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Ripristino Assegno Sociale sospeso: tempi e procedura

Ripristino Assegno Sociale sospeso: quando scatta e dopo quanto tempo dalla sospensione? Ne parliamo in questo articolo.

di Carmine Roca

Luglio 2023

Oggi vi parliamo di ripristino Assegno Sociale sospeso: la procedura da seguire e i tempi di attesa (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Cos’è l’Assegno Sociale?

L’Assegno Sociale (fino al 1996 conosciuto come Pensione Sociale) è una prestazione INPS erogata a chi, compiuta l’età pensionabile e in condizioni economiche precarie, non ha diritto a una pensione diretta.

Spetta anche in sostituzione, per sopraggiunti limiti di età, di:

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Assegno Sociale e requisito reddituale

Il requisito reddituale è il più importante: l’assegnazione dell’Assegno Sociale ruota soprattutto intorno alla situazione economica del richiedente.

Nel 2023, il limite reddituale annuo da rispettare per beneficiare della prestazione è 6.542,51 euro (se il richiedente è single) e 13.085,02 euro (se il richiedente è sposato), a fronte di un importo mensile di 503,27 euro.

Assegno Sociale e superamento limiti reddituali

Cosa accade in caso di superamento del limite di reddito? L’Assegno Sociale verrà sospeso fino a quando il reddito non rientra nel limite disposto dalla legge.

Una volta rientrato nel limite reddituale, l’interessato potrà nuovamente ricevere l’Assegno Sociale, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello della sospensione.

Ripristino Assegno Sociale sospeso: la sentenza numero 8943

Per spiegare meglio quando è giusto presentare domanda di ripristino per l’Assegno Sociale sospeso, prendiamo come esempio la sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, numero 8943 dell’11 maggio 2004.

La Cassazione intervenne per mettere fine a una questione sorta nel 2000, in seguito al ricorso presentato da una donna contro l’INPS, alla Corte d’Appello di Milano per richiedere l’immediato ripristino dell’Assegno Sociale e la restituzione dei ratei maturati e non corrisposti dal 1990, anno in cui aveva subito la sospensione della Pensione Sociale sostitutiva (era titolare di pensione di invalidità), per il superamento dei limiti reddituali.

La Corte d’Appello di Milano aveva sentenziato a favore della donna, stabilendo che “ai fini del ripristino di una pensione sociale revocata per superamento dei limiti reddituali, per stabilire se debba essere ripristinata la prestazione revocata occorre aver riguardo ai requisiti previsti dalla normativa vigente all’atto della nuova domanda.

Inoltre, la Corte affermava che la donna avesse diritto al ripristino della prestazione con i limiti reddituali vigenti durante il periodo “Pensione Sociale” e non con quelli meno favorevoli vigenti al momento in cui era stata presentata domanda per l’Assegno Sociale, nel 1998.

Ripristino Assegno Sociale sospeso: il ricorso dell’INPS

Successivamente l’INPS presentò ricorso, sulla base di questo principio: le prestazioni pensionistiche, pur comportando erogazioni periodiche e continuative, non determinano la costituzione di uno status personale, né una acquisizione definitiva del diritto, ma richiedono la permanenza delle condizioni per le quali sono state erogate, di talché quando queste vengano meno, si determina, con la revoca della prestazione, la cessazione del diritto, il quale potrà rivivere solo se venga presentata una nuova domanda e sussistano le condizioni di legge vigenti al momento della domanda stessa”

L’INPS affermava che, “in relazione alla pensione sociale, nessuna disposizione ne prevede la sospensione del pagamento, per cui, il venire meno del requisito reddituale (peraltro di quello più favorevole previsto per la pensione sociale sostitutiva) determina la perdita del diritto, lasciando alla disciplina dell’ordinamento vigente l’eventuale attribuzione, a domanda, di una prestazione di natura diversa”.

Dunque, per l’INPS la questione non riguardava i limiti reddituali vigenti nel momento in cui la donna aveva presentato domanda per la Pensione Sociale, quanto i limiti reddituali vigenti nel momento in cui aveva ripresentato domanda, in seguito alla sospensione della prestazione, ma per l’Assegno Sociale. E che si fosse verificata “l’estinzione del diritto al godimento”.

Ripristino Assegno Sociale sospeso: la decisione della Cassazione

La Cassazione, preso atto del ricorso dell’INPS, stabilì che la revoca fosse legittima, in quanto la normativa da applicare fosse quella vigente alla data della nuova domanda amministrativa, rigettando il ricorso presentato dalla donna.

Ripristino Assegno Sociale sospeso
Ripristino Assegno Sociale sospeso: in foto un uomo in attesa.

Faq sull’Assegno Sociale 2023

Quali sono i requisiti per l’Assegno Sociale 2023?

Di seguito i requisiti per l’Assegno Sociale 2023:

Qual è l’importo dell’Assegno Sociale 2023?

L’importo dell’Assegno Sociale nel 2023 è di 503,27 euro.

Hanno diritto a ricevere l’importo in misura intera:

L’importo è ridotto in base al reddito del nucleo familiare del richiedente ed eventualmente del coniuge.

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