pensioni: lo spettro Fornero

Mentre le bollette dominano le preoccupazioni dell’economia e il totoministri quelle di molta politica, le tabelle della Nadef spingono le pensioni sul podio dei problemi che il prossimo governo di centrodestra dovrà sciogliere subito dopo giuramento e fiducia. Perché senza interventi torna pienamente in vigore la legge Fornero, invisa alla nuova maggioranza anche se all’epoca votata sia da Giorgia Meloni sia da Silvio Berlusconi. Ma le alternative rischiano di far correre ancora più veloce una spesa già infiammata dagli adeguamenti all’inflazione nel breve termine, e nel medio-lungo da una stasi demografica da brividi.

Il fatto è che nemmeno prima della spinta inflattiva le uscite previdenziali sono rimaste ferme. Complici appunto la demografia e le tante deroghe alla riforma di fine 2011, culminate nella «Quota 100» del 2019-21 e poi alleggerite quest’anno con la «Quota 102», la spesa per le pensioni è cresciuta anche negli anni successivi al governo Monti, con un aumento del nominale del 19,2% che ha quindi staccato di 4,6 punti l’inflazione.

Riforma pensioni: i nodi da sciogliere

Riforma pensioni: i nodi da sciogliere

Riforma pensioni  2023 si riparte da Quota 102.  Dopo il nulla o quasi  realizzato nel 2022 per l’attesa riforma previdenziale  ora si attendono i provvedimenti del governo di centrodestra vittorioso alle elezioni che si insedierà ad ottobre. Ma avrà poco tempo e poche risorse da dedicare in questo momento di grave crisi economica .

Si parlava da mesi di una riforma pensioni complessiva che affrontasse in maniera sistematica:

La  legge di bilancio 2022 ha affrontato solo i problemi più urgenti in sospeso  con  varie proroghe.

A livello governativo  nella prima parte dell’anno non si sono fermati  i lavori  dei tavoli tecnici istituiti ad hoc (vedi sotto) che il confronto tra governo e sindacati, ma  la  crisi tra Russia e Ucraina  e la successiva crisi di governo hanno bloccato tutto.

Vediamo di seguito  allora le principali proposte di riforma delle  pensioni  emerse finora e le probabili intenzioni del  nuovo governo in arrivo.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=s92KkJNqlS8&w=560&h=315]

Riforma pensioni: le proposte di Fratelli d’Italia

Come già successo con il Governo Draghi  il nuovo Governo  avrà davvero poco tempo per mettere in piedi una riforma ragionata prima del 2023  . 

Visto la contrarietà del centro destra alla Riforma Fornero  è facile prevedere   nuovamente semplici  proroghe delle misure per la flessibilità  in uscita già in vigore ovvero:

Nel  programma ufficiale  di Fratelli d’Italia , partito vittorioso alle elezioni ,  in materia pensionistica si parlava  in effetti  solamente di

Da altre fonti emerge anche  l’intenzione  della coalizione di:

Nulla sulla previdenza integrativa e sulle modalità di sostegno alla previdenza per i giovani che saranno fortemente penalizzati dal regime di calcolo interamente contributivo per le loro carriere lavorative.

Riforma pensioni: la legge di Bilancio 2022

Nella legge di bilancio 2022  hanno trovato posto alcune misure specifiche,  per una spesa complessiva  di circa 1500 milioni di euro.

In particolare si trattava di:                                   

Riforma pensioni: che succede
Riforma pensioni: che succede

Riforma pensioni: la proposta dei sindacati

Le principali sigle sindacali Cgil Cisl e Uil  chiedono da tempo invece  discutere  una riforma radicale delle pensioni  (anche prima della fine di Quota 100). 

A maggio 2021 avevano  inviato un documento unitario che riassume le loro proposte intitolato “Cambiamo le pensioni adesso”. In sintesi si chiedeva:

La proposta della Lega

Il sottosegretario della Lega Durigon, aveva proposto l’istituzione di un nuovo Fondo per i pensionamenti anticipati  ai lavoratori a rischio licenziamento o cassa integrazione nelle aziende in crisi e nelle aziende interessate alla transizione digitale e verde,  sempre con almeno 62 anni di età e 38 di contributi, che come detto ha trovato parzialmente posto nella legge di bilancio 2022. 

Puo essere che con l’entrata nel nuovo governo la proposta trovi un seguito?

La proposta dell’Inps

Anche il presidente dell’Inps Pasquale Tridico aveva proposto  una pensione anticipata a  a 62-63 anni (con almeno 20 anni di versamenti) con un assegno parziale, relativo alla sola parte di pensione maturata con il metodo contributivo, spostando l’erogazione della parte retributiva a partire dai 67 anni necessari per accedere alla pensione di vecchiaia.

Riforma pensioni: le linee guida 2022 del ministero del Lavoro

Come detto prima dell’emergenza Ucraina e della crisi di governo c’era l’ intenzione di portare a termine la riforma delle pensioni entro il 2022.

Con la  Direttiva n. 28 del 2022 per l’azione amministrativa e la gestione per l’anno 2022 del Ministero del Lavoro,  erano state rese note  le strategie e gli obiettivi  che il ministro del lavoro intendeva a realizzare  nel corso del 2022  

Vi si afferma    l’intenzione ad un “Intervento sul sistema pensionistico, attraverso il dialogo e il confronto con le parti sociali,  volto a garantire un sistema equo e flessibile nell’uscita dal mercato del lavoro”. Il documento indicava tra gli obiettivi principali

Da notare che non emerge, almeno esplicitamente,  dalla lista citata,  alcuna intenzione di introdurre nuove forme di tutela previdenziale per i giovani , come la cosiddetta “pensione di garanzia” richiesta dai sindacati.

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