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Riforma pensioni: uscita a 60 anni, proposte di Meloni

Riforma pensioni: le proposte del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per il sistema previdenziale.

di The Wam

Ottobre 2022

Riforma pensioni: uscita a 60 anni e conferma di tutte le misure in scadenza, come Opzione Donna, Ape Sociale e Quota 102. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Ieri la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dettato la linea per quello che sarà il futuro della previdenza nel nostro Paese. A partire da una frase chiave: «Tutele adeguate vanno riconosciute anche a chi dopo una vita di lavoro va in pensione o vorrebbe andarci».

Il che significa:

Sull’argomento potrebbe interessarti un post che spiega come funziona Quota 41 con tetto d’età; o un articolo sulle 4 proposte che potrebbero cambiare il sistema previdenziale nel 2023; c’è un focus che racconta invece come le promesse formulate in campagna elettorale potrebbero costare 100 miliardi.

Riforma pensioni: solo contributivo

Sono anche le direttive sulle quali stava lavorando il governo Draghi. Del resto queste sono le priorità ineludibili per qualsiasi riforma del sistema pensionistico.

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali.

C’è anche un altro punto in Comune con il precedente governo: il sistema contributivo non si tocca. Impossibile dunque il ritorno al retributivo, più conveniente per i pensionati, ma incompatibile con le risorse dello Stato.

Le linee guida sono le stesse, potrebbero però cambiare le soluzioni.

Sulla questione la premier è stata ancora più chiara: «La priorità per il futuro sarà un sistema pensionistico che garantisca anche le giovani generazioni e chi percepirà l’assegno solo in base al regime contributivo». 

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Riforma pensioni: sostenibilità

I secondi, quelli che avranno solo la pensione contributiva, sono i cittadini che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995, 27 anni fa: hanno l’uscita dal lavoro nel mirino, ma è ancora distante diversi anni.

In pratica, dunque, sarà garantita una maggiore flessibilità in uscita per evitare il ritorno alla Legge Fornero, ma con un occhio attento alla tenuta del sistema previdenziale. Al netto delle promesse che altre componenti della maggioranza di centrodestra hanno formulato in campagna elettorale.

Si dovrà fare i conti anche con altre emergenze, a partire dal caro bollette e dalla svalutazione. Senza dimenticare che sullo sfondo incombe la guerra in Ucraina e un potenziale conflitto mondiale.

Riforma pensioni: conferme

Partiamo dalle possibili conferme. Queste due misure saranno prorogate e potrebbero anche diventare strutturali:

C’è poi Quota 102, un’altra misura previdenziale che scade il 31 dicembre del 2022 ed è stata introdotta dopo la soppressione di Quota 100 (troppo costosa).

Riforma pensioni: uscita a 60 anni

Proprio su Quota 102 c’è una proposta della Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro. Una ipotesi che è stata presa in esame dal nuovo governo e potrebbe diventare una delle possibili novità già a partire dall’inizio del 2023.

Una possibilità di uscita anticipata (rispetto ai 67 anni della Fornero), una sorta di Quota 102 flessibile, che mescola anzianità contributiva e vecchiaia superando i rigidi steccati della normativa in vigore.

Vediamo cosa prevede:

I possibili beneficiari immediati di questo trattamento sono circa 470mila (le persone residenti in Italia tra i 60 e i 66 anni, dati Istat).

Riforma pensioni: proroga Quota 102

C’è solo un problema: i tempi per approvare questa misura sono strettissimi. Bisognerebbe inserirla nella prossima legge di Bilancio, che deve essere approvata a novembre. Probabile dunque che possa essere approvata solo dopo. Nel frattempo è probabile una proroga di Quota 102.

Riforma pensioni: Opzione Uomo

Tra le ipotesi di riforma futura resta in piedi la possibilità di introdurre Opzione Uomo, che ricalca Opzione Donna: in pensione con 58 anni di età e 35 di contributi.

Riforma pensioni: Quota 41

Sul tavolo anche Quota 41 con uscita a 61 anni di età e, appunto, 41 anni di contribuzione. Una proposta che piace alla Lega e in buona parte anche ai sindacati. Con un limite di età potrebbe essere più sostenibile, anche se resta una misura che ha un certo costo: 5 miliardi l’anno. Forse troppi in questo momento.

Riforma pensioni: uscita a 60 anni, proposte di Meloni

Riforma pensioni: confronto

Nei prossimi giorni, ora che il governo si è insediato, riprenderà il confronto con le parti sociali. Si è praticamente interrotto, con il precedente governo, dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina. Si cerca di fare in fretta. Anche perché il nodo delle pensioni deve essere risolto nel più breve tempo possibile.

Tra le proposte che vengono ventilate in questi giorni manca una che consente un’uscita dignitosa anche con meno di 35 anni di contribuzione. C’è chi ha trovato lavoro tardi o ha avuto una carriera lavorativa discontinua che rischia di non raggiungere mai quel traguardo. Non può essere dimenticato.

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