Quota 100 addio? Riforma pensioni: tutte le idee in cantiere

Quota 100 addio? Torna a scaldarsi il dibattito sulla Riforma previdenziale

Quota 100 addio? Riforma pensioni: tutte le idee in cantiere
Quota 100 addio? Torna a scaldarsi il dibattito sulla Riforma previdenziale.
2' di lettura

Quota 100, che permette l’uscita dal lavoro con 62 anni di età e 38 anni di contributi, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2021. La misura, ormai praticamente è certo, non verrà riconfermata alla scadenza. Già cominciato il dibattito sulla Riforma del sistema previdenziale: quali sono le alternative possibili al meccanismo di pre-pensionamento? (Qui tutte le ultime news sulle pensioni)

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Quota 100: un esperimento irripetibile?

“Sarà necessaria una attenta riflessione sull’intero sistema onde garantire la sostenibilità anche di lungo periodo e limitarne il peso sul debito pubblico” con queste parole il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha voluto rassicurare i vertici dell’Ue sull’«irrepetibilità» di Quota 100: la misura di pensionamento anticipato ha sempre incassato più o meno pesanti critiche in sede europea per il peso che avrebbe sui conti pubblici.

D’altra parte, la mancata conferma di Quota 100 (scadenza fissata a fine 2021) non sarà indolore a meno che non si intervenga con una riforma strutturale della previdenza.

Ritorno alla flessibilità in uscita

In pratica, senza una proroga di Quota 100, coloro che raggiungono i requisiti attualmente necessari per fruire del meccanismo di pre-pensionamento, dal primo gennaio 2022, potranno andare in pensione solo al compimento dei 67 anni.

È il temuto “effetto scalone” – ben 5 anni di differenza per quanto riguarda l’uscita dal lavoro tra i pensionati con Quota 100 e tutti gli altri – che solo una riforma del sistema previdenziale, allo stato dei fatti, può evitare. Dunque, pur con attenzione ai conti pubblici (tra l’altro, sotto stress a seguito della pandemia), la politica è chiamata a lavorare su un ritorno alla flessibilità in uscita.

Pensioni, 62 o 63 anni di età/36-37 di contributi

Dunque, con Quota 100 ormai in soffitta, per realizzare il ritorno a una flessibilità in uscita si sta valutando l’introduzione di meccanismo simile: questo potrebbe prevedere la possibilità di andare in pensione con almeno 62 o 63 (forse 64) anni di età e non meno 36 (o 37 anni di contributi).

Tuttavia, non mancherà una penalizzazione sull’assegno pensionistico: fino al 3% in meno per ogni anno di anticipo sull’età fissata per la pensione di vecchiaia (67 anni).

Infine, nonostante i costi che comporterebbe, è ancora possibile l’introduzione della cosiddetta Quota 41, cioè di un meccanismo di pre-pensionamento che permetterebbe di uscire dal lavoro con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica.

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