Rimborso spese sanitarie, automatico con il cashback

Rimborso spese sanitarie, automatico con il cashback fiscale: lo sconto del 19% arriverà direttamente sul conto corrente. Non sarà più dunque necessario attendere il momento della dichiarazione dei redditi per ottenere le detrazioni del 19%. Vediamo come funziona e quali sono i vantaggi del nuovo sistema

4' di lettura

Rimborso spese sanitarie: il recupero delle detrazioni per gli acquisti sarà direttamente sul conto corrente grazie al cashback fiscale. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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La novità è stata introdotta nel testo della delega fiscale e ha trovato il pieno sostegno di tutti i partiti del governo. Per l’approvazione definitiva bisogna però ancora aspettare. La normativa arriverà in aula il 20 giugno dopo un nuovo esame nella Commissione Finanze alla Camera.

L’intesa sulla delega fiscale non è stata semplice, come ricorderete c’è stato un duro e lungo confronto tra i partiti, soprattutto per la riforma del Catasto.

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Ma comunque ci siamo, e il cashback fiscale per le spese socio sanitarie dovrebbe diventare operativo già entro la fine dell’anno.

Rimborso spese sanitarie: come funziona il cashback fiscale

Vediamo comunque di cosa si tratta e come funzionano i rimborsi.

Il cashback fiscale è stato inserito all’interno delle normative che riordinano il sistema delle deduzioni e delle detrazioni. In pratica non si dovrà più aspettare la presentazione della dichiarazione dei redditi per scaricare il 19% dei costi che sono stati sostenuti per le visite mediche e l’acquisto di medicinali. Ovviamente la detrazione immediata spetta solo a chi effettua pagamenti tracciabili e non paga quindi in contanti.

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Sarà poi compito, è un esempio, del medico o del farmacista comunicare la spesa che è stata sostenuta dal contribuente all’anagrafe tributaria.

Le detrazioni si trasformeranno dunque in rimborsi, saranno erogati direttamente -s i legge nel testo – «tramite piattaforme telematiche diffuse».

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Rimborso spese sanitarie: sistema semplificato

In questo modo, sostiene il governo, sarà semplificato il sistema dei rimborsi (che è piuttosto contorto), con un ulteriore vantaggio per i contribuenti: i versamenti a loro vantaggio saranno immediati.

Per essere ancora più chiari: mentre oggi bisogna inserire nella dichiarazione dei redditi i costi sostenuti per visite mediche, esami da laboratorio o acquisto di farmaci e attendere poi il rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate, con il cashback fiscale il rimborso sarà istantaneo e versato direttamente sul conto corrente.

Rimborso spese sanitarie: sistema complesso

Comunque è più semplice a dirsi che a farsi. Questo nuovo sistema, che ha una sua logica e una suo funzionalità (potrebbe consentire di ridurre l’evasione fiscale), non può essere però implementato senza un intervento diretto del governo sulla gestione delle spese fiscali.

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Il motivo è semplice: il governo dovrà armonizzare le perdite di entrate che derivano proprio da:

  • esclusioni fiscali;
  • esenzioni;
  • detrazioni;
  • crediti;
  • differimenti;
  • aliquote fiscali agevolate.

C’è dunque bisogno di un rinnovamento complessivo per consentire appunto, il rimborso automatico. Anche per questo l’applicazione dei rimborsi automatici non potrà essere approvata ed entrare in vigore immediatamente.

Se l’obiettivo è la semplificazione siamo comunque sulla strada giusta.

Rimborso spese sanitarie: non è il vecchio cashback

Ovviamente non bisogna confondere questo cashback fiscale con il cashback che era stato introdotto dal governo Conte e poi soppresso dall’esecutivo Draghi (l’iniziativa che premiava gli acquisti in moneta digitale è stata ritenuta insostenibile economicamente e di difficile gestione: sono state molte le distorsioni di questo sistema, causate in particolare dai micropagamenti ripetuti solo per scalare la classifica e puntare al supercashback).

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Quel cashback, se ricordate, consentiva di avere il 10% di sconto sulla spesa sostenuta fino a un massimo complessivo mensile di 150 euro. L’obiettivo dichiarato era ridurre l’uso del contante per mettere in evidenza le operazioni in nero.

In questo caso il cashback fiscale è riferito esclusivamente alle spese socio sanitarie, per le quali è prevista una detrazione del 19%.

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